Una brutta Juve perde a Napoli: l’analisi

Maurizio Sarri
Maurizio Sarri, allenatore della Juventus

Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta“: la storica frase dello storico capitano Giampiero Boniperti, diventata poi un dogma della Juventus nel corso degli anni, sembra essere passata in secondo piano.

La sconfitta di ieri contro il Napoli, giunta al termine di una prestazione sottotono, è stata mal digerita dai tifosi bianconeri per il fatto di aver sciupato l’opportunità di allungare a +6 dall’Inter, pur sapendo i passi falsi delle dirette inseguitrici che avrebbe dovuto rappresentare una forza di motivazione anziché un punto di arrivo.
Tutti sul banco degli imputati, a partire dal tecnico Maurizio Sarri, con i bianconeri apparsi poco tonici a differenza dei partenopei che hanno preso in mano il pallino del gioco.

Chi sperava di vedere nella Juventus quel bel gioco ammirato qualche stagione orsono a Napoli, si è dovuto ricredere. E probabilmente proprio davanti il suo ex pubblico si è raggiunto il punto più basso della stagione, con una squadra apparsa confusionaria e priva di alcuni punti di riferimento, come già accaduto in passato come nella doppia sfida con la Lazio.

La presenza in campo contemporanea dal 1′ di Higuain, Cristiano Ronaldo e Dybala non ha pagato, sia per il fatto che siano stati poco supportati dal centrocampo sia per l’assenza in panchina di calciatori in grado di dare una sterzata all’incontro in corso d’opera: basti pensare che oltre a Rabiot, Bernardeschi e Douglas Costa – subentrati ieri sera e risultati poco incisivi – in panchina c’erano soltanto Rugani e Ramsey oltre ai portieri Buffon e Pinsoglio ed al giovane Coccolo. Troppo poco per potersi permettere di correre un simile rischio dall’inizio. Basterebbe immaginare l’importanza che avrebbe potuto avere l’ingresso di Dybala come soluzione offensiva se la Joya fosse subentrata nella mezz’ora finale.

Due gol presi da altrettante ingenuità: il primo nasce da un pretenzioso quanto impreciso traversone dalla sinistra di Matuidi che, anziché scaricare per Dybala, decidere di crossare fuori misura, facendo ripartire il contropiede azzurro che porta Insigne al tiro, respinto da Szczesny, sulla cui respinta si avventa Zielinski (lasciato senza marcatura da Cuadrado) che insacca; difesa imperfetta anche sulla seconda rete dei locali, ad opera di Insigne, che approfitta di una retroguardia in bambola.
Da qui, la Juventus si sveglia giocando i quattro minuti restanti (più recupero) con il piede pigiato sull’acceleratore, trovando prima la rete con Cristiano Ronaldo e poi provando a cercare il pareggio a tempo scaduto.

Non bisogna vedere tutto il bicchiere mezzo vuoto: c’è da dire che – nonostante il gioco non sia stato pari alle aspettative – i risultati stanno dando ragione a mister Sarri che è attivamente in corsa per l’ossessione del Triplete: attuale capolista in Serie A, qualificato agli Ottavi di Champions ed in semifinale di Coppa Italia.

Tuttavia, il campanello d’allarme lanciato dalla partita con il Napoli non va sottovalutato: bisognerà prestare attenzione a quali strascichi potrà lasciare questa gara, a partire dal rapporto con i tifosi che potrebbero non aver preso nel migliore dei modi le dichiarazioni del post-partita (“Se proprio bisogna perdere, meglio che sia contro di loro” e con la battuta della maglia a strisce): come reagirà la piazza bianconera dopo che il tecnico ha minimizzato una brutta sconfitta contro una squadra rivale?

CONDIVIDI

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008