Il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha parlato ai microfoni della trasmissione radiofonica Tutti Convocati.

Queste le sue parole riportate da Calciomercato.com: “Non c’è nessun Lodo Cairo, diciamo che siamo arrivati ad un punto che hanno condiviso un po’ tutti. Il mio concetto era ragionare sulle cose da fare, tradurle in uno statuto, poi eleggere il presidente e i consiglieri. Quello che vorrei è trasformare la Lega in un sistema manageriale, come fanno in Spagna o in Inghilterra, cerchiamo un manager che possa governare, una o più persone che si occupino solo di quello come accade in tutte le aziende. La Spagna così ha avuto così grandi ricavi. Il calcio italiano è sceso dal secondo al quarto posto, ha perso tanto valore. 

Mercato chiuso prima dell’inizio del campionato? Secondo me è la cosa più logica e più giusta. Se mi piacerebbe un Toro-Juve giocata a Pechino? Perché no, è tutto possibile, tutto fattibile. Ormai è diventato un calcio globale, ma è evidente che c’è anche da preservare il tifoso del Toro che vuole vedere la sua squadra giocare nel suo stadio. Dobbiamo essere aperti alle situazioni che possono essere vantaggiose, preservando però quello che è il rispetto del tifo, del tifoso che è legato alla squadra da anni”.

L’obiettivo è andare in Europa. È da l’anno scorso che lo diciamo, l’obiettivo biennale con Mihajlovic era quello di andare in Europa. C’è un posto in più quindi potrebbe essere più semplice dell’anno scorso, ma ci sono squadre che si sono rinforzato molto, c’è molta competizione, per questo potrebbe essere più difficile. Noi mi sembra che ci siamo rinforzati, in attacco abbiamo aggiunto Niang, abbiamo un centrocampo che si è rinforzato con Rincon, una difesa che si è altrettanto rinforzata con l’arrivo di giocatori come N’Koulou, Lyanco, Bonifazi e Ansaldi. Belotti? Ero stato chiaro, avevo detto che non si sarebbe mosso da Torino se non fossero arrivati dall’estero a pagare la clausola.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.