90esimo #TorinoCagliari, Mihajlovic: ”Ora siamo di nuovo in zona Europa League”

Sinisa Mihajlovic, allenatore del Torino, ha raggiunto – dopo la partita contro il Cagliari – la sala stampa per tenere la consueta conferenza post partita. Noi di Novantesimo eravamo presenti per riportare i pensieri post partita del tecnico serbo.

Sulla partita di stasera: “Stasera abbiamo raggiunto una vittoria importantissima, voluta e meritata. Questi tre punti servivano per uscire da questo tunnel di risultati negativi; il gruppo ha dimostrato di essere uniti. Grazie anche all’aiuto dei tifosi abbiamo rimontato lo svantaggio: ora siamo di nuovo in zona Europa League. Dobbiamo crescere e migliorare, certo, ma oggi contava vincere per sbloccare ciò che si era inceppato nella gara col Verona. Oggi i ragazzi hanno giocato con quella rabbia e quella voglia necessaria per portare a casa il risultato”.

Sull’abbraccio della squadra a fine partita: “Non sono bravo a festeggiare, cerco di stare in disparte. Sono andato a ‘salutare’ l’arbitro e loro mi hanno chiamato ad esultare, so quanto hanno sofferto e quanto volevano questa vittoria. Il gruppo è sempre stato unito, non c’è mai stato qualche problema con i ragazzi. Io dico quello che penso, loro lo sanno, poi io mi posso arrabbiare e mi devo arrabbiare quando vedo cose negative”.

Su Ansaldi e Obi: “Ci sono mancati, ma gli infortuni fanno parte del calcio. Ora sono tornati e infatti abbiamo fatto meglio. Recuperarli è stato fondamentale. Ansaldi ha giocato con due allenamenti, così come Obi e Belotti. Tutti si sono dichiarati disponibili. Baselli poi non ce la faceva più, ma è voluto restare, idem Ansaldi. I ragazzi hanno dimostrato quando tengono al Torino, alla squadra e a me”.

Su quanto sia stato importante il rientro di Belotti: “Ci è mancato. Oggi lui mi ha detto di voler giocare, nonostante si fosse allenato poche volte con noi. Adesso è tornato e farà di tutto per migliorare”.

La domanda del nostro inviato – Per la prossima giornata meglio 4-2-3-1 o 4-3-3? “Prossima partita facciamo a farfalla, 5-5-5, avendo qualche uomo in più possiamo fare di più (ride ndr). Nelle scorse giornate non è stato un problema tecnico, è stato un problema di spirito. Anche col 4-2-3-1 abbiamo giocato bene, nelle ultime partite eravamo troppo scolastici, pensavamo di essere superiori tecnicamente, ma non era così. Avrei cambiato comunque modulo, vedi Crotone: eravamo troppo lenti, infatti all’ultimo abbiamo perso i tre punti. Mettendo Valdifiori sono riuscito ad avere più qualità in mezzo al campo nella fase di impostazione della manovra”.

Sul valore di questa vittoria al di là della classifica: “E’ importantissima. Ci abbiamo sempre creduto, senza mai perdere la fiducia in nessuno di noi. Eravamo morti e ora siamo a 16 punti e settimi in classifica. Per circa 5 giornate abbiamo avuto tanti infortunati, quindi la classifica potrebbe essere migliori. Bisogna considerare anche la sfortuna: subiamo un tiro in porta e prendiamo goal. Ora come ora è più importante lo spirito”.

20 tiri, ma pochi in porta: “Siamo poco precisi. Gli altri sono stati più cinici, così come Roma e Crotone. Se a noi non succede, ci sarà un motivo. Bisogna cambiare e avere la rabbia per non subire nulla, oggi abbiamo avuto tante occasioni da goal, oltre che un possibile rigore. Per noi VAR non esiste, quando esiste ci va contro”.

Su Valdifiori: “Oggi è servito, seppur sia stato limitato dal loro trequartista”.

Sulla partita della prossima giornata con l’Inter: “Intanto godiamoci questa vittoria, poi in settimana ci pensiamo. Stanotte finalmente riesco a dormire senza incubi. Da martedì ci penseremo”.

Dopo la sconfitta con la Fiorentina, avevi paura di essere esonerato: “Uno che ha fatto due guerre, può aver paura di essere mandato via? Ho passato notte insonni per capire cosa fare, non perché avessi paura. Non mi fascio la testa prima di rompermela: io voglio capire cosa non funziona, cosa devo migliorare e cosa devo fare”.

Sull’arbitraggio di Calvarese: “Non voglio parlare dell’arbitro. Gli avevo contestato un vantaggio, ma poi mi ha detto che ha sbagliato e mi ha chiesto scusa. Quando uno è sincero, mica lo possiamo condannare”.

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Due cose ha in comune con Buffon: la data di nascita e la passione per il calcio. Da sempre tifoso del Milan, è un amante del calcio anni '60: a volte intervista Di Stefano e Pelé, poi si sveglia.