Lunga intervista concessa da Aleksander Ceferin, Presidente dell’UEFA, ai microfoni del quotidiano spagnolo Marca. Ceferin ha parlato molto di Champions e, tra le tante cose, anche dell’eliminazione della Juventus contro il Real Madrid.

Ecco le sue parole, riportate da calciomercato.com:

CHAMPIONS “La miglior competizione del mondo. Tutti vogliono vincerla e ci sono sempre sorprese in semifinale, come quest’anno Liverpool e Roma o il Monaco l’anno scorso. Poi ci sono sempre Real Madrid e Bayern Monaco”.

REAL MADRID “Preoccupato? Che restino i migliori in Champions, sono i migliori negli ultimi anni. E’ una squadra fantastica, con esperienza, non ho problemi che siano in semifinale da otto edizioni. Per noi va bene la squadra che passa il turno. Tutti hanno parlato dell’eliminazione della Juventus, del rigore all’ultimo minuto… E’ il calcio. Real campione per la terza di fila? Può succedere”.

CRISTIANO RONALDO E MESSI – “I più importanti nella storia della Champions? Non lo so, ma ora sono i più grandi del calcio in generale. Non giocheranno per sempre? Ne arriveranno altri, nuovi Cristiano Ronaldo e Messi. Ci sono giocatori giovani e forti come Salah, Neymar, Dybala…”.

CAMBIARE LA CHAMPIONS – “Non so se sia necessario, però è logico. Quattro o cinque paesi generano più dell’80% dei soldi e per questo si deve cambiare, desinando più soldi alla solidarietà. Il calcio deve tornare al calcio, non può essere una competizione chiusa. Ma l’80% dei soldi si distribuisce in Europa”.

SUPERLEGA EUROPEA “Per noi non è possibile, non ne parliamo e non è una questione che può essere trattata. Finali di Champions fuori dall’Europa? Ora no, in futuro è possibile ma non ne abbiamo parlato. C’è un problema di orario, non sarebbe logica in tarda notte. Quel che è sicuro è che la prossima finale sarà a Kiev e quella dopo a Madrid”.

CALCIO “Il calcio nell’UEFA non è solo Italia, Inghilterra, Francia, Germania o Spagna. Ci sono molte federazioni, molti paesi. Il mondo è cambiato. Prima i bambini giocavano in strada, ora stanno con i tablet, i telefoni… tutto è digitale. E’ complicato giocare in strada ora, ma si può giocare in un campo ed è nostro obbligo facilitare la cosa”.

L’ULTIMO MINUTO DI REAL-JUVE – “Metà del mondo pensa sia rigore, l’altra no. L’arbitro ha deciso e così è il calcio. Capisco lo stato d’animo della Jvuentus perché è stata eliminata all’ultimo minuto, però avrei capito anche quello del Real Madrid se non fosse stato fischiato e se fosse stato poi eliminato ai supplementari o ai rigori. E’ calcio, è sport, è vita. E’ dura perdere all’ultimo”.

BUFFON “Ha esagerato, però lo capisco perfettamente perché era l’ultima opportunità di vincere la Champions. E’ umano e comprensibile. Quando gioco a calcio con gli amici e perdo all’ultimo minuto… Quando giochi vuoi sempre vincere e parli di tutto”.

VAR “Soluzione? In questo caso non avrebbe cambiato nulla. Amo il calcio e voglio un calcio che tutto il mondo capisca. Il VAR però non è dominato dagli arbitri, i giocatori, i tifosi non lo capiscono… Ci sono situazioni comiche come fischiare un rigore all’intervallo con le squadre negli spogliatoi e fatte tornare in campo. E’ stato comico. La Champions è la miglior competizione del mondo e dobbiamo dimostrare che funziona. Dobbiamo prepararci e quando saremo pronti si userà. Se non è tutto ok, non si userà. Per esempio, che si fa se un guardalinee si sbaglia e segnala un fuorigioco che non c’è? Si torna a giocare? Ci sono problemi nei campionati, pensate in Europa. Possibile che arrivi nel 2019/20, non siamo pronti. VAR al Mondiale? Test interessante… (ride, ndr). Vedremo, spero che vada tutto bene”.

FAIR PLAY FINANZIARIO – “Ci credo. Non possiamo mettere tutte le squadre europee sullo stesso livello, però proviamo a ridurre la distanza. Dobbiamo lavorare con i club, le federazioni e i campionati. Per esempio, limitare il numero di giocatori per squadre. Uguale in tutti i campionati. Sappiamo che il Maribor non sarà mai uguale al Real Madrid. I club devono capire che le regole sono uguali per tutti. Quando parlo con Agnelli, presidente dell’ECA, lo capisce. Se arriva lo sceicco di turno? Ok, usi i suoi soldi, per seguendo un regolamento. E’ una delle nostre priorità. Non può essere che un club tenga sotto controllo 186 giocatori, come succede. Non è logico, con contratti di 6-7 anni e alcuni di quelli con 38 anni. Manipolano la competizione. Parlo della Lega Slovena, in cui i club si muovono con due-tre milioni. Ora il Maribor ha guadagnato 20 milioni con la Champions. Che fa? Compra tutti i giocatori? Il problema è mantenere equilibrio, per i piccoli e per i grandi. La soluzione? Stiamo discutendo un nuovo Fair Play. La prima mossa potrebbe essere limitare le rose e proibire i prestiti, introducendo una tassa di lusso”.

GIOCATORI DA 100 MILIONI – “Per me non è quello il problema. Mi sta bene che il calcio muova denaro, ma il problema è la distribuzione. Puoi spendere 200 milioni, ma questi soldi non devono uscire dal calcio. Il problema è se poi puoi sostenere queste spese. Non è comprare per comprare. Può arrivare un club che invece ste molto per comprare Ronaldo e Messi, poi dopo tre anni? Può pagare? Non posso essere il proprietario, investo, e dopo tre anni niente. Ammazzi il club, come le compagnie. Il calcio è oltre le cinque grandi leghe, è giocare in strada. Le regole sono regole e sono uguali per tutti. Per me il compito principale è difendere il calcio e che questo appartenga ai tifosi”.

PSG, MILAN E GALATASARAY – “Prima di tutto devo dire che le commissioni che stanno studiando le loro situazioni e che parlano con i club, sono indipendenti. Per me è complicato entrare in questa discussione. Non posso commentare, però spero che non ci siano problemi con queste tre o con altre”.

VIOLENZA NEL CALCIO – “Mi preoccupa, lavoriamo molto per la situazione. Governi, polizia, autorità locali, club, UEFA, dobbiamo porre un freno lavorando insieme. L’Europa sta cambiando: terrorismo, hooligans, estremisti… I club? Hanno la responsabilità sugli stadi, è un problema quando non controllano i propri fan. Non permettiamo che li aiutino, né che facilitino la situazione. La soluzione non sanzionare con 100 o 200mila euro di multa o chiudere lo stadio. Quanto accaduto a Bilbao è tragico, non si deve ripetere. Lasciare fuori squadre dalle competizioni? Spero di no, ma tutto è possibile”.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio: milanista.

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