Da anni ormai, siamo abituati a vedere un Napoli combattivo per i primi posti, a darsi guerra fino al termine della stagione con la Juventus e, nell’ultimo anno e mezzo, anche con l’Inter, per la vittoria del titolo, ma fino ad ora la banda di Gattuso ha deluso sotto molti punti di vista le aspettative create.

Dando infatti un’occhiata all’ultimo mese dei partenopei, su 18 punti disponibili ne hanno conquistati solamente 10, poco più della metà, nonostante, escludendo Juventus e Atalanta, gli avversari non fossero cosi proibitivi, trovandosi momentaneamente, al 6o posto in classifica.

La notte post Sassuolo ha posto molte domande ai giocatori azzurri, molti dei quali sono ancora in cerca di risposte, come d’altronde, lo è proprio Gattuso, che, nella scorsa giornata contro il Sassuolo, dopo esser riuscito ad andare in vantaggio solamente al 91′, si è visto rimontare 3-3 a causa di un’ingenuità in area di rigore di Manolas, che ha di fatto regalato il rigore a Caputo, che trasformandolo, ha strappato i 3 punti dalle mani del tecnico partenopeo.

Al Diego Armando Maradona, nella giornata appena conclusa, si presenta il Bologna, e la partita si sblocca subito all’8′ con il piazzato di Lorenzo Insigne, liberato di tacco da Zieliński, in stato di grazia nelle ultime settimane. Dopo il riposo, i padroni di casa trovano il raddoppio con un gran gol del tanto atteso Osimhen, subentrato al posto di Mertens, ma poco dopo i partenopei si concedono forse un lusso di troppo, abbassando l’intensità offensiva e concedendo qualcosa in più in fase di ripiegamento, ad un Bologna che già nel primo tempo si era reso pericoloso con un palo colpito da Skov Olsen e che infatti, riapre il match con Soriano al 73′.

Dopo appena 3 minuti, Insigne si carica sulle spalle la squadra e sigla il nuovo doppio vantaggio del Napoli che vale il gioco, partita, incontro.

Un Napoli in bilico

Da qualche giornata a questa parte, il Napoli sembra essere la controfigura del suo condottiero; in bilico, sempre sul filo, non riuscendo mai a dare una chiusa definitiva ad un risultato, basti vedere anche il gol subito contro il Bologna, in cui probabilmente sarebbe bastato gestire meglio i palloni giocati. Proprio come Gattuso, da mesi in stallo sulla panchina azzurra, in cui alcune giornate sembra già esonerato, ed altre è il primo ad essere confermato, frutto sicuramente di numerose dichiarazioni tutt’altro che apprezzabili da parte del patron De Laurentiis, dalle quali proprio Gattuso, facendo valere la personalità forte che tutti conosciamo, non si è di certo nascosto dal dire la sua, guadagnandosi molta stima mediatica in più di quella che già aveva, ma alimentando una diatriba tra presidente ed allenatore che non fa mai bene ad una squadra.

Un Napoli che in campo, sembra essere l’ombra di sé stesso, sicuramente non aiutato dalla situazione infortuni e lungodegenze, basti pensare a Ghoulam, rientrato da poco in forma, costretto a lasciare il campo proprio nell’ultima partita per la (seconda) rottura del crociato, questa volta al ginocchio sinistro, oltre ai soliti Lozano e Petagna che ne dovrebbero avere ancora per qualche giornata.

Un gioco, molte volte, espresso a tratti, senza una continuità per la gestione della manovra, che nell’arco dei 90′ non dà quella sicurezza di avere la partita in cassaforte, ma restando spesso, come detto, sul filo.

Faccia a faccia per la Champions League

I prossimi impegni non sono sicuramente da sottovalutare, i partenopei infatti, si troveranno davanti un filotto di partite con vista Champions League, rispettivamente contro Milan, Juventus e Roma, tutte in una settimana.

Un Tour de force di scontri diretti per Gattuso, che spera di recuperare quantomeno il miglior Manolas per la difesa, ad ora solamente un lontano parente di quello visto in giallorosso, con la speranza che Mertens ritrovi la condizione e sempre con l’incertezza Osimhen, sperando che riesca a trovare questa tanto attesa continuità, con un girone di ritardo, cavalcando la scia del gol al Bologna, di modo che possa finalmente iniziare la discesa, in un campionato che per l’ex Lille è stato pieno, fino ad ora, di salite ripidissime.

I contrasti interni non aiutano sicuramente la gestione di un gruppo, unito sul piano emotivo, ma non sempre sul piano del gioco, con Gattuso che dovrà giocarsi bene le sue carte, cercando di agganciare quei primi 4 posti, con la speranza che questa ripartenza contro il Bologna, sia finalmente quella buona per prendere velocità in campionato.

Con 12 giornate a disposizione, il Napoli è chiamato a rispondere alle contendenti, per cercare di allontanare i fantasmi che da mesi aleggiano a Castel Volturno, con una squadra schierata al fianco del suo condottiero, e con l’obiettivo comune di guadagnarsi un biglietto direzione Champions League.

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