Un Toro poco scatenato: il bene della squadra deve essere la priorità

Cairo

L’allenatore era lo stesso, così come la maggior parte della rosa a disposizione. Eppure, i risultati e le prestazioni del Torino rispetto alla scorsa stagione sono nettamente opposti e da qualche settimana anche preoccupanti.

La squadra granata ha iniziato la stagione sotto la guida di Mazzarri, lo stesso allenatore che anno scorso arrivò settimo in campionato qualificandosi ai turni preliminari di Europa League. In estate la società non ha stravolto la squadra che è rimasta per gran parte uguale, con Verdi unico e vero colpo della sessione di mercato. In questo modo Mazzarri avrebbe lavorato con una rosa che già conosceva bene lasciando il vantaggio ai giocatori di non dover calarsi in una nuova realtà e imparare nuovi schemi e moduli vari.

SITUAZIONE PREOCCUPANTE

Eppure, la stagione del Torino è probabilmente la peggiore degli ultimi anni, con i risultati che non arrivano e le sconfitte consecutive in campionato ammontano e 6. Ieri è arrivato un altro k.o. nella trasferta di Napoli, dove il Toro non solo è uscito per l’ennesima volta senza punti ma ancora una volta non è arrivata la reazione caratteriale che mister Longo e i tifosi si sarebbero aspettati. Al momento il Toro è quindicesimo in classifica a soli 5 punti di vantaggio dalla zona retrocessione, una situazione che nessuno si sarebbe mai aspettato ad agosto e questo non fa che amplificare le paure e i problemi dell’ambiente granata.

PROBLEMI DI TESTA

La causa di tutto ciò parte infatti dalla testa, probabilmente alcuni giocatori in estate si sarebbero aspettati una cessione, come N’Koulou, il quale è stato protagonista del famoso caso degli ultimi giorni di mercato. Il difensore dopo esser stato inizialmente escluso ha avuto poi il permesso di tornare con il resto del gruppo, ma era facilmente ipotizzabile che questa vicenda avrebbe influenzato la sua stagione. Le motivazioni non sono alte e si vede in campo, non c’è segno di reazione e questo è una delle prime cause delle sconfitte granata.

QUESTIONI TATTICHE

Successivamente mister Longo, che va chiarito non ha particolari colpe considerando che è arrivato a stagione in corso e a situazione già allarmante, dovrà consegnare al Torino un’identità sul piano del gioco. Il primo passo è stato quello di cambiare modulo mantenendo la difesa a 3 ma aggiungendo una punta in più insieme a Belotti. L’inserimento di Zaza in coppia con il Gallo non era ben visto da Mazzarri, mentre Longo ha messo subito in chiaro le cose, spiegando come l’attacco a 2 potrà essere utilizzato più volte fino al termine della stagione. Contro il Napoli non si è visto una gran segnale, ma era la prima volta e contro un avversario tosto. Commenti e valutazioni rimandate alla prossima partita dove il Toro affronterà in casa l’Udinese, avversario alla portata. In più, il centrocampo dovrebbe aiutare maggiormente le azioni offensive, con i vari Baselli, Lukic, Rincon chiamati a dar più qualità di palleggio in mezzo al campo.

PENSARE AL BENE DEL TORO

Il Toro non va, e questo è chiaro. La stagione si può considerarsi fallimentare? Lo diremo a maggio, ma la risposta sembrerebbe esser scontata. Era obiettivamente difficile piazzarsi di nuovo in zona UEFA, ma il Torino non può permettersi di lottare per la salvezza, specie se appena sette mesi fa la squadra si giocava la possibilità di accesso ai gironi di Europa League. Un problema di testa, molto probabile, aggiunto ad un gioco e ad un atteggiamento che non aiutano ad uscire da questa crisi. I soli 5 punti sulla zona salvezza preoccupano e c’è la possibilità che diversi giocatori ad agosto cambino squadra per approdare ad altre realtà. Prima, però, c’è da unirsi per fare il bene del Torino, poi pensare al futuro personale. Sarebbe dovuto essere così da agosto, questo discorso però non è stato capito da tutti.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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