Tutti pazzi per Erling Braut Håland

Haland
Sulla sinistra, Erling Braut Haland, centravanti norvegese del Molde.

A primo impatto sembra il classico attaccante del nord Europa tanto alto, altrettanto macchinoso nei movimenti e con il colpo di testa come unica o quasi arma per far male. Poi però lo vedi giocare, anche solo una partita, e cominci a capire che non è così male come sembra. Lo vedi due, tre, quattro, cinque volte e non puoi fare a meno di amare questo gigante dal fiuto del gol spaventoso.

Stiamo naturalmente parlando di Erling Braut Håland, attaccante classe 2000 del Salisburgo: 15 gol e 6 assist in 12 partite nella Bundesliga austriaca, 4 reti in 2 presenze in Coppa d’Austria ma soprattutto 7 centri in 4 gettoni in Champions League tra cui una tripletta da record nei primi 45′ di gioco a soli 19 anni.

Ragazzo prodigio o adatto al contesto?

Numeri da capogiro che vanno comunque per doveri di cronaca contestualizzati nel progetto RedBull. Sia in Germania con il Lipsia che in Austria con il Salisburgo, si da molto spazio ai giovani in particolar modo nel reparto offensivo, in maniera da promuovere calciatori di primo livello (vedi Sadio Manè e Timo Werner). Non a caso alcuni pensano che Haland sia solo frutto di questo lavoro di valorizzazione e che una volta che avrà lasciato la base austriaca rischia di diventare “uno dei tanti”.

Ma se andiamo a ripercorrere la giovane ma comunque intensa carriera del norvegese vediamo un percorso di crescita continuo e costante: dalla stagione di apprendistato tra i grandi al Bryne fino all’expolit a Salisburgo, passando per le due annate felici al Molde dove ha affinato la tecnica e la propria media realizzativa.

Completezza e precocità

L’altra considerazione a favore del centravanti è la precocità. Un 2000 così forte in quella posizione al momento non esiste e questo si può considerare un dato oggettivo. L’unico attaccante centrale della sua età che può in qualche modo competere sulla carta è Moise Kean ma il suo adattamento faticoso all’Everton ha fatto calare i riflettori sull’ex Juventus, finiti inevitabilmente sul norvegese. Un calciatore alto, forte fisicamente ma con degli strappi da velocista che affinati al suo fisico robusto e la sua intelligenza tattica fanno di Håland un autentico ragazzo prodigio.

Mentalità e voglia di giocare

A chiudere il cerchio c’è la capacità di fare la scelta giusta al momento giusto. Infatti Håland è riuscito a rifiutare la corte della Juventus pur di rimanere a giocare titolare al Salisburgo. Decisione difficile da prendere ma che sta premiando a pieni voti la caparbietà del ragazzo.

Se dovesse mantenere questi ritmi fino a giugno, aspettiamoci di vedere accostate ad Håland cifre stellari proposte dalle migliori squadre d’Europa giustificate dal suo talento cristallino. D’altronde si tratta di un pezzo pregiato che incentiverebbe i top club ad un pesante investimento viste le sue doti difficile da trovare in un unico giocatore, soprattutto se si guarda l’età. Lui ha come idolo Zlatan Ibrahimovic ed è inutile dire come si stanno già sprecando i paragoni con lo svedese: esplosività, talento, forza fisica, senso del gol, lunghe leve. Se sarà o no l’erede di Ibra lo scopriremo solo col tempo ma chiunque si aggiudicherà Håland sa di poter contare sul numero nove potenzialmente più forte del mondo.

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