Walter Samuel: “Spalletti sta trovando solidità, un giorno mi piacerebbe allenare un settore giovanile”

Lunga e dettagliata interviste quella che ha coinvolto uno degli eroi del Triplete, il roccioso difensore nerazzurra Walter Samuel. Ecco le parole del mitico difensore argentino sull’Inter che sta nascendo, sulla somiglianza con Skriniar e sul suo futuro.

“Oggi nel calcio si difende in modo diverso. Spalletti, Sarri, Giampaolo: in area solo zona, si guarda prima la palla. Io avevo bisogno di toccare l’uomo, ma a Coverciano insegnano l’apertura ad ogni soluzione: quella dipende anche dagli uomini che hai. I primi mesi con Lucio furono duri: non giocava di reparto, ma poi ci siamo capiti ed è nata l’intesa. Di Alda ricordo che a 37 anni, a fine allenamento, si fermava a calciare per migliorare la tecnica. In una cosa erano simili: se la partita scottava, quei due non la sbagliavano mai. Più simile a Manolas o a Skriniar? Manolas è più forte uno contro uno. Direi Skriniar: colpo di testa, lancio preciso. Forse non è la cosa che si ricorda, ma ce l’avevo anch’io. Icardi? Si sta sforzando di fare quello che gli hanno chiesto un po’ tutti. Riguardate il gol al Messico: va incontro alla squadra, protegge la palla e solo dopo va a segnare. Lautaro invece ha un futuro enorme davanti. Ma deve avere la pazienza di aspettare le sue chance e la fretta di farsi trovare pronto. Il mio futuro? La mia vita ora è in Italia, il calcio è la mia vita e nel calcio non mi vedo in un altro ruolo. L’interim di Scaloni in Nazionale è finito, io e Pablo Aimar gli abbiamo dato una mano per sei partite, ora si vedrà. Comunque un giorno mi piacerebbe provare ad andare con le mie gambe: anche partendo da un settore giovanile. Roma-Inter? La Roma fa un po’ fatica, è irregolare, a volte inspiegabile. Visto in Champions? Gran primo tempo, ha preso un colpo e si è sciolta: mi sembra un fatto mentale, più che altro. L’anno scorso mi impressionava la sua identità, ora è come se non fosse convinta fino in fondo di quello che fa e le sta mancando De Rossi: non vinci senza gente che ha vinto e in Italia è dura trovare giovani già da prima squadra a 18 anni, come fece lui. L’Inter si è consolidata: Spalletti sta trovando solidità e continuità. A Londra fino al gol ha tenuto benissimo, e guardate che il Tottenham è forte forte. Anche la Roma in casa è forte, ma io vedo ancora l’Inter almeno un passettino avanti”.

CONDIVIDI
Vincenzo, classe 1998, amante del bel calcio e della Juve. Il mio preferito: Roberto Baggio, IL GIOCATORE.