E’ stato l’acquisto più rumoroso dell’estate del calcio europeo. L’approdo di Leo Messi sotto la Tour Eiffel ha di fatto sancito un qualcosa che fino a qualche tempo fa sembrava impossibile, ovvero, la separazione tra Leo ed il Barcellona, un divorzio doloroso per entrambe le parti ma reso necessario dalle nuove disposizioni e dai nuovi vincoli imposti dalla Liga Spagnola.

I numeri dietro l’acquisto di Messi.

Partiamo dal numero più importante, ovvero il prezzo del cartellino. Ebbene lo 0 sotto la casella legata alla somma corrisposta dal Psg al Barcellona lascia sorridere. Nonostante sia passato oramai 1 mese dall’acquisto della Pulce argentina, non ci si rende conto, o meglio non ci si crede che l’erede designato del Pibe De Oro possa essere passato dalla Sagrada Familia alla Tour Eiffel senza che lo sceicco abbia dovuto corrispondere una somma al club, forse, più importante della Catalunya. Il mercato è anche questo e il mancato rinnovo di Messi, dopo aver fatto venire l’acquolina in bocca a molti club, ha fatto felice il club del Ds Leonardo.

Acquistare un giocatore del calibro di Messi significa acquistare una vera e propria azienda. Un’ icona mondiale in grado di produrre un merchandising incredibile che possa rimpinguare le casse del club. La sola vendita delle magliette, dato intorno al quale sono circolate anche fake news, ha comunque prodotto un introito importante per il club parigino.

Ma cosa allora lascia sbigottiti intorno all’operazione Messi?

A lasciare sbigottiti e a far riflettere, come spesso accade in questi casi, è lo stipendio percepito dal fuoriclasse argentino. Numeri da capogiro quelli legati alle mensilità percepite dalla Pulce argentina. Mensilità che, se scisse nel loro intero, rendono ancora più “visibile” l’abisso tra il numero 30 del Paris ed un qualsiasi altro lavoratore normale.

I 41 milioni euro annui lasciano già sbigottiti. Sia chiaro ogni appassionato di questo sport è consapevole delle cifre che girano tuttavia non si può non storcere il naso di fronte a certi numeri che si palesano. Lo sbigottimento è lecito se inseriamo queste cifre nel contesto della situazione che stiamo vivendo. La pandemia ha fondamentalmente colpito anche le società di calcio. Nel resto d’Europa i club han fatto i conti con la mancanza di ricavi e, chi più e chi meno, han dovuto attivarsi per recuperare quanta più liquidità possibile. In terra di Francia, o per meglio dire nella città del Louvre, questa difficoltà risulta essere scomparsa visto che Messi, (che al Louvre farebbe la sua figura), s’inserisce in una campagna acquisti, almeno dal punto di vista degli stipendi, faraonica. La Uefa dov’è ci si chiede. La risposta potrebbe essere nel “ringraziamento” nei confronti del Psg per non aver aderito al progetto Superlega.

Quanto guadagna Lionel Messi all’anno, al mese, al giorno, all’ora, al minuto, al secondo

Scindendo i 41 milioni di euro si ottengono cifre davvero surreali. Il problema non sta nel meritarle o meno perché Messi, per quanto dimostrato, le meriterebbe tutti. Il problema sta, piuttosto, nel solito “tormentone” della troppa differenza tra un giocatore e un lavoratore normale.

Ogni fine mese nelle tasche della Pulce entrano 3 milioni e 416 mila euro. Numeri o meglio cifre che nel “mondo normale” si equivalgono, grossomodo, a quelle di un datore di lavoro e ciò non vale nemmeno sempre. Numeri faraonici che, quasi sicuramente, faranno storcere il naso ai no-football e non ci sentiamo neanche di biasimarli.

Nel continuare la scaletta discendente troviamo i 778.000 euro a settimana, i 112.000 euro al giorno, i 4.666 euro all’ora, i 77 euro al minuto e infine 1 euro a 28 al secondo. Immaginate il tempo di battere il tasto di un pc e guadagnare 1 euro e 28. Immaginate il tempo di salire una scalinata e trovarvi in tasca quasi 80 euro. Passare una giornata di relax e trovarsi 112.000 euro sul conto. Situazioni paradossali, potremmo dire quasi assurdi.

Tutto il concetto di assurdo si amplifica nella situazione pandemica che stiamo vivendo: una situazione a cui i giocatori sembra non vogliono adeguarsi continuando a guadagnare cifre da capogiro. I campioni in campo regalano gioie, fuori dal campo lasciano per molti aspetti molto molto perplessi. Una parte della colpa va data anche a chi gli concede questi stipendi, ma quest’estate lo sceicco del Psg è stato, letteralmente immarcabile.

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