Tre motivi per cui la Juve la spunta sempre, anche quando non merita

Napoli

Passano, gli allenatori, i giocatori, e gli avversari,ma il copione sembra davvero non cambiare mai: con più o meno pathos a seconda dell’annata, negli ultimi otto anni e primeggiare nel nostro campionato è sempre stata la Juventus. La narrazione dell’incredibile striscia di vittorie dei bianconeri è però mutata nel tempo, fino ad assumere le vesti di un esito con cadenza annuale inevitabile ed inesorabile, se non addirittura ineluttabile. Sono diversi gli elementi che hanno permesso alla Vecchia Signora di scrivere pagine uniche della storia del calcio italiano, a partire dalla lungimiranza progettuale della società fino all’enorme crescita qualitativa che ha avuto la rosa negli ultimi anni. Tuttavia vale la pena mettere in luce, senza ovviamente farne un giudizio di valore, almeno tre delle cause che hanno portato non solo il pubblico appassionato, ma anche buona parte della stampa, a considerare come un ovvietà il fatto che la Juventus riesca (quasi) sempre a portare i tre punti a casa.

Il primo, ma fondamentale tassello da cui è iniziato un ciclo davvero irripetibile, che ha bissato il magico Quinquienno d’Oro del ’30-’35.

La lunghezza della rosa

Grazie al lavoro svolto sul mercato da Marotta prima e da Paratici poi, è stata costruita nel tempo una rosa che almeno in Serie A non ha eguali sia per completezza che per qualità. Concedersi il lusso di sostituire Cristiano Ronaldo per Dybala, impensabile fino a solo un anno e mezzo fa, è un lusso che nessun altro tecnico oltre a Maurizio Sarri può permettersi. L’allenatore toscano ha sia la possibilità di sopperire all’eventuale mancanza di uno degli undici titolari con un elemento nella maggior parte dei casi altrettanto affidabile, che di poter effettuare modifiche letali a gara in corso (l’ingresso di Douglas Costa contro la Lokomotiv Mosca ne è l’esempio più calzante).

Mamba Mentality

Potrà sembrare solo retorica fine a sé stessa, ma un’altro grande merito della dirigenza è stato quello di adottare la cosiddetta mamba mentalità, che di riflesso è stata assunta anche da giocatori e staff tecnico. La filosofia adottata dall’iconico cestita dei Los Angeles Lakers Kobe Bryant, è quanto di più simile si possa trovare in ambito sportivo alla forma mentis adottata da tutto l’ambiente bianconero: la vittoria non è un semplice obiettivo, ma una e vera propria ossessione (nel bene e nel male, come si evince dal malessere con cui l’ambiente agogna un successo a livello europeo che manca da troppo tempo); per poter ambire ad inanellare un successo dopo l’altro, è però necessario un lavoro quasi maniacale nel quotidiano e nelle normali sessioni di allenamento, nel corso della quali alla Continassa a nessuno è concesso di risparmiarsi.

La mentalità della Juventus ha contagiato anche gli avversari, ma in negativo

Il terzo gol in stagione di Dybala, rivitalizzato dal nuovo corso di Maurizio Sarri, ha permesso ai bianconeri di mantenere le mani sulla vetta della classifica anche durante l’attuale pausa per le nazionali

L’attitudine con cui la Juventus affronta le partite, sembra aver creato negli avversari non solo evidenti problemi a livello tecnico e tattico, ma anche un vero e proprio blocco mentale. La percezione infatti, nella maggior parte dei casi, è che molte squadre, anche se in situazioni di momentaneo pareggio o vantaggio, abbiano il terrore di vincere contro i bianconeri. Una dimostrazione fattuale di quanto appena detto si può ritrovare nell’ultimo match di campionato con il Milan. Dopo un primo tempo intelligente, la squadra allenata da Pioli nella seconda frazione ha allentato la presa, finendo per giocare quasi nella consapevolezza di sapere che prima o poi il gol dei bianconeri sarebbe arrivato. Emblematica in questo senso è proprio la giocata di Dybala, protagonista indiscusso assieme a Szczesny della vittoria: l’errata postura di Romagnoli nello sfidare nell’uno contro uno la Joya sembra quasi figlia della paura e di questa già citata malsana consapevolezza di sapere che tutti gli sforzi si rendono vani di fronte ad un avversario insormontabile come Juventus.

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