Udinese, Oddo: “Vincere col Cagliari significherebbe salvarsi, ma anche un pareggio va bene”

Db Bologna 09/06/2015 - play off Serie B / Bologna-Pescara / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimo Oddo

Tempi duri in casa Udinese, con la squadra friulana che sta collezionando sconfitte su sconfitte, con una pesante serie negativa che la scorsa giornata contro la Lazio ha raggiunto quota 8 partite perse consecutivamente.

Nella giornata di domani i bianconeri se la vedranno contro il Cagliari, match che Massimo Oddo, tecnico dei friulani, ha presentato nel corso della consueta conferenza stampa della vigilia: “Andiamo a Cagliari per il massimo, i tre punti. Se saremo bravi li raccoglieremo, poi bisognerà vedere come andrà. Ci sono momenti, letture fondamentali, ma noi andiamo per fare sempre il massimo.

Quando il baricentro è un po’ più basso non è perché ci vogliamo difendere, ma perché attacchiamo meglio grazie alle caratteristiche di questa squadra. È difficile, come tutte, è uno snodo importantissimo. Una vittoria vorrebbe dire salvezza”.

Sui disponibili. “Domani ho la possibilità di avere qualche dubbio, nelle altre partite non ho potuto mai averne. È una cosa positiva, abbiamo recuperato qualche giocatore che ora sta bene. Fofana è stato fermo per un piccolo problema muscolare, ma non ha compromesso l’allenamento. Ha evitato certi tipi di movimenti, ma la condizione è la medesima di prima dell’infortunio”.

Sull’unità di squadra. “Non c’è dubbio, l’ho sempre detto. Se avessi qualche perplessità sarei certamente molto più preoccupato, non che non lo sia. Fa anche bene un po’ di timore, fa bene anche alla squadra. Ma abbiamo voglia di uscire da questo momento, fermando questa serie di sconfitte, e di ripartire”.

Su De Paul. “Servirebbe più concretezza, leggere il gioco. Uno che ha qualità deve sfruttarla in determinati momenti e posizioni. Quando sei girato spalle alla porta con l’uomo dietro, non devi girarti per forza. Anche il giocatore più bravo, tecnicamente, al mondo, deve scaricare e poi andare. Può essere agevolato da un contesto di gioco diverso”.

Sui margini di miglioramenti. “Spetta allo staff calibrare quanto una squadra possa assimilare. Noi siamo andati un po’ in difficoltà quando abbiamo perso Lasagna perché ci consentiva un certo tipo di gioco. Anche in questa squadra ci sono calciatori che potenzialmente possono andare nelle big: Dybala ora è alla Juventus, a Palermo ha fatto i suoi errori”.

Sul clima a Cagliari. “Noi siamo stati fischiati sonoramente con il Sassuolo, giustamente, perché la prestazione non era consona. Domenica scorsa abbiamo preso applausi perché il pubblico si è reso conto che i ragazzi hanno provato a fare un risultato positivo. D’altronde le reazioni sono guidate da noi, quello che facciamo. Dipende solo da noi. Poi è ovvio che la reazione condizioni la testa, più o meno a seconda del carattere”.

Sulla squadra che segue il proprio allenatore. “Non ho mai avuto il minimo dubbio, alle volte lo fa pure troppo. Poi le partite cambiano, non è sempre come vengono preparate. E lì che un giocatore deve assumersi le proprie responsabilità.

Se io chiedo a una mezz’ala di aprire per mettere in difficoltà una squadra, è perché ci può essere spazio, ma se poi ci sono delle circostanze devi cambiare. Se l’allenatore preparasse tutto alla perfezione sarebbe troppo semplice”.

Sul ritiro. “Non c’è bisogno di cementare il gruppo. Nella vita non è sempre bello ciò che fai, l’importante è trasformare in positività le situazioni non perfette. Noi abbiamo colto questa occasione”.

Sulle scelte. “Ho un paio di dubbi che riguardano l’assetto della squadra, gli uomini da scegliere. Sicuramente domani è una partita delicata, ci vuole tanta personalità. Non vuol dire che in campo debbano andare i più anziani, ma chi è forte mentalmente e sa gestire meglio queste situazioni”.

Sui due risultati su tre a disposizione. “Un pareggio sarebbe comunque positivo, la nostra priorità è quella di interrompere l’emorragia che abbiamo da otto partite”.

Su Balic. “È in un momento positivo perché sta facendo buone prestazioni, ma devi valutare tantissime cose. Anche l’esperienza, l’emotività, il tipo di calciatore in un determinato contesto. Ho la possibilità di scegliere a metà campo, quindi ho sei centrocampisti: la scelta poi ricade su quattro”. A riportare è Tuttomercatoweb.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Napoletano di nascita ma fedele e viscerale interista dall'infanzia. La profonda passione per il calcio è una costante della mia vita. Amo la scrittura e le lingue straniere, in particolar modo lo spagnolo e il francese.