Un Bonucci ritrovato e un De Ligt che non trova se stesso: una difesa a due facce

E’ bastata una sola estate in casa Juve per stravolgere le gerarchie di uno dei migliori reparti difensivi da diversi anni a questa parte. In soli tre mesi infatti si sono susseguiti l’uno in fila all’altro l’approdo in bianconero di Maurizio Sarri, il grave infortunio di Giorgio Chiellini e l’acquisto di Matthijs De Ligt, che tanto ha fatto, sta facendo e farà discutere ancora a lungo.

L’ex stella dell’Ajax infatti, sbarcato a Torino in un affare da 85.5 milioni complessivi, in queste prime battute di stagione ha messo in luce alcune pecche assolutamente da correggere per potersi affermare in un campionato in cui difficilmente vengono perdonate troppe leggerezze ai difensori. Il classe 99′, in Olanda abituato a giocare d’anticipo sugli attaccanti avversari, ha evidenziato qualche difficoltà nel capire quando sia il caso di temporeggiare e quando di aggredire; questa sua incapacità nel leggere la situazione lo porta spesso a disallinearsi dalla linea difensiva, lasciando in questo modo una voragine centrale molto vulnerabile agli inserimenti avversari. Pare tuttavia fuori luogo giudicarne fallimentare l’acquisto dopo solo poco più di un mese di campionato; una volta che De Ligt riuscirà a controllare il suo istinto e a combinare la sua grande fisicità con una maggiore capacità di leggere il gioco e le diverse situazioni che si vanno a creare nei novanta minuti, i suoi detrattori avranno di che ricredersi.

Sembra invece aver giovato dell’arrivo di Maurizio Sarri il compagno di reparto di De Ligt, Leonardo Bonucci; il classe ’87, attualmente capitano della Juventus a causa del grave infortunio di Giorgio Chiellini, si sta riscoprendo leader difensivo dopo anni da segugio del centrale pisano. All’interno di un contesto difensivo non più posizionale come con Allegri, le sue carenze nell’uno contro uno in campo aperto si sono sensibilmente attenuate; la retroguardia bianconera sta infatti imparando a gestire gli spazi a seconda della situazione, e in base a questa decidere se agire d’anticipo o scappare all’indietro per precludere agli avversari di attaccare la profondità. Un altro aspetto nettamente mutato nel modo di giocare di Bonucci è la continua ricerca della verticalità; la maggior parte dei suoi passaggi ora ha come destinatario principale Miralem Pjanic, vero centro nevralgico del gioco della Vecchia Signora, e non più una delle punte, come accadeva lo scorso anno con Mario Mandzukic.

bonucci

Grazie al lavoro svolto fino ad ora con Maurizio Sarri quindi, l’ex Milan si sta prendendo una grande rivincita su tutti i suoi detrattori, da cui viene spesso accusato di avere una serie di lacune difensive che un top nel ruolo non dovrebbe permettersi. Per quanto concerne invece il rodaggio di Matthijs De Ligt, mai come in questo caso bisognerà dare il tempo al tecnico toscano di poter lavorare quotidianamente con il ragazzo, così da renderlo più smaliziato e razionale in un campionato molto celebrale come il nostro: anche se ovviamente con le dovute proporzioni, l’ambientamento di Kalidou Koulibaly, trasformato da Sarri uno dei migliori difensori d’Europa, durò quasi più di una stagione; se la storia dovesse ripetersi anche in questo caso, i tifosi della Juventus non hanno certo di che preoccuparsi.

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