Torino, Cairo sceglie Longo: traghettatore o possibile sorpresa? Mazzarri, le colpe non sono solo tue

Cairo

Mazzarri si dimette, saluta e se ne va accollandosi le colpe di una stagione sfortunata e vittima di una gestione societaria totalmente inefficace per le volontà del tecnico toscano e per l’amore e la passione dei tifosi del Torino.

Ci sarebbero tanti fattori da analizzare per spiegare la debacle tecnica del mister ex Inter e Napoli ma il dato più eclatante è il netto calo tattico della squadra piemontese, soprattutto in fase offensiva. Al riguardo, infatti, si è evidenziato come inevitabile conseguenza il periodo negativo dei vari leader come Izzo, Sirigu e De Silvestri ed un duello stancante ed inutile tra il Gallo Belotti e Simone Zaza, due “prime donne” che dovevano rendere il Torino ancor più grande.

WALTER MAZZARRI, FINE DI UN CICLO

Sarebbe abbastanza semplice indicare come data dell’inizio della fine la sfida di Europa League contro il Wolvherampton: il Torino, Mazzarri e il patron Cairo ci credevano al sogno Europa League ma, durante una sera calda di agosto, il club inglese ha saputo imporsi ridimensionando gli obiettivi del club granata. Eppure il campionato non partì male: gli uomini di Walter riescono a battere Sassuolo, Atalanta e Milan nelle prime cinque giornata mostrando una condizione fisica perfetta sin dall’inizio. Molte volte, però questa tipologia di preparazione potrebbe essere l’ostacolo maggiore in quanto ci si potrebbe ritrovare a metà stagione con giocatori stanchi e privi di reazioni fisiche e mentali, soprattutto quando in rosa non si hanno molteplici elementi.

A guastare le idee e gli obiettivi è stato anche il calciomercato estivo privo di ogni logica e…trattative. L’unica realmente impostata e, a tratti, simile alla peggior telenovelas sudamericana è stata quella relativa a Simone Verdi, giocatore che aveva il compito di aumentare il grado di qualità presente in squadra e spingere i propri compagni ad alzare l’asticella verso traguardi più importanti. Invece, l’ex Napoli si è dimostrato e si dimostra ancor’oggi un autentico flop del calciomercato estivo italiano in quanto è ancora alla ricerca della propria dimensione tra le file del Torino e di un collocazione tattica precisa nello scacchiere volta a far emergere le proprie qualità.

Il 3-5-2 sembrava essere il pilastro del Torino di Mazzarri ed, invece, si è mostrato come una vera “prigione” per lo stesso allenatore, rimasto inerme dinanzi al tracollo della propria squadra a fronte di risultati tennistici.

UN CAMBIAMENTO DAL CUORE GRANATA

Nel bel mezzo di un’inverno strano, a tratti primaverile, Urbano Cairo in seguito alla dolorosa e pesante sconfitta di Lecce decide di esonerare l’ex Watford per dar vita ad un progetto più emozionale che tecnico, ovvero quello di Moreno Longo. Tutto ciò a mercato invernale chiuso.

Quest’ultimo, pur non avendo molta esperienza in Serie A, si ritrova in sella ad una squadra che fino ad un anno fa lottava per l’Europa e che ora naviga nell’incompiutezza. L’obiettivo dell’ex Frosinone sarà quello di ridare una nuova linfa ai propri giocatori per concludere la stagione in maniera decorosa dinanzi ai propri sostenitori.

Il primo passo sarà quello di ricompattare l’ambiente: per tale causa sarà di notevole importanza il proprio senso di appartenenza a questi colori dopo esser stato giocatore ed allenatore della primavera. Longo, infatti, fu molto apprezzato durante tali esperienze dall’ambiente granata tanto che, appena arrivato a Torino, ha deciso di riaprire le porte del Filadelfia.

A sua favore, inoltre, c’è la capacità di sapersi adattare ai giocatori e, soprattutto ai moduli in quanto non si è mai professato come un integralista ma, anzi, ha mostrato più volte di cambiare l’impianto tattico a seconda dei periodi e delle sfide. Sa benissimo, però, che l’avventura Torinese potrebbe avere una data di scadenza: la dirigenza granata ha optato per una scelta volta a pensare al presente anziché in ottica futura anche se, con tali presupposti e con la giusta vicinanza del gruppo e dei sostenitori, Longo potrebbe essere l’ultima scommessa vinta da Urbano Cairo.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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