Torino, ag. Edera: “Se Simone rimarrà al Torino? Dipende dal suo ruolo nella squadra, è presto per dirlo…”

Stando a quanto riportato da TorinoGranata.it, in un’intervista concessa al sito, l’agente di Edera, Beppe Galli, ha parlato del futuro di Edera e della sua possibile crescita.

Di seguito le sue parole: “Se Edera rimarrà al Toro? Per quello che so io Simone è molto stimato dall’allenatore e dalla società, domenica terminerà il campionato e dalla prossima settimana quando si penserà al prossimo, mentre i ragazzi saranno in vacanza, parleremo con la società e capiremo la volontà dell’allenatore sul ragazzo. In questo momento è molto considerato, come dicevo, dall’allenatore e dalla società e essendo il calcio in piena evoluzione si vedrà. Edera è un giocatore molto importante e il Torino sa anche questo e di conseguenza vedremo più avanti quali sono gli attaccanti che possono andare bene a Mazzarri. In questo momento siamo sereni e tranquilli perché abbiamo la certezza che il direttore sportivo Petrachi e il presidente Cairo credono nel ragazzo e le parole dette da Mazzarri su Simone sono sempre state più che positive perciò adesso il discorso sugli attaccanti non riguarda il mio assistito, poi, se Mazzarri dirà alla società che per il suo modo di giocare Edera può essere sacrificato allora si vedrà, ma ora è presto per dire che cosa succederà, anche perché noi non vogliamo mettere le mani avanti. Se è felice al Torino? Il ragazzo è contentissimo di stare al Torino, sta facendo bene e siamo contenti della sua crescita e il domani è tutto suo. Siamo sereni e lo è anche Simone perciò va benissimo così. Più avanti quando avremo delle certezze allora potremo dire se Mazzarri lo dà come incedibile o se è meglio che il ragazzo vada altrove, ma adesso per tutto ciò che ho detto non possiamo rispondere alla domanda se resterà o andrà via. Mazzarri sarà l’allenatore del Torino anche il prossimo anno e farà la squadra a seconda di come vorrà farla giocare e va bene così, però, ripeto: Simone è tranquillo.

Se Mazzarri volesse tenerlo ma non fosse titolare? In Italia già si dice che i giovani li si fa giocare, ma non è così, però, sono dell’avviso che per la crescita di Simone andrebbe benissimo che anche il prossimo anno fosse la prima riserva. Mi creda, essere la prima riserva vorrebbe dire che di partite ne farebbe più di venti, venticinque, e andrebbe più che bene perché la crescita sarebbe più che valida per il ragazzo. Il prossimo potrebbe essere un anno di transizione e non per questo sarebbe un problema. Sarà poi il campo a decidere chi è titolare, all’inizio può essere un giocatore e dopo un altro se l’allenatore decide diversamente, Mazzarri sarà ben felice di far giocare Edera titolare se lo meriterà. L’importante è essere considerato dall’allenatore, questo sì. Se, invece, l’allenatore non lo considerasse allora sarebbe giusto parlare con la società e dirsi: “Signori alziamo le mani”, ma l’allenatore lo considera moltissimo, per quel che ne so io, e ha sempre parlato benissimo di Simone e la sua crescita va benissimo, anche se è la prima riserva degli attaccanti. Se abbiamo parlato col Torino? Nessun discorso al momento, Petrachi non ci ha mai chiamato e, ripeto, è prematuro perché non si sa quali saranno gli attaccanti e chi arriverà. Ribadisco, se fino a poco fa l’allenatore ha solo fatto elogi al ragazzo la crescita di Simone può avvenire con il Toro e tutte le volte che è stato mandato in campo ha sempre fatto bene. Io seguo i ragazzi che assito e vado a vederli per capire dove sbagliano in modo di cercare di aiutarli nella crescita. Che Edera abbia fatto prestazioni positive non lo dico solo io, ma gli addetti ai lavori perciò credo che un allenatore esperto qual è Mazzarri è ovvio che decida chi far giocare, ma se un ragazzo dimostra di essere all’altezza è lui il primo a farlo giocare. Non penso che un allenatore se ha un giocatore più forte degli altri lo tiene in panchina solo perché è un ragazzo. Se Simone dimostrerà di essere più bravo degli altri Mazzarri sarà il primo ad essere felice di farlo entrare in campo. Credo che gli allenatori facciano giocare in ogni partita chi pensano sia più in forma, non penso ci siano allenatori che giocano contro se stessi. Il calcio piace e ha successo perché siamo tutti allenatori e ognuno pensa con la sua testa e alle volte ci si chiede perché un allenatore non faccia giocare un determinato calciatore, ma può essere che durante gli allenamenti il mister veda in un certo modo il giocatore e, quindi, in partita decide di inserirlo oppure no. Il calcio è bello perché non tutti la pensano nella stessa maniera”.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.