Una Juventus a lampi: cosa manca al gioco di Sarri?

Maurizio Sarri
Maurizio Sarri, allenatore della Juventus

Ha fatto discutere, sta facendo discutere e farà discutere anche in futuro: Maurizio Sarri e il suo modo di intendere il calcio, sono qualcosa che difficilmente possono lasciare indifferenti; c’è chi ama il suo gioco ambizioso e propositivo, e chi invece lo critica per il suo essere troppo legato agli schemi, chi lo adora per il modo di porsi di fronte alla stampa, e chi invece non approva la sua franchezza e spontaneità. Come se non bastasse ad un personaggio in grado di creare vere e proprie schiere di seguaci, adepti fedelissimi in contrasto con i suoi più aspri detrattori, il suo approdo alla Juventus non ha fatto altro che alimentare questo scontro ideologico tra tifosi, in particolare modo bianconeri e napoletani.

Lasciando però da perdere inutili romanticismi e discorsi che poco hanno a che vedere con il rettangolo verde, nonostante i frutti del lavoro di Sarri si potranno vedere soltanto, nel bene e nel male, tra molto tempo, è giusto analizzarne da una parte gli aspetti sin da ora positivi, e dall’altra le pecche su ci sarà bisogno di lavorare nei prossimi mesi.

sarri chelsea

Una delle note sicuramente più liete, riguarda la velocità di costruzione del gioco: la squadra fa girare la palla molto più velocemente rispetto agli anni passati, e sta riuscendo con il passare delle giornate e con l’aumentare del rodaggio a superare con sempre maggiore efficacia le linee di pressing avversarie. Ma i motivi per cui i supporters bianconeri possono sorridere non terminano certo qui: altri due aspetti assolutamente da sottolineare sono la centralità nel progetto di Sarri di un giocatore come Douglas Costa, che dopo una stagione passata in sordina, anche se attualmente fermo ai box per infortunio, sembra sposarsi a nozze nelle idee del tecnico toscano, che per le sue grandissimi doti nell’uno contro uno e nel creare superiorità numerica lo ritiene indispensabile; la seconda grande nota positiva è emersa “in tutto il suo splendore” nella partita con il Brescia, e riguarda il grande feeling tra Higuain, Dybala e Ramsey. L’intesa tra i tre i giocatori è infatti sembrata già molto elevata, nonostante quella di martedì sera fosse solo la prima partita insieme dal primo minuto; all’ex allenatore del Napoli avranno sicuramente fatto piacere i continui scambi di posizione tra la Joya e il gallese, che hanno dato più di qualche problema alla difesa delle Rondinelle, e continui duetti nello stretto tra i due argentini e l’ex giocatore dell’Arsenal.

E’ giunto però il momento di passare alle note meno liete: la difesa sino ad ora è parso essere l’anello debole di questa squadra, non tanto a livello individuale ma quanto a livello collettivo. Sui calci piazzati soprattutto tutta la retroguardia si è fatta cogliere davvero troppo spesso impreparata e mal posizionata, subendo ben quattro dei sei gol incassati su calcio piazzato. Un’altra grande falla al momento da registrare riguarda i movimenti in diagonale; i quattro difensori infatti fanno molta fatica a scalare in maniera efficace da una parte all’altra del campo, lasciando il lato debole del campo eccessivamente sguarnito e facilmente attaccabile dagli attacchi avversari. Al momento in ogni caso ciò che manca davvero a questa squadra è il tempo: i problemi come spiegato, ai quali si può anche aggiungere un centrocampo ancora non perfettamente assemblato, sono evidenti non trascurabili, ma i tempi di assimilazione dei precetti sarriani sono tutt’altro che brevi; il popolo juventino dovrà avere pazienza per vedere la vera Juventus per ora solo nella mente del Comandante, che si è pero sempre contraddistinto per perseveranza e determinazione; a sprazzi comunque la Vecchia Signora confeziona già ora momenti di grande calcio, che possono far ben sperare tutto l’ambiente, nella speranza di poter assistere a questi sprazzi per tutti i novanta minuti di ogni partita.

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