Il centrocampista dell’Udinese, Valon Behrami ha parlato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, toccando svariati temi fra cui il suo rapporto con Mazzarri e Delneri.

Di seguito le parole del centrocampista svizzero: “I tempi sono cambiati, difficile arrivare a quel livello, ai Sanchez e agli Inler tanto per fare due nomi importanti. Ma lo spirito della società non mi sembra cambiato: puntare sui giovani e valorizzarli. Sono cambiato anch’io, diciamo che ho messo la testa a posto e sono nel pieno della maturità. Con Barak è un centrocampo muscolare più che tecnico? E’ il calcio di oggi: in giro non si vedono altri Pirlo. In mezzo posso giocare a due come in Nazionale o a tre come nell’Udinese. A Verona facevo l’esterno, ero giovane e forte. E correvo. Alla Lazio il terzino? Una soluzione provvisoria quando Oddo è passato al Milan. Ma provare ruoli diversi mi è servito, oggi ho molte informazioni in più. Con Lotito chiusi malissimo. Non mi sono presentato in ritiro, ho fatto scrivere dall’avvocato, volevo andarmene. Errori che non rifarei. L’allenatore più importante? Mazzarri al Napoli: mi ha fatto migliorare molto dal punto di vista del carattere, a rispettare i compagni, a comportarmi da professionista. Delneri? Bravo, ma parla un po’ troppo veloce. In allenamento si capisce tutto, in partita è più complicato: col Genoa ogni tanto dovevo farmi ripetere qualcosa dai compagni….

Dopo il Napoli, l’Amburgo? Un errore: ho lasciato una piazza incredibile, la Champions per finire in un gran casino, con 4 cambi di allenatore. West Ham con Zola e Watford con Mazzarri? I migliori. E la Premer è diversa, ti fa diventare un giocatore vero, torni con una mentalità diversa. Nessuno ti vizia, come in Italia. Ti devi arrangiare: se prendi un pestone in allenamento, ti alzi e continui. Il calcio che piace a me: aggressivo, ma non violento. Il problema è che quando superi i 30 non riesci più a tenere certi ritmi. Senza contare che nel 2009 quando mi sono rotto i legamenti del ginocchio ho seriamente temuto di chiudere col calcio. Il mio ultimo gol 7 anni fa col West Ham? Segnare non è mai stato il mio compito e giocando lontano dalla porta Delneri non me lo chiede. Pochi ma buoni: nel 2005 contro la Turchia nell’andata dei playoff per il Mondiale e nel 2008 nel finale di un derby con la Roma? Momenti che non posso dimenticare. Spero di riprovarci, ormai ho dimenticato come si esulta… La Nazionale? Abbiamo tre punti sul Portogallo, ci giochiamo tutto a ottobre nello scontro diretto a Lisbona. Mi sento più svizzero o kosovaro? Dopo tanti anni penso di aver fatto la scelta giusta diventando cittadino svizzero. Qualche mese fa mi è stato chiesto di giocare nella nuova nazionale kosovara, ma ho detto di no”.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.