#TorinoInter, Ausilio: “Rafinha e Cancelo? No comment fino al 20 maggio”

Ausilio

Quest’oggi, alle 12,30, l’Inter affronterà il Torino allo Stadio Olimpico. Durante il pra gara il direttore sportivo nerazzurro, Piero Ausilio, ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium. 

Queste le sue parole riportate da Tuttomercatoweb.com: “Saranno difficili tutte le partite da qui alla fine, sarà una lotta fino al termine. E’ normale che solo vincendo potremo centrare l’ingresso in Champions. Io mi fido di Spalletti, lui vede i ragazzi tutti i giorni, li vede lavorare con entusiasmo, è normale che ci sono alti e bassi, c’è stato un momento di difficoltà ma ci siamo rialzati ed è un valore che ci portiamo avanti.”

Uno degli interrogativi dei tifosi dell’Inter è sempre in merito al calciomercato e sopratutto al riscatto del duo Rafinha e Cancelo: “Ci siamo ripromessi fino al 20 maggio di non parlare di mercato, né di entrate né di uscita, sono giocatori importanti e faremo di tutto per costruirci un futuro, sappiamo che ci sono dei riscatti ma le strategie si troveranno più avanti. Manca tanto, il mercato sarà anche più breve, prima del Mondiale vedremo cosa potremo fare. Il mercato è fatto di date ma il lavoro va portato avanti tutti i giorni, come tutti cerchiamo di farci trovare pronta poi a luglio vedremo se avremo fatto qualcosa di importante. Dicendo così ho confermato De Vrij? Non saprei, a volte faccio fatica a capire me stesso. Stiamo lavorando, ma lo fanno tutte le società presenti sui campi e sui tavoli delle trattative ma i giochi si fanno a giugno e luglio, prima diventa difficile. Vecino non sta bene oggi non è più, non sono cose gravi ma infiammazioni fastidiosa e in una logica di squadra gioca chi sta meglio. Borja ha fatto vedere il suo valore, è stato titolarissimo ed è giusto dare respiro a Vecino che non sta benissimo. Diventa anche uno stimolo per fare bene, Borja merita di giocare e sarà da stimolo anche per Rafinha”.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.