Udinese – Samir si confessa: “In Italia prendono molto sul serio la tattica”

Dopo un inizio di carriera incerto, il giovane difensore brasiliano è diventato una colonna portante della retroguardia friulana. Nell’intervista proposta il centrale ha spiegato in che modo è riuscito ad adattarsi al campionato peninsulare ed ha dato parecchi consigli ai giovani che vogliono sfondare in Serie A con una particolare attenzione a Vizeu giovane appena approdato ad Udine. 

Samir apre parlando proprio di Vizeu: “Vizeu è un giocatore di grande talento, è appena arrivato, si sta ancora adattando. Ma ogni giorno gli dico di avere pazienza, verrà il suo momento. E quando arriverà, saprà dimostrare la grande qualità che ha. Gli dico sempre ‘Stai calmo, lavora perchè dovrai farti trovare pronto quando arriverà il tuo momento’.  Io e lui siamo quasi sempre gli ultimi a lasciare il campo. Per adattarti al meglio in Italia credo che in primo luogo è necessario imparare velocemente la lingua, che è essenziale per l’inserimento. Vizeu mi ha sorpreso molto, non si vergognava a esprimersi. Adesso sta imparando bene. All’italiano piace che lo straniero impari la sua lingua”.

Poi sulla tattica e sul nostro campionato: “E’ importante capire cosa vuole l’allenatore i merito a posizionamento e tattica. Lo prendono molto sul serio qui. Non è sufficiente avere solo qualità, devi avere una disciplina tattica. Ma anche in questo, vi assicuro, Vizeu è già a buon punto. Io? 
Ho giocato da terzino sinistro per un po ‘di tempo. Io dico sempre: l’importante è giocare, indipendentemente dalla posizione. Mi sto ancora adattando, non è facile, sono abituato a interrompere il gioco, non a costruirlo. Ma sto facendo del mio meglio per crescere. L’Italia è una grande scuola per i difensori e io sono nel posto giusto. Spero di restare qui ancora per molti anni”.

Sull’inizio al Verona: “Quando sono arrivato nel 2016, sapevo che non avrei giocato a Udine perchè c’erano già troppi stranieri. Perciò quando arrivò la proposta del Verona la accettai volentieri. È stata un’esperienza unica. Nel club, nonostante avessi giocato poco, ho trascorso cinque mesi importanti per l’apprendimento. Ho imparato la lingua, ho conosciuto una nuova cultura, la parte tattica. Devo dire che l’Hellas è stato fondamentale per la mia crescita”

Sul calcio europeo: “Tutti diventano molto alti, controllano la curva del peso ogni settimana e non lasciano che nessuno si rilassi. E’ un aspetto che viene molto curato, quello fisico. L’Europa fa cambiare totalmente il giocatore professionista, sia nella parte tattica che nella parte fisica. Devi essere molto bravo a seguire entrambi gli aspetti”.

Conclude col futuro e con la Nazionale carioca: “I miei piani sono di continuare qui in Europa per molto tempo e tornare un giorno al Flamengo per terminare la mia carriera. È la mia casa, sono amato dai tifosi, e sarebbe bello poter tornare e vincere più titoli per il club del mio cuore. 
Sono brasiliano con grande orgoglio e non ho in mente di naturalizzarmi. Spero un giorno di avere l’opportunità di essere convocato e di servire il Brasile. Comunque non escludo la possibilità di naturalizzarmi l’italiano. In primo luogo, per avere il passaporto europeo e facilitare il futuro di mia figlia”

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Vincenzo, classe 1998, amante del bel calcio e della Juve. Il mio preferito: Roberto Baggio, IL GIOCATORE.