La Juventus ha pareggiato contro l’Atalanta per 1-1 e ancora una volta gli uomini di Pirlo inciampano in campionato. Dopo l’ennesimo pari in Serie A, però, a far notizia (o quantomeno dovrebbe, perché spesso passa un po’ in secondo e terzo piano) è l’esclusione di Dejan Kulusevski non solo dall’undici iniziale ma proprio dall’intera partita. 90 minuti più recupero in panchina nonostante il dovere di vincere considerando come si era messa la partita.

Non è la prima volta, ed è proprio per questo che la situazione inizia a far rumore, che Kulusevski non sia considerato come prima scelta di Pirlo, sia come arma da titolare ma anche come pedina da sfruttare a gara in corso. E’ chiaro, e forse poteva essere anche prevedibile, che l’esperienza di Kulusevski alla Juventus sia al momento negativa e il suo apporto alla squadra non è quello che in molti si aspettavano ad inizio stagione.

Solamente due gol fino a questo momento per il giovane svedese, entrambi in Serie A, in Champions ancora deve sbloccarsi. Le reti contro Sampdoria e Verona sono da considerare, ovviamente, ma così sono da considerare anche le tante panchine dal primo minuto e una considerazione non altissima di Pirlo nei suoi confronti. Al contrario, Chiesa ha scalato le gerarchie e senza impiegarci troppo tempo è diventato un giocatore ormai titolare della Juventus di Pirlo mentre Kulusevski nelle idee del tecnico al momento non è uno dei punti fermi.

Questioni tattiche ma non solo

Probabilmente alla base di tutto c’è una questione tattica, con Pirlo che nella sua concezione di Juventus ideale vede come elementi principali altri giocatori e le scelte di formazione sono in funzione a questo. E, allo stesso tempo, non vede in Kulusevski quel giocatore che può spaccare le partite a gara in corso, come è stato negli anni scorsi Douglas Costa (specie nel suo primo anno) o come lo può essere Dybala, nonostante il suo periodo non facile.

All’inizio di questa stagione era logico, considerata l’abbondanza della rosa, che Kulusevki non sarebbe stato titolare fisso nella Juventus e che difficilmente avrebbe strappato la titolarità ad ogni partita. Tuttavia, la gestione che Pirlo sta riservando allo svedese non è quella che lo stesso giocatore avrebbe immaginato, perché il minutaggio e le presenze dal primo minuto che ultimamente sono sempre meno non possono tradursi nel classico turnover e nelle normali e prevedibili rotazioni. C’è qualcosa di più.

Altri giocatori più affidabili

Come spiegato prima nello scacchiere di Pirlo figurano meglio altre pedine. Giocatori come Chiesa, McKennie, Danilo, seppur ricoprano ruoli diversi hanno in comune il fatto di aver impressionato in positivo il nuovo allenatore e, nonostante ad inizio stagione ci fosse un po’ di scetticismo riguardante la loro effettiva importanza in questa Juve, ora di dubbi ce ne sono pochi e la presenza dal primo minuto dei giocatori appena citati non sorprende più. Pirlo è rimasto colpito da questi giocatori e tende a schierarli spesso dall’inizio, al contrario si fida meno lanciare Kulusevski che non sempre ha trovato domestichezza con i compagni. C’è ancora da migliorare l’intesa, al contrario di altri giocatori che si sono già ben calati nella realtà bianconera.

Kulusevski è diventato un caso

Quindi mister Pirlo preferisce contare sui giocatori che fin qui gli han dato maggiori garanzie ma in questo modo si rischia di bruciare un giovane giocatore molto promettente ma al quale non basta l’ottima annata al Parma per potersi sentire arrivato. Le prestazioni non sempre all’altezza, le troppe panchine accumulate in particolar modo nell’ultimo periodo e gli ingressi in campo nella ripresa che non sempre avvengono (a volte accade quando la partita si avvia verso la conclusione) portano ad una sola conclusione. Kulusevksi è diventato un vero e proprio caso nella Juventus, una situazione che può rappresentare un problema anche nel futuro e che provoca tante domande e molti legittimi dubbi sul vero valore del giocatore.

Non è il momento di sperimenti e scommesse

Forse ci si è fatti prendere dall’entusiasmo per una stagione certamente di valore ma comunque giocata in una squadra con l’obiettivo di salvezza come il Parma. Al momento è naturale parlare di flop se si guardano le aspettative generali. Siamo sicuri che lo stesso Kulusevski sperava e credeva di avere più spazio ma, in una Juventus che deve rincorrere in classifica e che ha bisogno più di certezze che di sperimentazioni e scommesse, risultano più importanti i giocatori che garantiscono maggior affidabilità e che hanno già assorbito le idee calcistiche di Pirlo. Forse Kulusevski “paga” l’esonero di Sarri, visto che quando la Juventus l’ha comprato a gennaio per poi lasciarlo in prestito in Emilia fino al termine della scorsa stagione in panchina c’era ancora l’ex allenatore del Napoli. E’ lecito pensare che sia stato un acquisto mirato per Sarri ma di certo uno con le caratteristiche di Kulusevski può accontentare molti allenatori.

Ma a questi livelli le caratteristiche e il potenziale non sempre sono aspetti che vengono premiati, in una Juventus che non può permettersi altri passi falsi sono più importanti i calciatori già integrati. Inserire Kulusevski titolare al momento paradossalmente è quasi un rischio, (anche) perché toglierebbe il posto ad un giocatore più affidabile. I 90 minuti in panchina di ieri contro l’Atalanta sono un’altra conferma di come Kulusevski non sia centrale nei piani di Pirlo, e probabilmente nemmeno secondario. Chi si aspettava l’esplosione del classe 2000 con la maglia della Juventus sta ricevendo tante delusioni ma il rumore più grande è provocato non tanto dalle prestazioni sottotono ma dalle tante panchine e dai pochi “subentri” nei secondi tempi.

In ottica calciomercato, magari quello estivo, sarà un fattore da tenere in considerazione perché Kulusevski ha bisogno di giocare ma Pirlo continua a tenerlo ai margini della squadra. “Non era la sua partita”, ha spiegato l’allenatore bianconero al termine della sfida contro l’Atalanta riferendosi alla sua esclusione. Parole che fanno capire che a Pirlo ora serve altro, preferisce contare su altri giocatori. Che Kulusevski avrebbe avuto bisogno di tempo era normale, questa gestione però sorprende un po’ tutti e chissà quando arriverà la sua occasione. Se arriverà, visto il recente andamento è opportuno usare il “se” e avere dei dubbi su questo. Ciò che è certo, però, è che Kulusevski sia ormai diventato un caso e che Pirlo non lo consideri protagonista nella sua Juventus.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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