#ZurigoLugano 0-1, l’inferiorità numerica non scalfisce il vantaggio dei ticinesi

Dopo l’eliminazione dall’Helvetia Coppa Svizzera per mano del Thun, il Lugano è ora attivo su un solo fronte: quello del campionato. Severamente puniti all’ultimo secondo dallo Young Boys in occasione dell’ultimo turno, i ticinesi si sono recati al Letzigrund di Zurigo per ritrovare punti importanti e la consapevolezza nei propri mezzi. I bianconeri si sono imposti in virtù dello 0-1 finale.

Dopo una prima fase giocata su bassi ritmi e priva di occasioni, lo Zurigo ha cominciato a rendersi leggermente più pericoloso e a beneficiare di una serie di calci d’angolo non sfruttati appieno. Al 20′, i padroni di casa hanno mancato per un soffio l’appuntamento con la rete: Sertic, lasciato libero di agire, in un primo momento ha costretto Baumann a prodigarsi in una bella parata e, sulla ribattuta, calciando di prima non è riuscito a trovare lo specchio della porta. A passare in vantaggio sono tuttavia stati gli ospiti: al termine di un ‘uno-due’ con un Sadiku abile ad effettuare un movimento smarcante, Gerndt al 30′ ha calciato tra le gambe di Brecher il pallone che ha consegnato il vantaggio ai bianconeri. L’inerzia dell’incontro non è poi mutata in maniera apprezzabile: lo Zurigo ha dato l’impressione di voler recuperare, ma non è mai davvero riuscito a creare dei pericoli di rilievo. Va inoltre segnalato che, poco prima della fine del primo tempo e a seguito di una doppia ammonizione nel breve volgere di 10 minuti, Kecskes ha lasciato i propri compagni in 10, rischiando di influire negativamente sulla prestazione e sul risultato dei propri compagni.  

Conscio dell’inferiorità numerica e delle possibili conseguenze a livello tattico e di risultato, Celestini ha deciso di coprirsi togliendo Sadiku e inserendo Mihajlovic. Pur con un uomo in meno, il Lugano ha rischiato poco e si è proposto in proiezione offensiva a più riprese. La prima (grossa) occasione della ripresa è stata a tinte bianconere: Gerndt, saltato Bangura, ha trovato una ribattuta di Brecher prima di svirgolare da posizione abbastanza favorevole. La generosità dei bianconeri sarà la chiave di lettura del secondo tempo, e la prima dimostrazione è stata fornita da Sulmoni, che al 56′ e al termine di un’azione convulsa ha sventato in scivolata un probabile gol tigurino anticipando Khelifi. Lo Zurigo, non riuscendo a soverchiare gli avversari nemmeno forte della superiorità numerica, ha timidamente continuato a cercare il punto del pareggio con dei tentativi invero estemporanei: a tal proposito si possono menzionare il colpo di testa di Ceesay (ex- dell’incontro) che al 75′ ha chiamato Baumann alla parata istintiva, il colpo di testa di Kharabadze finito di poco a lato e il colpo di testa di Nef direttamente tra le mani dell’estremo difensore bianconero. Il Lugano non si è limitato ad arginare le offensive avversarie, bensì ha cercato di giocarsi le sue carte: all’89’ va menzionata l’accelerazione di un subentrato e generosissimo Crnigoj, conclusasi con uno scambio con Sulmoni e con una conclusione potente terminata fuori di poco. Al 90′ sembrava essersi presentata la fisiologica doccia fredda, in pieno stile luganese, ma il colpo di testa di Nef terminato in rete non è valso il pareggio a causa dell’iniziale posizione di fuorigioco del 37enne. 

Reduce da una serie di prestazioni e di risultati sottotono, il Lugano è riuscito ad imporsi al Letzigrund e a farlo nel modo più difficile possibile: in inferiorità numerica per poco più di 45 minuti. Questa vittoria così sofferta conferisce ulteriore lustro alla partita giocata dai ticinesi, che si sono distinti per generosità e per volontà di ottenere la posta piena. Complici le sconfitte del Grasshopper e del Neuchâtel Xamax (in superiorià numerica dal 36′, è stato comunque sconfitto per 3-0 dal San Gallo), il Lugano può ora contare su 7 punti di vantaggio sui romandi, penultimi, e 8 sugli svizzero-tedeschi.

FC Zurigo (4-2-3-1): Brecher 5.5; Rüegg 4.5, Bangura 5, Maxsø 5.5, Kharabadze 6; Sertic 6, Kryeziu H. 5.5; Winter 5.5 (46′ Kololli 6), Zumberi 6 (66′ Ceesay 5), Khelifi 5.5 (79′ Nef 6); Odey 5. A disp.: Vanins; Schönbächler, Kryeziu M., Sohm. All.: Magnin.

FC Lugano (4-2-3-1): Baumann 6.5; Daprelà 6, Sulmoni 6.5, Kecskes 4, Yao 5.5; Sabbatini 6.5, Piccinocchi 6.5; Gerndt 7.5, Bottani 6 (55′ Crnigoj 7), Junior 6 (77′ Covilo 6.5); Sadiku 7 (46′ Mihajlovic 6). A disp.: Da Costa; Fazliu, Vecsei, Janko. All.: Celestini.

ARBITRO: Sig. Schärer (Zogaj, Räber, von Mandach)

MARCATORI: Gerndt (FCL) al 30′

AMMONITI: Kryeziu H. (FCZ) al 32′; Mihajlovic (FCL) al 48′, Junior (FCL) al 72′; Rüegg (FCZ) al 73′; Crnigoj (FCL) al 90+1′

ESPULSI: Kecskes (FCL) al 44′ (per doppia ammonizione: 34′, 44′)

NOTE: Recupero: 0′, 4′; 8’434 spettatori

TOP NOVANTESIMO: Gerndt 7.5 – La nascita e la realizzazione della sua rete sono un manifesto della sua caparbietà. Anche a causa dell’inferiorità numerica, il Lugano non ha avuto quasi nessun’altra occasione per segnare e la rete dello svedese è quindi stata decisiva.

FLOP NOVANTESIMO: Kecskes 4 – Difensore centrale, in 10 minuti riesce nella scellerata impresa di vedersi sventolare due cartellini gialli. Scellerato: la sua espulsione avrebbe potuto compromettere la prestazione, e quindi il risultato, e quindi lo stato d’animo dei suoi compagni.

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua città. È uno dei co-fondatori di www.sportlugano.com.

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