Dopo qualche anno di oblio tra PSG e una breve parentesi all’Osasuna, Salvatore Sirigu si è rilanciato a grandi livelli nell’ultima stagione di Serie A con la maglia del Torino.

L’ex portiere del Palermo ha ritrovato serenità, costanza e la maglia della nazionale, grazie alle sue ottime prestazioni in Piemonte. Dal ritiro granata di Bormio Sirigu ha parlato del rinnovo con la società di patron Cairo. Queste le sue parole riportate da ToroNews: “Il calciomercato richiede sempre l’esigenza di rinnovamento. E’ normale che per ogni calciatore ci sia il periodo in cui se ne parla. La mia serenità e quella del Torino è il fatto che il rapporto era chiaro sin dall’inizio. Non ci sono state difficoltà nel rinnovare. Se non fossi convinto delle potenzialità del Torino e di quello che mi può dare, non avrei rinnovato. Credo che sia una delle poche società in Italia che ha la possibilità di crescere, e io voglio dare il mio contributo. Qui si pensa ad un ciclo duraturo perchè ci sono tanti giocatori con il contratto lungo: l’idea è quella di un progetto che duri negli anni a venire”.

Cosa cambia quest’anno rispetto all’anno scorso? “Ovviamente c’è un altro allenatore. Ogni tecnico ha le sue convinzioni. Mazzarri ha impostato un ritiro diverso da tutti i punti di vista. Sapevamo cosa ci aspettava perchè siamo stati col mister già nei sei mesi precedenti. Per forza di cose la situazione è completamente diversa da quella dell’anno scorso.

Un giudizio sui compagni nuovi? “Ne sono arrivati meno rispetto all’anno scorso perchè il gruppo è in gran parte già formato. C’è facilità negli inserimenti perchè il gruppo ha una sua identità. Questo è positivo perchè per un ragazzo come Bremer, che arriva da realtà completamente differente, ha più facilità nell’inserirsi, perchè arriva in un gruppo che si conosca bene”.

Cosa si è sbagliato l’anno scorso? “Si parla di stagione fallimentare, ma non lo è stato perchè è stata una stagione in linea con le stagioni precedenti. Forse c’erano aspettative perchè per i tanti innesti si poteva fare qualcosa di più, questo è vero e siamo stati i primi a dirlo. C’erano degli obiettivi precisi che ci siamo dati da solo e credo che questo abbia portato pressioni. Quest’anno l’obiettivo è quello di creare una squadra forte per il futuro, affinchè possa avere soddisfazioni in futuro. E’ inutile prendere in giro le persone ponendosi obiettivi precisi. Vincere non è mai scontato. Noi stiamo gettando le basi perchè al Torino ci sia un futuro”.

Il gruppo di lavoro con Ichazo e Rosati?Lo conoscevo già, ha una grande cultura del lavoro e vuole migliorare, non è facile avere il suo atteggiamento se non giochi mai. Rosati invece ha una grande esperienza, appartiene alla scuola italiana. E’ già formato ed un ottimo compagno di lavoro”.

Vanja Milinkovic-Savic è andato in prestito alla Spal: quali sono le sue prospettive? “E’ un ottimo portiere e un ottimo ragazzo. Credo sia normale andare a fare esperienza e staccarsi dall’ambiente Torino per mettersi in discussione. Ha tutte le qualità per fare bene ed imporsi, spero riesca a stare tranquillo e dimostrare a tutti le sue grandi qualità”.

Sulla Nazionale: farai parte in pianta stabile, del nuovo ciclo. “Non mi piace parlare, bisogna lavorare per poter trovare spazio. Non amo le parole ma i fatti e la concretezza. Io è normale che mi ponga degli obiettivi: il primo è quello di diventare sempre una persona migliore”.

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