Dopo undici anni di assenza, l’Inter campione d’Italia in carica torna a giocare per la vittoria della Supercoppa Italiana. L’ultima volta fu il 6 agosto 2011, giorno di un derby in salsa cinese contro il Milan di Max Allegri; vinsero i rossoneri, ma è un’altra, lontanissima storia.

Al cospetto della squadra di Simone Inzaghi ci sarà la Juventus, allenata proprio dal citato tecnico livornese che scippò una decennio fa il trofeo all’Inter. Dopo anni di dominio, i bianconeri arrivano per la prima volta alla finale di Supercoppa da sfavoriti, e abbiamo più di qualche elemento per pensare in un’Inter favorita sulla carta.

Quante assenze pesanti: Allegri deve reinventarsi

Reduce dall’esaltante ed ubriacante pomeriggio di Roma. con la vittoria in rimonta da 1-3 a 4-3 contro l’odiato Jose Mourinho, Massimiliano Allegri dovrà fare di necessità virtù in vista della gara di stasera contro l’Inter, soprattutto tenendo conto che si tratta di un’occasione imperdibile per alzare la coppa proprio in casa dei nerazzurri.

Troppi i pezzi lasciati per strada tre giorni fa, tra le squalifiche di Matthijs De Ligt e Juan Cuadrado, il pesante ko di Federico Chiesa e i dubbi relativi a Leonardo Bonucci. A questi vuoti si sono aggiunte l’assenza confermata di Danilo e la novità Wojciech Szczesny, out perché sprovvisto di Green Pass. Una sciagura dietro l’altra per la Juventus, mai così nettamente in svantaggio rispetto alla storica rivale Inter. Già senza le defezioni i nerazzurri sono avanti e la classifica lo dimostra, se poi le aggiungiamo la frittata è presto fatta.

Con tutta probabilità si andrà di 4-3-3 con la conferma di Daniele Rugani e Mattia De Sciglio in difesa, il ritorno di Adrien Rabiot in mediana e il tridente ormai titolare rappresentato da Paulo Dybala, Alvaro Morata e Federico Bernardeschi. L’ennesima formazione inedita di una sfortunata e tribolata stagione.

L’Inter dei titolarissimi con il morale a mille

Inter e Juve viaggiano letteralmente su due piani opposti. Se i bianconeri sono in emergenza per gli infortuni e in campionato sono avvolti dalla discontinuità, i nerazzurri hanno la rosa al completo della forma e sono reduci da otto vittorie consecutive. E il primato può solo essere una lieta conseguenza.

Il rientro dalle feste natalizie è stato contro la Lazio, una vittoria per 2-1 che però è stata più che dominata sul gioco, successo mai realmente in discussione e del Sarrismo nemmeno l’ombra. Per non parlare della condizione stellare di alcuni singoli, su tutti Alessandro Bastoni e Marcelo Brozovic. Focus particolare su quest’ultimo, che a mettere la ciliegina sulla torta, a giorni siglerà la firma sul contratto attualmente in scadenza e si legherà con i nerazzurri fino al 2026.

Formazione praticamente fatta per Simone Inzaghi, il quale vuole strappare per la terza volta la Supercoppa alla Juventus. Due novità rispetto a domenica: il rientro di Edin Dzeko, pienamente guarito dal Covid e a secco a San Siro proprio dal derby d’Italia dell’andata, e quello di Hakan Calhanoglu, fermato per squalifica. Confermati con lode gli altri nove, con i vari Joaquin Correa, Alexis Sanchez e Arturo Vidal pronti a subentrare.

La sottile differenza tra campionato e coppa

Possiamo dirlo con serenità: attualmente l’Inter è più forte della Juventus. Lo dicono i numeri, lo dice il campo e lo dicono gli uomini. Già l’anno scorso abbiamo assistito alla dimostrazione di forza dei nerazzurri, e d’inferiorità bianconera, confermata pienamente quest’anno. Tuttavia, come ha detto anche Giorgio Chiellini nella conferenza di presentazione della sfida: “L’Inter è la più completa del campionato, ma in partita secca non sono imbattibili”.

Il capitano bianconero fa sentire tutta la propria esperienza, perché torto non ha affatto. Un conto sono i campionati, dove vince quasi sicuramente la più forte, un altro sono le finali di coppa. Qui subentrano tanti fattori, tanti elementi che possono determinare l’andazzo della sfida; dall’approccio alla tattica, dagli episodi ai cali di concentrazione. Dare per scontato l’esito della partita di stare è da folli, è da chi il calcio non l’ha mai vissuto.

La Juventus è una squadra abituata a certi grandi palcoscenici e lo ha dimostrato nel girone vinto di Champions League, dove Allegri è stato bravissimo come suo solito nel gestire e leggere le gare. E’ forse proprio qui che si deciderà la gara, nei nervi saldi dei due allenatori, e come il tecnico bianconero ha dalla sua i tanti titoli vinti, Inzaghi sa già come batterlo in Supercoppa.

Non resta che assistere allo spettacolo per scoprire se i pronostici della vigilia verranno ribaltati o confermati. Ed è da dire che pensando a soli pochi anni farebbe strano pensare ad una simile preparazione della finale visto l’ultimo decennio di dominio della Juventus. Sarà compito bianconero stroncare sul nascere un principio di ciclo vincente dell’Inter.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.