GIOVANNI FIORENTINO – VAR or not VAR? That’s the problem

Fiorentino

VAR o non VAR? Questo è il dilemma.

La nuova tecnologia ha trovato sin da subito sostenitori e detrattori, probabilmente in egual misura.

L’unico dato di fatto, tracciando i primi bilanci numeri alla mano, è che lo strumento sta sicuramente fornendo un ausilio preziosissimo ad arbitri e collaboratori, evitando loro una pletora di errori (normali e fisiologici, per carità) che avrebbero potuto riscrivere il copione di questo primo scorcio di campionato. Lo ha confermato anche Nicchi ieri sera, ai nostri microfoni, malcelando una punzecchiatura a presidenti e tecnici: “Chi non ha capito ancora la bontà della VAR la capirà presto anche, perché è uno strumento migliorabile ma dal quale non si può tornare indietro” – ha detto – “Di conseguenza, tutti quelli che ancora non ne hanno apprezzato il funzionamento si dovranno adeguare”. Precisazione quasi necessaria, in un Paese come il nostro che fa della cultura del sospetto il secondo sport più praticato della Penisola. La VAR ha ridotto le polemiche? Con tutta probabilità, sì. Le ha cancellate o le cancellerà del tutto? Con tutta probabilità, no. Si pensava che dinanzi alle immagini video la polemica avrebbe perso mordente, invece ha semplicemente traslocato cambiando campo e raggio d’azione. Non più “era rigore”, bensì “Perchè l’arbitro ha utilizzato la tecnologia in questa azione e non in quest’altra?”. Ne deriva dunque una disputa continua, tuttavia essendo quasi insita nel DNA dell’italiano (non vi è altra spiegazione) possiamo considerare comunque il fatto di aver limitato dubbi e strafalcioni un primo aspetto positivo. L’impressione, non confermata ma nemmeno sconfessata, è che molto dipenda anche dal punteggio al termine dei novanta minuti. Personalmente, penso che si tratti di un’innovazione che nella nostra Serie A serviva come il pane, preso atto del carico di aspettative, veleni e pressioni in ordine sparso che si porta tradizionalmente dietro. Sarà ad ogni modo necessario regolamentare con maggior precisione i termini e i casi di utilizzo, sia per venire incontro ai direttori di gara che per prevenire dietrologie astruse. Ci riusciremo?

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