Tanti gol segnati e provinciali più offensive: quanto incide l’assenza del pubblico?

Da quando è ripartita la Serie A a giugno scorso dopo la pausa forzata un dato che ha impressionato e soprattutto si è confermato nel tempo è la grande quantità di gol segnati rispetto a quanto eravamo abituati prima.

Parlando del campionato italiano, infatti, il nostro torneo si è sempre contraddistinto come difensivo e tattico, dove non subire era più importante di segnare. Non che in 5-6 mesi tutto sia cambiato e le antiche tradizioni si siano improvvisamente cancellate, però è chiaro che la Serie A abbia cambiato mentalità sotto questo aspetto e non è un qualcosa che si è visto solamente in estate durante la ripresa e la fine dello scorso torneo.

Effetto porte chiuse

Tanti gol fatti e tanti gol subiti. Questo vale quasi per tutte le squadre, quasi nessuna esclusa. I gol che si verificano ogni week-end sono clamorosamente aumentati e molto può essere dovuto all’assenza dei tifosi allo stadio. E’ vero che per le prime partite di questo campionato le porte si solo leggermente spalancate lasciando entrare qualche spettatore, ma ovviamente si parla di una capienza molto ridotta e poi totalmente azzerata in seguito all’ultimo Dcpm che vieta l’ingresso dei tifosi allo stadio. Quindi l’effetto porte aperte è durato poco senza poter dare un grande contributo.

La mancanza di pubblico ha quindi condizionato inevitabilmente le partite di questi ultimi mesi. E questo può incidere anche sull’aumento dei gol segnati? Non è una causa diretta ma di certo ha influito notevolmente. Soprattutto nei momenti critici di una partita o addirittura nello svolgimento di un’azione la reazione del pubblico in qualche modo condiziona la testa dei giocatori. Sapere, per esempio, che calciare un rigore non solo incide sul risultato ma scatenerà una diretta reazione di migliaia di persone è una pressione che spesso impensierisce il tiratore ma anche il portiere. Il calcio di rigore è solamente un esempio ma ogni momento della partita può essere sottoposto a questa analisi.

Sapere invece che in questo momento non ci si confronta con il giudizio e con la “risposta” del pubblico può aiutare i giocatori ad essere più liberi mentalmente e a giocare senza dover dar conto ai tanti, tantissimi tifosi. Questo è un grande aiuto specie per giocatori giovani che spesso possono riscontrare problemi proprio a causa di qualche fischio di troppo da parte dei propri tifosi e che al contrario non si sentono pressati e possono sbagliare e migliorare in modo più sereno.

Giocare in maniera più spensierata aiuta quindi i giocatori e le squadre, che riescono ad esprimere il loro calcio in maniera più semplice e, come si è visto, anche in maniera più offensiva.

Provinciali sempre meno provinciali

Un altro aspetto che è interessante da analizzare in relazione all’aumento dei gol in Serie A riguarda il cambio di atteggiamento delle cosiddette provinciali. Questo discorso non è strettamente correlato, ma comunque ha dei punti in comuni, con la disputa delle partite a porte chiuse in quanto la diversa mentalità, più offensiva e meno rinunciataria, delle squadre di medio-bassa classifica è nata già da qualche anno.

Fino a diverse stagioni fa, infatti, si era abituati a vedere una squadra provinciale che contro una di livello superiore metteva in atto il famoso “catenaccio” cercando di ottenere un punto difendendosi per 90 minuti. A volte funzionava, la maggior parte delle volte no. Bastava un gol della squadra più forte per obbligare gli avversari a scoprirsi e di conseguenza lasciare spazi in difesa che risultavano fatali e che favorivano il raddoppio del punteggio. In linea generale finiva così.

Da pochi anni invece le provinciali si sono mostrate molto più offensive giocandosela spesso ad armi pari con squadre più forti e più ambiziose. Coloro che sulla carta erano sfavoriti cercavano il tutto per tutto consapevoli che le partite dove ottenere punti salvezza erano altre. Questa diversa prospettiva ha aiutato alle squadre di medio-bassa classifica a conquistare molti punti contro le big del campionato e ormai non è più raro vedere una squadra che lotta per la salvezza battere una che invece ha come obiettivi la qualificazione in Champions o Europa League.

Una nuova mentalità che ha come logica conseguenza l’aumento dei gol in ogni partita. Anche quando la squadra più forte passa in vantaggio, l’avversario sulla carta non si scoraggia mai e continua a giocare come prima, attaccando alla ricerca del gol del pareggio.

Prima abbiamo spiegato che questo discorso non è strettamente collegato con quello inerente all’assenza di pubblico perché è un “fenomeno” che si è verificato anche prima dello scoppio della pandemia e quindi quando ancora c’erano i tifosi. Le curve e gli spalti vuoti hanno però permesso l‘amplificarsi di questo effetto, in quanto le squadre provinciali non subiscono la pressione del grande tifo avversario. Esempio molto fresco, ieri l’Inter ha pareggiato in casa contro il Parma per 2-2. Il doppio vantaggio ducale è stato raggiunto in extremis dai nerazzurri, ma la squadra di Liverani può esser stata aiutata dalla mancanza del tifo di San Siro a favore dell’Inter, giocando così più liberamente e senza subire fischi su fischi ogni volta che toccava palla. L’Inter ha pareggiato con Perisic nel finale, ci fosse stato il pubblico sicuramente i nerazzurri avrebbero sentito molta più pressione negli ultimi minuti di partita con quasi tutta San Siro che difficilmente avrebbe perdonato e accettato un doppio svantaggio contro una squadra di livello inferiore.

Un cambiamento che può agevolare tutti

Sarà interessante scoprire se questo cambiamento potrà diventare una vera e propria prassi nel corso dei prossimi anni. Per un campionato riconosciuto come difensivo come la Serie A fa quasi strano scoprirsi offensivo e con così tanti gol. E’ certamente anche merito degli attacchi e colpa delle difese. Servirà scoprire se agli allenatori andrà bene così. Se sono disposti a segnare un gol in più degli avversari concedendo comunque qualche rete.

Storicamente se si vinceva la partita, per dire, 4-3 ci si soffermava più sui 3 gol subiti che sui 4 segnati. Ora, guardando il trend degli ultimi mesi, sembra più il contrario e la dimostrazione arriva dal fatto che questo effetto sembra ingrandirsi sempre di più in partita in partita, di giornata in giornata. Gli allenatori non paiono così allarmati o preoccupati se la loro squadra subisce qualcosa in più, bisogna dirlo, perché se questo andamento non cambia probabilmente accontenta un po’ tutti. I giocatori in primis che vedono incrementare le proprie statistiche riguardanti i gol segnati, agli allenatori delle squadre provinciali che riescono a strappare qualche punto in più e forse anche a quelli delle big, che tuttavia in questo modo possono preparare le proprie squadre in ottica europea dove in Champions ed Europa League questa mentalità predomina da anni.

Quindi, l’assenza dei tifosi allo stadio ha permesso, o meglio favorito, l’esponenziale aumento dei gol segnati in ogni partita. Le partite quindi sono più spettacolari e meno prevedibili, di conseguenza aumenta la competitività e rende il calcio sempre meno scontato.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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