This is Genk #1 – Storia del club e l’impatto dei talenti arrivati nella nostra Serie A

Storia del Genk

Siamo sul finire degli anni Ottanta e ci troviamo nel nord-est del Belgio, più precisamente nella città di Genk. La Nazionale belga aveva appena conquistato uno storico quarto posto ai Mondiali del 1986 e dopo anni passati all’ombra degli scomodi vicini di casa dell’Olanda, che si apprestavano ad un buio decennio dopo aver definitivamente modificato la concezione di calcio con il totaalvoetbal di Cruijff, i Diavoli Rossi stavano per cominciare un importante percorso di crescita fino a raggiungere il terzo posto dei Mondiali del 2018 e il primo posto del ranking FIFA.

Ma torniamo nella città di Genk dove l’omonima squadra prese vita nel 1988 in virtù della fusione tra il Waterschei Thor e il KFC Winterslag. Col passare del tempo grazie ad un attento lavoro incentrato sullo sviluppo dei propri calciatori sin da ragazzini, il Genk si è trasformato in una straordinaria fucina di talenti oltre a risaltare con uno straordinario operato di scouting capace di scovare giovani destinati a diventare top player.

Talenti venduti dal Genk: ora stelle della Serie A

La nostra Serie A non fa eccezione e nel corso degli anni ha spesso usufruito dei giocatori provenienti dal club belga. Basti pensare a Kalidou Koulibaly: il gigante senegalese, arrivato nelle Fiandre dal Metz per poco più di un milione, è divenuto uno dei più forti centrali al mondo. Altro grande colpo di una nostra italiana direttamente dal Genk è Sergej Milinkovic-Savic. Il centrocampista arrivava dal Vojvodina per 400.000 euro e dopo una sola stagione in Belgio è stata la Lazio a battere la concorrenza di mezza Europa per aggiudicarsi il serbo, destinato a vincere il premio di miglior centrocampista del campionato nella stagione appena conclusa.


L’Atalanta, squadra rivelazione della passata annata con tanto di qualificazione in Champions League, aveva già pescato dal Genk l’esterno Timothy Castagne divenuto tassello importante dei neroazzurri durante le sue 48 presenze.
In questa sessione la Dea, sempre dalla società belga, ha prelevato Ruslan Malinovskyi. L’ucraino scuola Shakhtar era approdato in Belgio per soli due milioni (riscattato dal prestito) salvo poi incassarne 13,7 dal club bergamasco pochi giorni fa dopo più di 100 presenze in bianco-blu.

Vista la tendenza dei precedenti ex Genk nel nostro campionato e le parole di stima di Shevcenko, uno che nella nostra Serie A ha scritto pagine importanti di storia, è naturale aspettarsi tanto da questo talentuoso centrocampista mancino.

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