Torino tra ripresa e salvezza: le certezze e i dubbi di Longo

Una vittoria e un pareggio in due partite che valgono molto più di quattro punti. Il Torino di Moreno Longo è riuscito a fermare un Parma a ridosso dell’Europa e a battere l’Udinese in un vitale scontro salvezza. Risultati importantissimi se consideriamo che i granata arrivavano da sei sconfitte consecutive in campionato.

Riscatto del Torino col 3-4-1-2

La partita tra Torino e Parma, prima gara italiana di campionato dopo l’emergenza Coronavirus, ha subito messo in mostra alcune soluzioni tattiche adottate da Longo per cercare di invertire la preoccupante rotta pre-Covid. Difesa a tre con Izzo, N’Kolou e Bremer davanti a Sirigu con la linea di centrocampo formata centralmente da MeitèRincon con Berenguer a sinistra e De Silvestri a destra. Interessante la soluzione di Edera come trequartista alle spalle di Zaza e Belotti che approfondiremo più avanti.

Torino – Parma: analisi della gara

Tornando al match contro la formazione di D’Aversa, il Torino ha utilizzato molto i cambi di gioco per creare azioni pericolose (6 cross Berenguer, 5 per De Silvestri) visto che centralmente si faticava ad impostare. Importante il lavoro dei due attaccanti con Zaza che spesso portava via l’uomo mentre Belotti era più propenso ad allargarsi. Con due di queste azioni il Torino è prima andato vicino al gol con De Silvestri mentre nel secondo tempo si è conquistato un rigore, sbagliato poi da Belotti. Le cinque grandi occasioni da rete mancate dal Torino sono la prova di quanto meritasse più il club piemontese rispetto al Parma che con il tridente bloccato dalla difesa a 5 in fase di non possesso dei granata è andato poche volte a concludere in porta. Un punto che va stretto al Torino e che obbligava Belotti e compagni al riscatto completo contro l’Udinese.

La sfida tra Torino e Udinese

Se i granata avevano ben figurato con il Parma, nel match contro l’Udinese si sono viste troppe lacune tecniche e di impostazione. I 16 tiri totali a 6 e i 16 calci d’angolo a 1 per l’Udinese riassumono l’andamento della partita più di altre mille parole. Fatto sta che il Torino sfrutta una delle poche chance per portarsi in vantaggio con un gran sinistro di Belotti. Da lì in poi sofferenza fino all’ultimo minuto della ripresa. Sema sulla sinistra semina il panico e arriva a crossare 12 volte facendo ammattire De Silvestri, palesemente stanco dopo aver fornito una grande prestazione col Parma. I lanci di gioco di Berenguer non sono funzionati a dovere, con lo spagnolo che però si è sacrificato molto in fase difensiva nel secondo tempo. Questo deficit ha evidenziato i problemi di natura tecnica: se gli esterni non forniscono i giusti cambi di gioco, l’unico modo per provare ad impostare è per vie centrali. Il problema è che Rincon è più un mediano incontrista piuttosto che un centrocampista dai piedi buoni mentre Meitè è passato dai 63 tocchi col Parma ai 29 con l’Udinese, perdendo 7 palloni e scendendo di conseguenza da 47 passaggi (87% riusciti) a 19 (solo 84%) così come da 5 dribbling e 8 palle lunghe a un solo dribbling e appena un lancio lungo. I difensori granata hanno dovuto fare gli straordinari per allontanare le minacce friulane.

Una difesa a cinque quella granata riproposta per la maggior parte del tempo in modo da arginare Sema e Larsen oltre che le invenzioni a metà campo di De Paul e Mandragora. Con il Parma ci sono stati 13 salvataggi da parte del trio difensivo, saliti esponenzialmente a 22 con l’Udinese. Menzione d’onore per Bremer che ha dovuto disimpegnarsi con 20 palloni lunghi, unica fonte di ispirazione di gioco con Sirigu che rispetto alla gara precedente ha raddoppiato il numero dei suoi lanci arrivando a 30.

Piccolo aneddoto della serata: lo stesso portiere del Toro ha avuto a lungo un dibattito con la panchina poiché non sapeva dove indirizzare i propri lanci visto che il duo offensivo aveva vinto solo 7 duelli aerei su 16, perdendo categoricamente palla e facendo ripartire l’Udinese. Una gara di assoluta sofferenza con l’Udinese capace di avere dalla sua il possesso palla in maniera significativa in entrambi i tempi (63% nel primo, 67% nel secondo) tornando però a casa con zero punti, il dato più importante della serata.

Il cambio ruolo di Edera

Tra le mosse tattiche più positive c’è quella legata a Simone Edera. L’ex Primavera, che regalò con il suo rigore decisivo il campionato di categoria proprio a Moreno Longo, ha cambiato compiti e posizione per venire incontro alla sua volontà di giocare e alla coabitazione del duo Zaza-Belotti.

Edera nasce da esterno veloce e fantasioso e nelle sue avventure da professionista tra Venezia, Parma e Bologna era sempre stato impiegato come esterno offensivo di destra senza però trovare mai troppa continuità. Tornato a Torino con Moreno Longo tecnico ecco la trasformazione da trequartista centrale: meno dribbling e fantasia, più concretezza e giocate verticali come l’assist per Belotti nell’1-0 contro l’Udinese. Utile anche il suo lavoro in fase difensiva quando è stato abile a marcare uomo Scozzarella per il Parma e Mandragora per l’Udinese, entrambi registi delle rispettive squadre.

Gli ultimi undici passi

Questi quattro punti in due gare sono ancora più importanti se correlati alle restanti gare e agli ultimi risultati sugli altri campi con tutte le squadre sotto il Torino che non hanno trovato la vittoria nella loro ultima gara (Udinese, Sampdoria, Genoa, Lecce e Spal sconfitte, solo il Brescia ha pareggiato). Ora gli uomini di Longo affronteranno il Cagliari prima del temibile filotto con le prime della classe (Lazio, Juve e Inter intervallate dal Brescia). Dopodiché sarà importante lo sprint finale con squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere e per l’Europa come Genoa, Fiorentina, Hellas Verona, Spal, Roma e Bologna. Un’importante ultima parte di stagione prima di programmare la prossima con la speranza di ritornare in Europa.

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