Storie di Calcio #11: Estudiantes – Milan, la partita insanguinata

Estudiantes Milan

Undicesimo appuntamento con Storie di Calcio. Torniamo in Sud America per raccontare una partita, passata alla storia come una delle più violente di sempre: Estudiantes – Milan.

L’8 ottobre 1969 si disputa a San Siro il match di andata della finale di Coppa Intercontinentale. Ad affrontarsi sono Milan ed Estudiantes. Il dominio è totale: i rossoneri passeggiano per 3-0 grazie alla doppietta di Sormani e alla rete di Combin. E fin qui qualcuno potrebbe dire «Tutto normale», e invece no. Non tanto per il risultato, ma per il gol di Néstor Combin. Nato il 29 dicembre 1940 a Las Rosas, provincia di Santa Fe, in Argentina, Combin è un attaccante naturalizzato francese. «Parlammo con alcuni giornalisti e giocatori. Ci dissero che lo consideravano un disertore» commentò Giovanni Lodetti, centrocampista di quel Milan. E in più, aveva “osato” segnare contro l’Estudiantes.

Il 22 ottobre 1969 si gioca la sfida di ritorno alla Bombonera di Buenos Aires. Lo stadio è infuocato e ribolle un clima di rivincita, ma non si tratta di una rivincita sportiva. Gli ultimi metri del sottopassaggio per entrare in campo non sono coperti. All’ingresso del Milan sul terreno di gioco, dall’alto piovono litri di caffè bollente, rovesciato da alcuni tifosi locali. Inizia così la partita che passerà alla storia come una delle più violente di sempre. Completamente ricoperti di caffè, i giocatori rossoneri si dirigono verso il centro del campo per le foto di rito. Nello stesso momento entrano i giocatori avversari che, con un pallone ciascuno, iniziano a prendere a pallonate tutti i giocatori del Milan.

In quegli anni l’Estudiantes è un po’ la squadra del momento. È la squadra di una piccola città che è arrivata a dominare il calcio sudamericano, tanto da arrivare alla finale della Coppa Intercontinentale. Tra gli altri giocatori, spiccano Carlos Bilardo e Juan Ramon Veron, padre di Sebastian. Tuttavia, il resto della rosa è composto pressoché da veri e propri picchiatori. «La partita è stata tutta così, quando avevi il pallone arrivava qualcuno e ti spaccava. L’arbitro, un cileno, se ne fregava bellamente. Ci fu un terzino che falciò Prati, poi arrivò il portiere Poletti e gli mollò un calcio nella schiena. Prati dovette uscire dal campo» ricorda Lodetti.

Guardando al campo, il Milan passò in vantaggio con Rivera, che scartò difensore e portiere. L’Estudiantes ribaltò velocemente il risultato con Conigliaro e Suarez, portandosi sul 2-1, ciò nonostante i rossoneri erano tranquilli grazie al 3-0 dell’andata. L’importante era salvarsi la pelle. Siccome la partita si avviava verso la fine, le possibilità per gli argentini di portare a casa la coppa erano ormai minime. Dunque con il trofeo ormai sfumato, l’obiettivo era diventato punire Néstor Combin, il disertore. Dopo aver scagliato un calcio sulla schiena di Prati, il portiere Poletti lasciò partire un gancio che colpì in pieno l’attaccante rossonero: spaccati naso e zigomo. Ma non finisce qui.

A partita finita, sul campo di gioco arriva una volante della polizia con quattro poliziotti che arrestarono Néstor Combin. Ancora oggi non è ben chiaro con che accusa l’attaccante rossonero venne arrestato. Nel mentre, il Milan prese la coppa e si precipitò all’aeroporto, tutti volevano tornare a casa e mettersi alle spalle l’accaduto. Dopo un paio d’ore, di Combin non c’è traccia. Tutto il Milan, da Rocco ai giocatori, è fermamente convinto di non voler partire fino a quando non ci sarà anche l’attaccante naturalizzato francese. A quel punto parte la macchina diplomatica: fitti contatti tra le due ambasciate, gli argentini vogliono trattenere Combin per mandarlo nell’esercito. Alla fine la situazione si sblocca e Néstor arriva all’imbarco, dove tutto il Milan partì alla volta dell’Italia.

Questa partita segnò un precedente molto importante, segnando la morte, anche se non definitiva, della Coppa Intercontinentale. Difatti nessuna squadra europea volle più andare a giocare in Sud America e in molti disertarono il trofeo, anche considerando che all’epoca non era ufficialmente riconosciuto dalla FIFA. Lo scandalo che scaturì da quella partita, tra le altre cose, portò alla radiazione di Poletti, portiere dell’Estudiantes. Il Milan si portò a casa la coppa, in una delle partite più violente della storia del calcio.

Marco Razzini

Estudiantes Milan

Guarda Anche...

CONDIVIDI
Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.