Presentatosi in conferenza stampa alla vigilia del match di Serie A da giocare contro il Chievo Verona, valido per la 33esima giornata del campionato di Serie A TIM 2016-17, il tecnico del Torino Sinisa Mihajlovic ha rilasciato dichiarazioni riguardanti diversi argomenti, concentrandosi su quello che sarà proprio l’incontro da disputare contro i Clivensi.
Il serbo ha affermato che non sarà sicuramente una partita facile, siccome i gialloblu sono una squadra fisica, ma che comunque loro proveranno a vincere e recuperare ciò che è stato perso nella partita pareggiata con il Crotone.
Inoltre, l’ex Sampdoria e Milan ha parlato anche di Andrea Belotti, esprimendo il suo pensiero su di lui e sul suo futuro.
Ecco le parole di Mihajlovic, riportate anche da toronews.net:
Noi sicuramente domani proveremo a riprendere quello che abbiamo lasciato per strada contro il Crotone. Non sarà facile: il Chievo è squadra fisica, bene organizzata, che fa giocare male gli avversari. Sono organizzatissimi sulle palle inattive. Vengono da quattro sconfitte e vorranno vincere, ma lo stesso vale anche per noi. In questa stagione abbiamo numeri miglio dello scorso anno, ma anche qualche rimpianto. Pur avendo il quarto attacco, abbiamo concretizzato meno di quanto avremmo potuto e gli avversari a volte ci hanno puniti alla prima occasione. Dobbiamo avere rabbia nel segnare e disperazione nel non far segnare gli avversari. Tra Inter, Udinese e Crotone in casa abbiamo segnato cinque gol in una trentina di occasioni create, gli avversari ne hanno create meno la metà e hanno fatto gli stessi gol. Penso poi ai rigori sbagliati, alle occasioni perse contro le ultime in classifica: quattro pareggi con Crotone, Empoli e Pescara. Con un po’ di attenzione e fortuna in più avremmo potuto avere oggi dieci punti in più. Se non è successo, è colpa nostra, perchè non è pensabile che per vincere dobbiamo stradominare. Il Chievo è una squadra compatta e aggressiva, che tende a scalare in avanti. Noi abbiamo mentalità offensiva: spesso dietro accettiamo l’uno contro uno. Ma dobbiamo giocare sempre per vincere e lo faremo anche domani”.
Domani si potrà vedere Avelar dal primo minuto?
“Danilo ha recuperato e se tutto va bene domani parte dall’inizio. Anche perchè voglio vedere, in queste partite, se posso contare o no su di lui per l’anno prossimo”.
A Verona sarà riproposto il 4-2-3-1?
“Dobbiamo essere una squadra poliedrica in grado di cambiare modulo a gara in corso. In questi giorni, abbiamo provato 4-2-3-1, 4-3-1-2, 4-3-3. Vedremo quale utilizzare domani, ma non sono i moduli che ti fanno vincere la partita. I giocatori conoscono tutti e tre i moduli e sanno cosa devono fare in qualsiasi caso. Poi, come detto, possiamo cambiare modulo a seconda della gara in corso, a seconda di cosa ci serve durante la partita”.
Può giocare Boyè?
“E’ disponibile, può partire dall’inizio o giocare a gara in corso”.
Ci sono alcuni giocatori che la hanno delusa?
“Alcuni giocatori mi hanno confermato che posso puntare su di loro, altri mi hanno confermato che non posso farlo, altri mi devono ancora dare conferme”.
Sul futuro di Belotti: quanto sarebbe importante tenerlo?
“Belotti si sa che è un giocatore che sta facendo molto bene: il suo obiettivo è vincere la classifica cannonieri e faremo di tutto per aiutarlo, anche se viene prima la squadra. Se andasse via, sarebbe difficile da rimpiazzare; con lui non ho parlato. Sicuramente, se dovesse rimanere, lo deve fare con la testa giusta: ci sono tante sfumature, lui ora deve rimanere concentrato sul fare gol e dare un contributo importante e poi, alla fine del campionato, si parlerà di tutto. Io spero rimanga fin quando ci sono io. Comunque da qua a giugno deve pensare al bene della squadra. Per me è più interessante che il Toro vinca, perchè se questo succede, vuol dire che lui ha fatto gol. Per il futuro, io spero che rimanga, ma lo dovrebbe fare con la testa giusta. Non sarebbe neanche facile, per lui”.
Perchè?
“Non è una cosa semplice. Io mettendomi nei suoi panni ragionerei così: ho 23 anni, posso vincere la classifica cannonieri, tutta Italia parla di me. Viene una squadra che gli offre 5-6-7 milioni all’anno per 5 anni. Che può essere, perchè ha 23 anni e vale 30 gol a campionato. Fanno 30 milioni. Lui invece rimane: e se si fa male? e se non ha la testa giusta? Non è una situazione facile da decidere. Però è comprensibile tutto. Lui può anche rimanere, ma se sarà così, lo deve fare con la testa giusta, senza pensare a quello che avrebbe potuto essere o quello che sarà”.
A lei è mai capitata una situazione del genere?
“Sì, mi è capitato, anche se non in queste proporzioni. E mi è successo anche da allenatore, come ho detto ho rifiutato tanti milioni dalla Cina, perchè lì non ci sarebbe stata l’adrenalina che ho qui. E’ difficile consigliare un ragazzo come Belotti: sono decisioni che deve prendere lui, considerando anche le necessità e i desideri della famiglia. Non è facile. Tutti speriamo che Belotti rimanga, anche lui vorrebbe rimanere, ma prima o poi è possibile che arrivino offerte importanti. E in quei casi non è facile rimanere. Quando ho ricevuto l’offerta dalla Cina per un mese ho dormito male pensando al mio rifiuto, ma io ho altri 15-20 anni per allenare e potrei avere altre chances. La carriera di un calciatore non è altrettanto lunga. Qualsiasi cosa succeda, la gente deve comprendere le scelte”.

 

 

 

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