Per comprendere il calcio moderno non basta concentrarsi esclusivamente sulle questioni tecniche e su ciò che vediamo in campo ma occorre ampliare la visuale e osservare le strategie societarie per capire più a fondo tutte le squadre.

TANTI PROGETTI, DIVERSE ASPETTATIVE

Restringendo il cerchio alla Serie A, si nota come ci siano società che puntano a vincere subito, altre che hanno necessità di prendersi più tempo ma come obiettivo finale si prefissano la vittoria mentre alcune squadre sono consapevoli di non aver mezzi a sufficienza per poter competere con le big. Quest’ultime a loro volta allestiscono una rosa in grado di raggiungere una salvezza in tempi relativamente brevi per poi concludere il campionato con maggior tranquillità.

MODELLO SASSUOLO

L’esempio migliore che si possa fare parlando di Serie A è sicuramente quello relativo al Sassuolo, società che nonostante non abbia obiettivi al pari di squadre come Juventus, Napoli, Inter, ecc può vantare una dirigenza e filosofia aziendale che funzionano in maniera perfetta.

Prima di approfondire il discorso c’è da ricordare che il Sassuolo ha esordito in Serie A in tempi abbastanza recenti, precisamente nella stagione 2013/14, e solo tre anni dopo la squadra neroverde, allenata allora da Di Francesco, si è qualificata in Europa League, ottenendo risultati storici come la vittoria per 3-0 contro l’Atletico Bilbao.

LA FILOSOFIA SUL MERCATO

Certi traguardi non si raggiungono per puro caso ma sono frutto di un progetto studiato e preparato in maniera dettagliata. Dalla promozione in Serie A diversi giocatori che hanno vestito la maglia del Sassuolo sono poi approdati nelle big del nostro campionato, l’ultimo in ordine cronologico è Stefano Sensi, il quale sta disputando un ottimo precampionato con l’Inter. La filosofia del Sassuolo prevede infatti la valorizzazione di giovani, compito assolutamente non facile e che può comportare numerosi rischi, per poi cederli in squadre che possono garantirgli il salto di qualità. Naturalmente la cessione di un giocatore ha come logica conseguenza la riutilizzazione dei soldi incassati per acquistare altre pedine per rinforzare la rosa sia dal punto di vista qualitativo che numerico. Sensi è andato via ma sono arrivati Obiang e Traore, quest’ultimo giocatore ha fatto benissimo all’Empoli e può diventare un potenziale top player a centrocampo. Non sorprende che questa mossa sia stata compiuta dal Sassuolo.

IDEA DI TANTE SQUADRE: FUNZIONA IN TUTTE?

Operare in questo modo ha un’unica traduzione: non ci sono problemi se parte un nostro giocatore, avremo sempre la possibilità di acquistarne altri nello stesso ruolo che possono rendere uguale se non ancora meglio. Un pensiero che, per quanto possa accomunare diverse provinciali, si differenzia nella qualità dei giocatori acquistati. Molte squadre portano in Italia giocatori giovani e di cui si parla bene ma i risultati non sono sempre soddisfacenti e lo stesso giocatore rischia di vedere poche volte il campo. Al Sassuolo, che questo pericolo si verifichi ha davvero poche possibilità, grazie anche alla gestione di mister De Zerbi che cerca di valorizzare tutti gli elementi della rosa.

DE ZERBI, UN TOP PLAYER PER IL SASSUOLO

Abbiamo citato De Zerbi non a caso, perché in un progetto che si rispetti la scelta dell’allenatore non può essere casuale e il tecnico in questione porta una mentalità di certo diversa rispetto agli altri allenatori di club provinciali.

Quello di De Zerbi è un gioco che si riconosce dall’impronta offensiva che il mister cerca di tramandare ai suoi giocatori. Vedere una squadra che termina il campionato in undicesima posizione giocare un calcio incentrato sull’attacco non capita di certo tutti i giorni e in questo modo molti giocatori hanno possibilità di mettersi in mostra. Il lato negativo riguarda invece la fase difensiva, che di conseguenza può offrire più spazi agli avversari ma se si punta su un gioco propositivo i rischi si conoscono. Guardando i numeri, però, si può affermare che la mentalità di De Zerbi abbia conseguito buoni risultati e il suo calcio è apprezzato da gran parte della tifoseria italiana, a prescindere dalla squadra supportata. Un dato che sorprende è che De Zerbi abbia da poco compiuto 40 anni, un allenatore con un’età inferiore rispetto ai colleghi ma nonostante ciò ha dimostrato di poter competere senza problemi.

Non è infatti raro vedere il Sassuolo fermare una big, da alcuni anni è considerata la bestia nera dell’Inter e solo quest’anno gli emiliani hanno totalizzato 4 punti nei due incontri con i nerazzurri.

DALLA B ALL’EUROPA LEAGUE

Il modello Sassuolo è quindi da apprezzare, tutto parte dagli uffici del patron Squinzi per poi diffondersi fino alla testa di allenatore e giocatori. L’obiettivo Europa al momento può essere complicato a causa della concorrenza più attrezzata in termini di giocatori ma tra le provinciali il Sassuolo è tra le squadre più continue del nostro campionato. Avere un progetto definito e funzionale nel calcio moderno non è semplice e soprattutto non sempre si riesce a compiere gli obiettivi prefissati. Il Sassuolo in 6 anni ha fatto passi da gigante, l’ambientamento in Serie A è durato poco e la conferma arriva (anche, ma non solo) dalla qualificazione in Europa League.

Tra poco il campionato ripartirà, manca meno di un mese. Il Sassuolo è intervenuto bene in questo mercato, l’attacco è stato rinforzato con l’arrivo di Caputo e il centrocampo sistemato con Obiang e Traore. Ci dobbiamo aspettare altre cessioni importanti? Forse Boateng, per altri ricchi incassi invece rimandiamo il discorso ad anno prossimo, quando De Zerbi avrà messo in luce un altro talento da affidare a qualche big e portato al Mapei altri giovani promettenti. Sembrerà un film già visto?

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15/10/99 Redattore di Novantesimo