Risucchiato all’ultima posizione in classifica dopo alcune sconfitte, il Lugano era chiamato a raccogliere punti al Letzigrund di Zurigo, per abbandonare la zona-relegazione e per acquisire le fiducia e consapevolezza perdute. La sconfitta per 3 a 0, invece, getta ancora di più nello sconforto tanto i tifosi quanto i giocatori stessi. Da monitorare la posizione di Tami: per lui Zurigo potrebbe essere la “Endbahnhof”.

Il primo guizzo della partita è stato offerto da Palsson, sul cui tiro si è avventato Da Costa. È sempre il portiere, al 10imo minuto, a mettersi in luce con un intervento prodigioso sul tiro di Roberto (fratello di Ricardo) Rodriguez, a cui una palla vagante era giunta dopo gli sviluppi di una rimessa laterale battuta lunga. La partita era ancora bloccata, fin quando al 20′, fortuitamente e sugli sviluppi di un corner, il pallone ha impattato sulla schiena di Daprelà ed è finito alle spalle di Da Costa, probabilmente troppo passivo nell’occasione. Trascorrono 10 minuti e lo Zurigo ha sfiorato il raddoppio: su una punizione fischiata per spinta di Golemic sulla schiena di Nef, Dwamena ha colpito il palo alla sinistra dell’estremo difensore luganese. È il 32′ quando i Bianconeri hanno avuto la prima vera occasione: al termine di un’illuminata azione corale la palla è giunta a Bottani, fermato dall’ottima uscita bassa di Vanins. I primi 45′, contraddistinti anche da un certo nervosismo ad immagine di svariati interventi fuori tempo, si sono chiusi su un 1 a 0 che ben riflette i valori visti in campo.

La seconda frazione si è aperta come peggio non avrebbe potuto: a tagliare le gambe agli ospiti, al 51′, ci ha pensato Frey con una potente conclusione a togliere le ragnatele;(anche) in questa occasione Daprelà non ha fatto una grande figura. Lo Zurigo, inappagato, ha continuato a rendersi pericoloso. Pericoloso è stato anche Gerndt che, dopo aver controllato di petto, è stato anticipato da Brunner. Successivamente, gli uomini di Tami hanno dato l’impressione di essere incapaci di reagire e di proporre spunti interessanti: la forza ricavata dall’orgoglio, arma in più che sovente ha contraddistinto i Ticinesi, è sembrata latitare. L’inspiegabile penuria di tiri diretti verso la porta dei Tigurini è stata rotta da una ghiotta occasione: un cross morbido di Junior è stato raccolto da Gerndt che, da pochi passi e in volo, non è tuttavia riuscito a superare un Vanins messosi in luce per la miracolosa reattività che ha negato la gioia della rete allo Svedese. Pochi secondi dopo è il “collega” luganese ad essere stato chiamato a neutralizzare un tentativo di Voser. Da Costa, tuttavia, pochi minuti dopo ha rischiato di pagare a carissimo prezzo un errore grossolano: ricevuto un retropassaggio, ha servito Sarr; in uscita è però riuscito ad evitare che lo Zurighese concludesse in porta. Negli ultimi 15′ il Lugano è parso ritrovare una certa verve, ma l’ultimo gol dell’incontro è stato segnato ancora da un avversario: Pa Modou, subentrato da 6 minuti a Frey, partendo all’altezza della linea laterale ha superato con una facilità disarmante Yao (in campo da 16 minuti) e, incrociando, ha siglato il definitivo 3 a 0.

Questa ulteriore sconfitta per il Lugano potrà lasciare strascichi ancora più pesanti: è chiaro che così non si può continuare. Difficile dire se il 3 a 0 sia più figlio dei meriti dello Zurigo o dei demeriti dei Ticinesi. È palese, invece, che definire gli acquisti estivi una “campagna di rafforzamento” solleva dubbi indubbiamente leciti (Daprelà, Yao, Milosavljevic e Amuzie, chi più chi meno, sono risultati semplicemente deludenti).

FC Zürich (3-5-2): Vanins 7; Thelander 6.5, Bangura 6, Nef 6.5; Brunner 6.5 (62′ Winter 6), Rüegg 6, Palsson 6.5, Roberto Rodriguez 6.5 (73′ Sarr 6); Dwamena 6.5, Frey 7 (83′ Pa Modou 7). All.: Forte. A disp.: Brecher, Haile-Selassie, Maouche, Cavusevic.

FC Lugano (4-4-2): Da Costa 6; Golemic 5.5 (58′ Junior 6.5), Sulmoni 6, Daprelà 4.5, Mihajlovic 5.5 (73′ Yao 4.5); Mariani 5, Milosavljevic 4.5, Vecsei 4.5 (46′ Sabbatini 6), Amuzie 5.5; Bottani 5, Gerndt 5.5. All.: Tami. A disp.: Kiassumbua; Ledesma,  Crnigoj; Marzouk.

ARBITRO: Signor Fähndrich (Zeder, Räber, Jacottet).

MARCATORI: Daprelà (Autogol, FCZ) al 20′, Frey (FCZ) al 51′, Pa Modou (FCZ) all’89’.

AMMONITIVecsei (FCL) al 7′, Da Costa (FCL) al 33′, Rüegg (FCZ) al 34′.

ESPULSI: –

NOTE: 0 minuti di recupero a fine primo tempo, 2 minuti a fine secondo tempo. 9’272 spettatori. Alcuni pullman dei tifosi luganesi, prima della partita, hanno sùbito un attacco da parte degli Zurighesi.

TOP NOVANTESIMO: Frey 7 – Non si vede molto, ma è sempre intento a fare a sportellate con i difensori e a far valere il proprio fisico. Abile nella protezione di palla e nel gioco di sponda, in entrata di secondo tempo trova quello che a tutti gli effetti è un “gol della domenica”, doccia gelata per i Luganesi appena rientrati dagli spogliatoi. Note di merito vanno anche a Vanins e a Pa Modou.

FLOP NOVANTESIMO: Daprelà 4.5 – È sicuramente lecito chiedersi se più che le sue capacità non si sia guardato il suo curriculum vitae. Circondato da più o meno grandi attese, ha sinora deluso. Il bilancio odierno parla di una (sfortunata) autorete e di un coinvolgimento nella seconda marcatura avversaria. Note di demerito vanno anche a Milosavljevic (rinforzo difficilmente definibile come tale) e a Yao (“preso in giro” da Pa Modou).

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.

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