Sono già passati dieci anni da quando vedemmo per la prima volta un attaccante colombiano un po’ paffuto di appena vent’anni fare faville nel Lecce di Serse Cosmi. Quella squadra poi retrocesse, pur regalando spettacolo con le giocate di quel giocatore che, arrivato da “nuovo Ronaldo”, sembrava davvero Ronaldo il Fenomeno.

Stiamo certamente parlando di Luis Fernando Muriel Fruto, ovvero Luis Muriel, il classe 91′ nativo di Santo Tomás, un piccolo comune del nord-est della Colombia.
Muriel è il miglior attaccante del campionato per media gol-minuti giocati (19 presenze e 12 reti, una ogni 54′), eppure non riesce ad essere un titolare inamovibile nell’Atalanta. E’ possibile permettersi il lusso di tenere in panchina un attaccante del genere? E’ vero che Muriel è decisivo solo a partita in corso? Quali sono i limiti del colombiano?

Il falso mito del sostituto di lusso

Bisogna partire con una premessa fondamentale, con una credenza da sgonfiare al più presto. Quante volte abbiamo sentito “Muriel segna e rende solo da subentrante”? Tante, forse anche troppe. Probabilmente ci si cristallizza sui dati della passata stagione, quando l’ex Siviglia siglò 11 reti su 18 totali dalla panchina, record italiano di sempre. In effetti, possiamo anche dar credito a questa teoria, perché per la sua grande esplosività Muriel è l’attaccante ideale per spaccare la partite. Tuttavia, quest’anno il copione è differente: sui 12 gol segnati solo 3 sono stati messi a referto entrando dalla panchina; gli altri 9 sono arrivati tutti da titolare. Inoltre, nessuna delle tre suddette reti realizzate subentrando è stata decisiva per il risultato finale.

La verità è che Muriel quest’anno ha avuto più occasioni da titolare di quante noi abbiamo avuto modo di notare. Tuttavia, il borsino dei minuti disputati è comunque davvero basso, facendo innalzare così la media dei gol segnati. Difatti, sono solo 647 i minuti collezionati, sebbene siamo già oltre la doppia cifra di reti, a cui si aggiungono anche quattro assist. Il colombiano non ha mai disputato un’intera partita, neanche in Coppa Italia, dove ci è arrivato vicino (sostituito all’89’ agli ottavi di finale).
Se Gian Piero Gasperini ha deciso di gestirlo così, ottenendo risultati sfavillanti, ci saranno delle precise ragioni, di cui però parleremo più in avanti.

Un attaccante tecnicamente completo?

Se analizziamo singolarmente ogni gol segnato da Luis Muriel, è facile notare come sappia segnare praticamente in ogni modo. Destro o sinistro non fa differenza, la facilità di calcio del colombiano resta impressionante. Prendiamo sotto esame Atalanta-Roma del 20 dicembre finita 4-1 per i nerazzurri. Muriel entra al 72′ e va in rete nell’azione immediatamente successiva al cambio. Palla in uscita sbagliata dalla Roma, si avventa il colombiano che fa sedere il portiere con una finta di corpo di una velocità supersonica.
9 gennaio, Benevento-Atalanta, Muriel entra al 73′ sull’1-3, partita praticamente già vinta dalla Dea. Ci impiega “addirittura” 13 minuti per segnare, stavolta da fuori. Ricevuta palla da Malinovskyi sulla sinistra, col suo solito caracollare Muriel se la apparecchia dolcemente per poi lanciare un imprendibile arcobaleno sul secondo palo.


Freddezza sotto porta, tiro dalla distanza, visione, dribbling, soprattutto dribbling. E’ proprio quello il fondamentale che negli anni lo ha avvicinato a Ronaldo il Fenomeno, a quel fuoriclasse che l’Italia ha avuto la fortuna di vivere nei suoi anni migliori. Non vogliamo cadere nella blasfemia, però è innegabile che l’unico ad aver saputo replicare, seppur lontanamente, l’agilità e il dribbling di Ronaldo sia stato proprio Muriel. L’unico a saper abbinarci anche un tiro micidiale da qualsiasi distanza, quasi da ambidestro. Ci aggiungiamo la capacità di accendersi da un momento all’altro raggiungendo velocità inaudite, divenendo imprendibile per chiunque.
Ricapitolando, abbiamo nel bagaglio del colombiano: tecnica, potenza, velocità, facilità di calcio. Eppure manca ancora qualcosa.

Limiti che non verranno mai colmati

Apparentemente Luis Muriel è un attaccante completo, lo abbiamo detto poco fa e lo vediamo puntualmente quasi ogni domenica. Ecco, il problema sta in quel quasi che spezza gli equilibri della frase. Giunto ormai ai 30 anni, da compiere ad aprile, il colombiano sta avendo continuità di rendimento solo dall’anno scorso. A tal proposito, il calcio offensivo dell’Atalanta non può che averlo aiutato in modo decisivo nel grande salto. Tuttavia, ancora non riesce ad imporsi davvero da titolare e probabilmente mai ci riuscirà. Gasperini non riesce proprio a concedergli un’intera gara da titolare perché effettivamente farlo è “pericoloso”. E’ un rischio perché neanche al massimo della condizione l’attaccante riuscirebbe ad essere costante per tutti i 90 minuti. Finirebbe infatti presto per camminare in campo, senza riuscire a garantire i suoi scatti letali.

Qui arriviamo all’altro fattore che gli ha permesso negli anni di essere accostato a Ronaldo. Parliamo della capacità di raggiungere velocità elevatissime nonostante l’ingombrante fisico. Quel dannato fisico che gli è valso il soprannome “Gordo” fin dai tempi di Udine, oltre a quelle dicerie sulla sua passione per i dolci. Col tempo la sua robustezza è diventata una vera caratteristica, eppure non può che essere considerata anche un limite. A ciò ci aggiungiamo la fragilità mentale, quel briciolo di personalità in più che gli avrebbe potuto permettere quel salto in avanti che la sua grande tecnica pretende. Difatti, più volte ha ammesso di aver sofferto dell’illustre paragone con Ronaldo e le tante pressioni che esso comporta.

Bisogna accettare Luis Muriel così com’è, tra pregi, tanti, e difetti, pochi ma decisivi. Di sicuro goderselo è facile, specie per i più giovani che non hanno vissuto davvero Ronaldo Luis Nazario de Lima. Servirebbe rivolgersi così a loro, con un po’ di leggerezza: “Vedete il numero 9 dell’Atalanta? E’ l’unico capace di avere i lampi del Fenomeno. Poco importa se manca nel resto, godetevi la bellezza e sognate.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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