Walter Mazzarri ha parlato, nella sua prima conferenza stampa all’Olimpico, da allenatore del Torino, dopo l’esonero di Siniša Mihajlović, in seguito al derby perso con la Juventus in Coppa Italia.

Che Mazzarri ritroviamo?

Sono tornato con entusiasmo in quest’ambiente. Credo che Torino sia l’ideale per me. Penso di poter far bene. Mi piace lavorare, non fare proclami, preferisco i fatti. Abbiamo il dovere di dare il massimo per far rendere i giocatori“.

Come ha visto i giocatori? 

Li ho visti un po’ frastornati. Sono subentrato e non è una cosa che amo fare. A loro ho detto che ero contento, che fossero legati al loro allenatore, ora, però, per fare bene gli tocca seguire le mie idee“.

Le prime tre cose che farà?

Credo di conoscere bene tutti i sistemi di gioco. Dopo un’ora e mezza di allenamento diventa difficile svoltare. Vediamo se questi ragazzi ci daranno soddisfazione subito. Le cose devono avvicinarsi alla ‘scienza’ per fare bene, dal campo alla vita privata. Il mio modo di essere, e di lavorare, voglio che coinvolga tutto il gruppo“.

Verso il Bologna. Intervento dal punto di vista tattico?

Fino a domani cercherò di ascoltarli perchè devo capire come stanno. Insieme a Frustalupi abbiamo già due o tre idee in mente ma domani metterò la miglior formazione possibile in campo. Iniziamo a pensare positivo e spero che tutto il pubblico dia una mano. Vorrei sentire un corpo unico, sul campo e sugli spalti e poi si vede alla fine“.

A quale sua squadra si ispira?

Le mie squadre hanno sempre avuto una costante: si è sempre vista la mano di Mazzarri, ed è quello a cui punto. Sono sempre stato un allenatore agitato, anche in panchina, do sempre tutto quello che posso per far vincere ai miei ragazzi le partite“.

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.