Nella giornata di domenica abbiamo assistito all’ennesimo incredibile cambiamento riguardante il mondo del calcio, sport totalmente cambiato in quanto tale ed ahimè sempre più vicino ad essere considerato come “finito”. Diciamolo a chiare lettere, il calcio come lo avevamo visto sino a ieri è ufficialmente svanito e l’ultimo indizio che ha portato a tutto ciò è la nascita della SuperLega, nuova competizione che vede la presenza di 20 tra le più forti squadre al mondo. Questa competizione è strutturata con 15 squadre fondatrici che parteciperanno indistintamente a tutte le edizioni (senza promozioni e retrocessioni) e 5 squadre che arriveranno invece per meriti sportivi. Una vera rivoluzione per il mondo del calcio ed una situazione che sta generando una guerra interna calcistica tra queste squadre e il mondo dell’Uefa.

Tutto nasce da molto più lontano: la Pandemia e l’inevitabile calo degli introiti dovuti alla mancanza di pubblico negli stadi con relativo calo degli sponsor ha portato ad una situazione di non ritorno. Si parla di un calcio morto ed in tutta Europa vi sono dichiarazioni contro questa Superlega, ma personalmente vedo solo l’ennesima fiera dell’ipocrisia. Da anni ormai il calcio è morto in quanto sport ed è solo esclusivamente un business.

Uno sport governato da potenti dove i piccoli club sono chiamati a fare ‘da pecore’ accettando ogni compromesso per ottenere gli introiti necessari per sopravvivere. Dopo anni dove a vincere in Europa sono sempre gli stessi, vedere che proprio chi vince è ad un passo dal fallimento fa capire il baratro a cui siamo arrivati, il sistema calcio è fallito! Il Real Madrid ha vinto 13 Champions League nella sua storia e 4-5 nel corso degli ultimi anni, eppure è un club sprofondato nei debiti. Monti ingaggi pazzeschi, calciatori come Bale o Hazard negli anni fermi e dediti più ad altro che al calcio che percepiscono e continuano a percepire oltre 15 milioni di euro senza alcuna remora morale (in fondo è anche questo che si tratta). La Pandemia è servita a poco da questo punto di vista perché i giocatori continuano a percepire cifre pazzesche ed in vista della prossima estate, nonostante tutto i club continuano ad essere vittime dei giocatori.

L’importanza di Milan e Inter

Penso alla storia del Milan che ha in scadenza di contratto due dei migliori giocatori come Gianluigi Donnarumma ed Hakan Calhanoglu. I due prendono già stipendi molto esosi ma anche grazie all’abilità (o avidità?) degli agenti chiedono ulteriori ritocchi agli ingaggi. Il Milan è uno dei 12 club presenti nella SuperLega, così come il Real Madrid e così come Inter e Juve. Nell’Inter c’è un giovane giocatore, un attaccante di nome Andrea Pinamonti, arrivato in maniera “particolare” ma il cui ingaggio potrebbe essere oggetto di discussione: Pinamonti percepisce 2 milioni di euro all’anno ed in questa stagione ha collezionato 59 minuti complessivi in tutte le competizioni: diranno che è stata una stagione sfortunata, ma il suo record in serie A è di 5 reti in 32 presenze, numeri abominevoli per un attaccante. Tutto questo discorso sembra retorica ma serve a dire che il vero calcio non è morto con i club, ma a causa dell’avidità dei giocatori e dei propri agenti, tutto il resto è solo ed esclusivamente una conseguenza. Accettare che Messi e Ronaldo prendano decine di milioni è difficile ma accettabile visto che parliamo dei migliori nel mondo del calcio, ma quando a prendere milioni di euro sono altre tipologie di giocatori è difficile da comprendere. Per l’ennesima volta si può solo dire e confermare che il calcio è morto!

In sport come Basket, tennis e golf (anche altri), i giocatori hanno accettato decurtazioni agli ingaggi per aiutare il proprio sport in un momento di difficoltà. Nel calcio l’unica “gentilezza” che i giocatori hanno fatto ai propri club è quella di accettare di posticipare qualche mensilità; a decurtarsi lo stipendio sono davvero in pochi. In queste ore ho visto post social del centrocampista del Manchester United Bruno Fernandes, calciatore che si è schierato apertamente contro la Superlega. Il portoghese è uno dei migliori centrocampisti al mondo e per giocare nei Red Devils prende cifre astronomiche (circa 10 milioni di euro). In un mondo “da favola e lieto fine” sarebbe bello vedere una scelta di coerenza di Bruno che potrebbe lasciare il club e la Superlega e magari trovare altri club magari riducendosi il proprio ingaggio. Vedremo nei prossimi mesi cosa farà…

La Superlega è solo la conseguenza di un mondo egoista ed ingordo che ha portato a rovinare lo sport più bello del mondo. Ho ascoltato nella notte le dichiarazioni del presidente del Real Madrid Florentino Perez ad El Chiringuito TV e mi hanno colpito vari passaggi. La cosa principale è che il presidente del club spagnolo parla esclusivamente come un uomo di business e di sport nelle sue parole non c’è traccia. Da tempo il mondo del calcio è sepolto e di sport vero e proprio c’è poco o nulla. Basti pensare che dalla stagione 1991/1992 ad ora sono passati 30 anni ed il campionato italiano di Serie A è stato vinto solo da 5 squadre con due squadre che hanno vinto una sola volta. Leggo di sogni spezzati ed infranti, ma la verità è che la competizione in questo sport è morta e sepolta da decenni. Il calcio in quanto sport è stato sostituito da anni esclusivamente dal business e gli amanti di questo ‘sport’ devono solo rassegnarsi. Vi scrivo questo pezzo amareggiato per la fine di questo sport, ma al netto consapevole che siamo solo giunti alla conseguenza di quello che era oramai inevitabile da tempo!

Il calcio in quanto sport è morto, siamo dinanzi ad un semplice e comunque ancora bellissimo business.

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Salve a tutti, mi chiamo Mario e sono un grande appassionato di calcio. Inoltre mi interesso anche ad altri sport come tennis, basket e nuoto. Per il futuro il mio sogno è diventare un grande giornalista sportivo. Non dico la squadra del mio cuore, sta a voi indovinarla... :=)

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