Zlatan Ibrahimovic – Veni, vidi, vici: cronistoria del successo

Zlatan Ibrahimovic

Veni, vidi, vici. Si potrebbe riassumere così la gloriosa carriera di uno dei più forti attaccanti che il calcio abbia mai incontrato, ‘The king’ Zlatan Ibraimovich.

Una carriera costellata di successi, in cui ha vinto quasi tutto quello che di più importante si poteva vincere.

Qualcuno si è stupito ancora quando Zlatan, nella partita d’esordio con i suoi nuovi Los Angeles Galaxy, ha ribaltato praticamente da solo il risultato. Qualcuno è rimasto perplesso guardando le immagini del gol segnato, quasi, da centrocampo, tradotto in un gesto inspiegabile per il calciatore ‘comune’. Ma la verità è che Ibrahimovic un calciatore ‘comune’ non lo è mai stato, sia per la sua innata capacità di trascinare le sue squadre alla vittoria, sia per il suo esagerato ego, dentro e fuori dal campo. L’ego, croce compensata con la delizia dei suoi piedi, che hanno sempre messo a tacere ogni critica.

La storia del calciatore Zlatan inizia a 10 anni, quando viene chiamato a giocare con i ragazzi più grandi di lui, 2 leve calcistiche di differenza. Quella partita il Balkan (nome della sua squadra) gioca un primo tempo disastroso, 4-0 per gli avversari, una disfatta. Ma all’intervallo il mister decide di schierare Ibra al posto del suo attaccante titolare; qualcuno racconta che usciti dallo spogliatoio, i suoi compagni furono molto in disappunto, talmente tanto da non considerarlo nemmeno in campo. Ed è proprio qui che inizia a vedersi l’ego del ragazzo che crede fermamente di poter divenire il più grande di tutti, l’ego di chi sa già di essere più forte degli altri e anche se sono più grandi poco importa. La partita finisce 4-8 per il Balkan, e se ve lo stavate chiedendo: si, li ha segnati tutti lui.

Un talento sopraffino, ma con un carattere molto difficile come dimostrato nella prima estate del nuovo millennio quando, distintosi nel Malmö nella stagione 1999/2000, viene convocato dalla nazionale svedese U21, dove ovviamente segna all’esordio, ma anche da Arsene Wenger, allenatore dell’Arsenal, che vorrebbe fissargli un provino. La sua risposta è tanto breve quanto perentoria: Zlatan non fa provini. Ed infatti a fine stagione si trasferisce in Olanda all’Ajax, la squadra di Amsterdam, dove diviene il giocatore svedese più pagato della storia e dove porta lo scudetto nell’anno successivo.

Da questo momento, nella sua carriera, vestirà le maglie di Juventus, Inter, Barcellona, Milan, Paris Saint Germain e Manchester United, sempre nel tentativo di rincorrere la tanto famigerata Champions League che non è mai arrivata, sempre sfuggita per un soffio, sempre nel posto giusto ma al momento sbagliato. Ovunque va vince, però, sempre lo scudetto e spesso anche la coppa nazionale, sempre con la voglia di dimostrare di essere il più grande, il più forte. L’anno scorso, poi, è riuscito a vincere l’Europa League grazie allo United e alle gesta dei compagni, visto l’infortunio al crociato che lo ha bloccato da metà stagione.

Ora sta cercando di ritrovare la dimensione che gli spetta in America, con i Los Angeles Galaxy e per ora ci sta riuscendo alla grande, insomma, alla Ibra. Nella città delle stelle questa volta ne è caduta una veramente grande dal cielo, talmente grande che il suo messaggio è stato: “Los Angeles you’re welcome” (Los Angeles sei la benvenuta) rovesciando i ruoli come piace lui, fino dalla giovane età.

Poche parole, tanti fatti: Veni,vidi,vici.

 

Guarda Anche...

CONDIVIDI
Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.