Il Ct della Nazionale italiana Gian Piero Ventura ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Corriere dello Sport. Tanti i temi affrontati dall’allenatore, di seguito le sue parole.

Come è cambiata la mia vita da allenatore della Nazionale? Sotto l’aspetto professionale molto. Vado poco in campo e questo è il cambiamento che sento di più. Non ho più la quotidianità di prima. Guidare la Nazionale è una grande responsabilità di fronte ai tifosi di tutte le squadre di calcio della nazione“.

Ho percepito un ritorno dell’amore. Conte con l’Europeo ha riacceso la fiammella. Anche se comunque all’Europeo siamo usciti ai quarti con una squadra avanti con l’età. Al mio arrivo la situazione non era facile. Dovevo fare delle scelte e le ho fatte, incontrando molto i club per far capire loro quali fossero i vantaggi di mettere giovani in condizione di poter essere velocemente importanti e quindi determinanti per la Nazionale. Ho trovato grande disponibilità da parte di presidenti e allenatori. Ho iniziato con gli stage con l’obiettivo di innovare la rosa. Oggi ci sono molti giovani di prospettiva: alcuni chiaramente ancora non sono pronti ma hanno grosse potenzialità. Abbiamo fatto  un ricambio generazionale: nel giro di otto mesi almeno venti giocatori sotto i 23, 24 anni si sono avvicinati alla Nazionale e molti hanno esordito. Abbiamo centrato il primo tassello della strategia: far crescere una nuova generazione di giocatori italiani“.

In otto mesi ci siamo guadagnati il primo posto in classifica insieme alla Spagna. Anche nel ranking siamo saliti al dodicesimo posto e, dopo l’Uruguay, spero che torneremo tra le prime dieci del mondo ed essere testa di serie. Il vero successo fino ad adesso è quello che siamo riusciti a dare ai giocatori, il clima che abbiamo creato. C’è grande entusiasmo nei ragazzi che vengono per gli allenamenti, c’è un senso di appartenenza, tutti credono che attraverso le buone prestazioni ci sia la possibilità di arrivare in Nazionale. E’questo quello che ha percepito la gente. L’entusiasmo ritrovato mostra che la gente ha capito cosa stiamo cercando di fare. La qualificazione è molto dura, dato che l’avversario è molto forte. Ma se ci  arriviamo possiamo essere la sorpresa del Mondiale. Sono convinto che il lavoro che stiamo facendo potrà essere fondamentale per essere tra le favorite ai prossimi Europei e Mondiali“.

Grazie al nostro lavoro le squadra non hanno più paura di lanciare i giovani. L’Atalanta di  Gasperini ha dato una grossa mano in questo senso. E io l’ho data a loro, perché quando ho convocato Gagliardini non era conosciuto da molti, e un mese dopo è andato all’Inter. Poi è evidente che più giovani giocano e più diventano fondamentali i quattro cinque punti fermi che sono dei riferimenti per tutti: Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini e De Rossi“.

Seconde squadre? Potrebbero essere utili, insieme ad altra cose. Io ho chiesto quel famoso anticipo di tre giorni dell’inizio del campionato per poter aver un minimo di gamba in più nella partita contro la Spagna. Non è un caso che negli ultimi 10 anni tutte le squadre ai preliminari di Champions sono state eliminate. E’ evidente che qualcosa non va. Il calcio deve decidere che  ruolo deve avere la Nazionale e poi decidere di conseguenza“.

A quale Nazionale del passato vorrei assomigliasse la mia? Quelle vincenti. Se devo scegliere, dico l’Italia di Cabrini e Bruno Conti. Era divertente, esprimeva fantasia e qualità. Basta pensare a Gentile per la forza, Conti e Cabrini per la velocità e Oriali per la posizione. Tardelli per la quantità, Scirea per l’eleganza. Questa è la Nazionale che ricordo con maggiore piacere“.

Finale di Champions? La Juve arriva, come mai nella sua storia, con la consapevolezza della propria forza e la convinzione della proprie qualità. Inoltre questa partita è uno spot per tutto  il calcio italiano. Come quando abbiamo vinto il Mondiale: il calcio ne ebbe benefici sia a livello di visibilità che di investimenti“.

Chi  sarà decisivo? Molti dicono  Higuain,  Dybala o Cristiano Ronaldo. Io voglio sottolineare il ruolo degli italiani della Juve: Buffon, Bonucci, Barzagli, Chiellini, Marchisio. Spero in un risultato positivo, importantissimo per la Juventus ma altrettanto per tutto il movimento calcio italiano“.

CONDIVIDI
Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008