Dopo circa due mesi o poco più, adesso ci siamo, il treno Champions League riparte. Sono 3 le italiane che sono riuscite ad assicurarsi un posto tra le 16 squadre che parteciperanno agli ottavi, su 4 che inizialmente erano, con l’Inter che si è vista eliminata da un girone abbastanza ostico.

La prima a giocare sarà la Juventus di Pirlo Mercoledì alle 21.00, che si vedrà impegnata in Portogallo contro il Porto, poi a seguire, la settimana dopo scenderanno in campo la Lazio e la Dea contro avversari tutt’altro che accomodanti, rispettivamente Bayern Monaco e Real Madrid, con entrambe le italiane in casa.

La Juventus guarda lontano

Tra le 3, la sfida che ha da affrontare Pirlo è sicuramente quella più abbordabile, almeno sulla carta. I precedenti sorridono alla formazione bianconera che nelle ultime 5 sfide europee contro il Porto, ne è uscita vincitrice in 4 occasioni e nelle ultime 11 partite contro formazioni portoghesi, la Vecchia Signora ha perso solamente una volta.

Attenzione però alla squadra di Conceição, che in Champions League, a parte l’esordio amaro contro il Manchester City perso per 3-1, non ha più perso nè concesso reti nelle 5 gare successive, riuscendo a strappare la qualificazione senza tanti problemi.

Pirlo dovrebbe confermare i soliti 11 nel 4-4-2: davanti a Szczęsny tra i pali, l’unico in dubbio sembrerebbe essere Cuadrado sulla fascia destra, ma con Bonucci pronto al rientro che affiancherà De Ligt, con Alex Sandro che andrà a completare il pacchetto difensivo, chiamato a sfidare la sua ex-squadra proprio come Danilo. In centrocampo la linea a 4 sembrerebbe essere composta da McKennie, Bentancur, Rabiot e Chiesa, alle spalle di Morata e l’insostituibile Cristiano Ronaldo, pronti per guidare l’attacco bianconero.

La Juventus avrà sicuramente voglia di rivalsa, soprattutto dopo l’ultima sconfitta fuori casa contro il Napoli, attenzione però al Porto, che non arriva di certo agli ottavi per una semplice sgambata.

#AtalantaReal attenzione alla Dea

Per il 24 febbraio, l’attenzione è rivolta al Gewiss Stadium, ore 21.00, che vedrà ospiti i Blancos di Zidane.

Il tecnico francese però, si vedrà privato, oltre che di Sergio Ramos causa operazione al menisco, di Marcelo e di Hazard, molto probabilmente anche di Carvajal, il quale nella partita contro il Valencia al rientro dopo un problema muscolare, si è dovuto fermare nuovamente.

Il Real Madrid, seppur con un gioco espresso a tratti, soprattutto in Liga, è riuscito a qualificarsi come testa di serie nel suo girone, perdendo punti contro lo Shakhtar in entrambe le occasioni, ma vincendo tutti e due i faccia a faccia con l’Inter di Conte.

L’Atalanta avrà quindi il compito di provarci, essendo ormai una realtà del calcio moderno, sapendo che non è proprio l’avversario che ti mette a tuo agio per girare palla e che, quando può, sa far male. Gasperini, con la speranza di recuperare Hateboer il prima possibile, sente già il clima partita e ci tiene a dimostrare che la sua Dea può aggiudicarsi la maturità europea, e dopo essersi guadagnata la finale di Coppa Italia, è pronta per farsi valere anche contro un avversario del calibro dei Galacticos.

La Lazio tenta l’impresa

Nella capitale, sponda biancoceleste, l’aria è tutt’altro che tranquilla tra gli spalti, frutto della tensione che si è creata in vista della partita del 23 febbraio contro la terribile banda di Flick, che attualmente si trova al primo posto in Bundesliga, con 4 punti di distacco dalla seconda ed una partita in meno.

In questo momento, il Bayern Monaco era forse la peggior squadra da affrontare per chiunque. Il destino, però, ha voluto scegliere la Lazio di Inzaghi, che sarà chiamata ad una vera e propria impresa cercando di affondare i bavaresi, in una competizione che ha visto trionfare proprio i tedeschi nella scorsa edizione, freschi anche del Mondiale per Club vinto contro il Tigres.

Questa sfida, è anche tradotta come l’ottavo di finale tra bomber: si ritrovano infatti Ciro Immobile e Robert Lewandowski, i due marcatori che si sono sfidati a suon di gol per assicurarsi la scarpa d’oro, vinta poi dal biancoceleste che è riuscita a strapparla al polacco, il quale non sembrerebbe averla digerita nel migliore dei modi.

La Lazio non si dà di certo per vinta, e ci tiene a dire la sua, in una competizione che la vedeva lontana da 13 anni ed in cui sa come far male ai tedeschi.

Due settimane piene di calcio, tutte da vivere, guardare e studiare, con le italiane che sono chiamate a rispondere presente in un palcoscenico che per tanti anni non ci vede sul tetto europeo.

L’ultima parola però, spetta sempre al campo, con la speranza che si riesca a mettere anche noi una firma su quella coppa, o che almeno si dimostri che in Europa, ci siamo anche noi.

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