Il tecnico del Torino, Sinisa Mihajlovic, ha parlato in conferenza stampa in vista della sfida contro la Sampdoria. Queste le sue parole riportate da Toronews.net:  “La partita col Benevento? Una partita non brillante: ma le squadre forti vincono, a volte, anche solo grazie a un’azione. I ragazzi sanno che questo non sempre basterà, ma fuori casa comunque si vedono i miglioramenti. Per quanto riguarda le partite in casa, sappiamo che noi difficilmente perdiamo (e faccio gli scongiuri). Dobbiamo essere aggressivi, sperando anche nel contributo dei tifosi, che spero riempiano lo stadio”

La gara di domani? La Sampdoria ha venduto molto ma ha dei buoni giocatori, un allenatore molto preparato, dei giocatori da centrocampo in su che ti possono mettere difficoltà. La settimana scorsa non hanno giocato, sono più riposati e freschi e non hanno avuto infortuni, a differenza nostra. Sappiamo i loro punti forti, e sono da rispettare, ma sappiamo anche i loro punti deboli. Quindi, giocheremo in casa per fare la nostra partita”.

Il dato degli abbonamenti è in leggero rialzo rispetto all’anno scorso, ma inferiore alle attese. Cosa ne pensa? “Quanta gente viene allo stadio dipende sempre da quelli che vanno in campo. Se noi sapremo scatenare l’entusiasmo in loro, riempiranno lo stadio. Abbiamo un pubblico caloroso, che ci dà sempre una mano, ma sappiamo che spetta a noi trascinarli”.

 “Pochi centrocampisti a disposizione? Sampdoria, Udinese, Juventus e Verona: quattro partite in cui, se riusciamo a fare il numero di punti che ci siamo prefissati, riusciremo a divertirci anche in prosieguo. Ora però pensiamo solo alla Samp: una squadra pericolosa che ci può mettere in difficoltà. Speriamo di vincere giocando meglio rispetto a quanto fatto a Benevento. Gli infortuni? Tre in un reparto solo ci mettono in difficoltà. Valdifiori tornerà per Udine, Acquah e Obi vediamo, ma domani non ci sono. Abbiamo recuperato Baselli, speriamoi che Rincon regga: per prevenire cose peggiori, in questi giorni sono andato a casa sua a rimboccargli le coperte… Poi abbiamo Gustafson. N’Koulou non lo voglio spostare dalla difesa. Abbiamo lavorato invece con Ansaldi che tecnicamente è bravo e ha esperienza, ma ricorreremo a lui se dovesse succedere qualcosa a Baselli e Rincon, entrambi. Perchè se uno solo si fa male c’è Gustafson che è cresciuto molto negli ultimi tempi”.

Ci sarà del turnover nelle prossime partite? “Pensiamo ad una partita alla volta. Schiereremo sempre la squadra per vincere quella partita. Ora pensiamo alla Sampdoria”.

Lyanco sta bene? Domani può esordire? “L’ho visto bene, sicuramente in una delle prossime tre partite giocherà. Io so quale, ma non ve lo posso dire…”

“Ferrero o Cairo? A Genova ho lasciato tanti amici e la Sampdoria sarà sempre casa mia. Tra gli amici che ho a Genova, c’è anche Massimo Ferrero, certo. Mi ricordo che l’anno scorso mi avevate chiesto se voglio più bene a Cairo o a Ferrero. Io risposi Ferrero, ma vi dico che dopo la campagna acquisti di quest’anno, Cairo è diventato il mio migliore amico”.

Zapata? “Lo abbiamo seguito: se fosse andato via il Gallo lo avremmo preso. Ha una grande potenza fisica e senso del gol. Poi c’è Quagliarella, che è sempre temibile, spero domani non faccia il suo solito gol dell’ex”.

Belotti: potrà tornare ai suoi livelli? “Il problema è che l’anno scorso nessuno si aspettava niente da lui, quest’anno tutti si aspettano che faccia un gol a partita. So che ha le spalle larghe: lui deve continuare a giocare con la stessa generosità e cattiveria di sempre. Ho parlato in settimana con lui e gli ho detto quello che penso. Deve tornare ad essere quel trascinatore, che rincorreva sempre gli avversari, che tutti amavano l’anno scorso. A Benevento ha perso palla senza poi rincorrere l’avversario: non è da lui e lo sa. Comunque non è un problema di modulo, anzi, con questo modulo dovrebbero aumentare spazi e rifornimenti. In settimana in ogni caso si è allenato bene e conto che torni presto quello dell’anno scorso. Non sono preoccupato”.

Ljajic? “Sta facendo bene, fa gol e assist, deve continuare così altrimenti cambiamo modulo…”

Come sta Niang? Non è che una settimana può fare la differenza per un giocatore. I miglioramenti si vedono sul lungo termine. Quando starà bene, vedrete che la sua forza fisica ci farà molto comodo. Comunque sui quattro attaccanti ci spero e hano grande responsabili

Cosa la deluderebbe in particolare, dei suoi giocatori domani? Ai miei giocatori chiedo sempre la prestazione, mai di vincere per forza. Gli chiedo di non sbagliare l’atteggiamento e di mettere in campo quello che si è provato in settimana. Se si sbaglia un passaggio non mi arrabbio mai: mi arrabbio se non hanno coraggio o sono pigri. L’anno scorso ho battuto il tasto dei principi morali e dei principi di gioco. Non voglio più parlare di atteggiamento e di fare partite da Toro: questo dovrebbe già essere entrato nelle teste dei giocatori. Ora spero che metteremo più qualità”.

“I ranking UEFA e FIFA?  I club italiani sono in linea di massima meno ricchi degli altri. Ciò che è successo in Inghilterra con il Leicester qui non potrà mai succedere. Comunque il campionato italiano per me resta il più difficile. Per me, i giocatori e allenatori che fanno bene all’estero, una volta in Italia, non è detto che rendano allo stesso livello. Invece, chi fa bene in Italia, una volta che va all’estero ha molte meno difficoltà”.

Il gol di Zappacosta? “Non l’ho visto. Mi hanno detto che voleva crossare… Beh, aspettavo quei cross anche prima, quando giocava nel Toro! Comunque, scherzi a parte, seguo sempre con affetto chi ha giocato qui, Zappacosta come Benassi e gli altri. Gli auguro tutto il bene del mondo e sono loro tifoso”.

Il suo amico Djordjevic (ct della Nazionale di basket della Serbia) sta viaggiando più forte di lei… : “Siamo andati in finale senza parecchi titolari. E nella Slovenia, in semifinale, i tre giocatori più forti e l’allenatore insieme sono nello stesso club e si conoscono. Questo vi fa capire quanto siamo forti. Domani guarderemo la finale con la Spagna e faremo il tifo come abbiamo fatto sempre”.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.