Tra il virus e l’Asl: il senso di questa pausa nazionali?

Questo weekend i campi della Serie A sono rimasti vuoti. Nessuna gara, nessun bonus da “festeggiare” in ottica fantacalcio. Siamo nel weekend di novembre dedicato alla pausa per le Nazionali. Domenica sera potremo dunque gustarci le gesta della nazionale azzurra contro la Polonia, tuttavia intorno a questo “stop” aleggiano alcune perplessità.

Andiamo con ordine e cerchiamo di analizzare la situazione. Domenica scorsa era trapelata la notizia che le Asl locali avevano vietato ai giocatori di sei squadre di Serie A di raggiungere le proprie nazionali a causa del fatto che nelle proprie squadre d’appartenenza si era verificato almeno un caso di Covid nella settimana precedente alle convocazioni. Inutile dire che questo permesso è stato aggirato e i giocatori si sono regolarmente presentati nei ritiri, semplicemente con qualche giorno di ritardo. E allora viene da chiedersi se le Nazionali ora fossero la scelta più giusta per l’intero sistema calcio.

Personalmente faccio parte del partito del no e penso che il provvedimento delle Asl dovesse essere esteso all’intero sistema calcio italiano: Serie A e Serie B.

In questo momento ogni stato è come se vivesse in una sua bolla, con le sue persone contagiate e i suoi guariti: perché andare a contagiare gli sportivi creando un’espansione del virus oltre il dovuto e oltre i confini nazionali e contribuendo ad aggravare ulteriormente la situazione. Citiamo ad esempio il caso della Croazia. Vida giocatore croato che milita in un campionato diverso da quello nostrano ha infettato, ad ora, il solo Marcelo Brozovic e ciò è già un bene. Cosa succederebbe se dovessero risultare positivi anche gli altri “italiani” croati ovvero Perisic, Pasalic ecc… senza contare i due giocatori turchi Demiral e Chalanoglu. Una catastrofe.

Già il fatto di poter giocare una partita di calcio è un qualcosa che si estende oltre i confini della realtà del nostro paese, scherzare troppo con il fuoco potrebbe portare a rovesci di situazione impronosticabili ed impensabili.

Le Asl avevano provato a porre un freno alla situazione bloccando quantomeno le squadre che avevano avuto positivi certi: ciò evidentemente non è bastato, speriamo di non dovercene pentire oltre misura.

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