Storie di Calcio #1: Brian Clough, il miglior allenatore che l’Inghilterra abbia mai avuto

Brian Clough

«I wouldn’t say I’m the best manager in the business, but I’m certainly in the top one»
«Non direi di essere il miglior allenatore al mondo, ma sono sicuramente nella top one»

Bria clough

Primo appuntamento con Storie di Calcio. Oggi vi racconto la storia del più grande allenatore che l’Inghilterra abbia mai avuto. Il suo nome è Brian Howard Clough. Ma prima di raccontarvi questo, facciamo un passo indietro. Clough, come molti allenatori, è un ex giocatore. Ha giocato nella squadra della sua città, il Middlesbrough, e nel Sunderland. «È peggio della pioggia a Manchester, almeno quella ogni tanto smette» disse Bill Shankly. Era il classico attaccante inglese, forte fisicamente, tiro micidiale, gran colpitore di testa. Si ritirò a 28 anni, ma non per volontà sua. Era il 26 dicembre del 1962. In Inghilterra lo chiamano Boxing Day perché è il giorno in cui ci si scambia i regali, ma per Clough ci fu un brutto regalo. Il Sunderland giocò contro il Bury e lo scontro con il portiere avversario pone fine alla sua carriera. Completamente distrutto il legamento crociato anteriore. Clough lascia il calcio giocato con 251 reti in 274 partite.

Clough Sunderland

A trent’anni diventa il più giovane allenatore del Regno Unito. La sua prima avventura è all’Hartlepools, Quarta Divisione inglese, insieme all’ex compagno di squadra Peter Taylor. I due hanno grande intesa e creano un’ottima squadra che arriva alla promozione. Il duo Clough-Taylor passa al Derby County, squadra di bassa classifica in Seconda Divisione. Ed è proprio qui, al Baseball Ground, che inizia la nostra storia, la storia che ha portato Clough sul tetto d’Inghilterra prima e d’Europa dopo. Il suo arrivo dà uno scossone decisivo all’ambiente. Il suo calcio è tipicamente inglese, si basa sulla ricerca ossessiva del gioco a terra: «Se Dio avesse voluto che giocassimo a calcio fra le nuvole, avrebbe messo l’erba lassù». La squadra era formata da giocatori giovani e ormai non più giovani, ma ben uniti fra di loro. I giocatori fondamentali erano Archie Gemmil, uno scozzese tarchiato, Kevin Hector, bomber recuperato, Walter Davies, centravanti e gran lottatore. Ma i veri talenti del Derby sono il duo centrale di difesa Mc Farland – Todd, scoperti da Clough, e l’attaccante Alan Hinton.

Clough Derby

Clough è un allenatore serio, non fa sconti a nessuno, pretende disciplina, obbedienza e sacrificio. Allo stesso tempo lodava i giocatori che seguivano queste indicazioni: «Ha più classe lui nell’unghia di un piede, di quanta ne abbia mai posseduta io in tutto il corpo» disse riferito a John O’Hare. La squadra iniziava a prendere corpo, con Clough che tratta direttamente gli acquisti. Si fida solo dell’opinione di Taylor anche se l’ultima parola è sempre la sua. Questo comportamento portò spesso a duri scontri con Sam Longson, il proprietario del Derby. Nonostante una partenza difficile, la squadra centra la promozione in Prima Divisione al primo tentativo. Clough è riuscito a mescolare velocità, aggressività e ritmo unendo ordine tattico. Al primo anno nella massima serie centrano un quarto posto. Nel secondo arrivano noni, ma la certezza è che ormai il Derby County è pronto a sbocciare. E questo accade l’anno successivo. I Rams di Clough battono all’ultima giornata il Liverpool scavalcandolo in classifica di 1 punto. Tutto sembrava inutile perché il Leeds United, eterna rivale di Clough, doveva recuperare una partita ed era sotto il Derby di 1 punto. Al Leeds bastava un pareggio per vincere il titolo e tutti ne erano convinti. «Il Leeds realizzerà il double. Non c’è modo che i Wolves possano fermarlo» disse Bobby Charlton. Ma accadde tutto l’opposto. Il Wolverampthon vinse 2-1 e il Derby County divenne campione d’Inghilterra. I giocatori e Clough stesso erano già tutti in vacanza e appresa la notizia nessuno poteva crederci. Il Derby County aveva vinto il primo titolo in 88 anni di storia.

Clough Taylor Derby

A questo punto Clough vuole molto di più. Vuole dominare in Europa. E ci arriva vicino nella stagione successiva, dove giunge in semifinale contro la Juventus. Le due partite passeranno alla storia per l’intensità di gioco e, allo stesso tempo, per le critiche di cui Clough è il principale artefice. L’allenatore del Derby nel post-partita attacca apertamente il direttore di gara: «Dentro lo spogliatoio dell’arbitro c’erano gli italiani, prima della gara e durante l’intervallo». Lo stesso Clough è stato sorpreso ad urlare «Fucking Italian bastards». Il ritorno è una partita molto difficile e il Derby picchia contro il muro bianconero, non riuscendo a prevalere, ponendo fine all’avventura europea.

Clough iniziò ad avvertire che l’entusiasmo intorno alla sua squadra iniziava a diminuire. Entrò definitivamente in rotta con Sam Longson e, dopo l’ultima lite, lasciò il Derby insieme a Taylor. Qua cominciò una fase negativa per Clough. Prima allenò il Brighton, Terza Divisione, poi passò al Leeds United. Si avete capito bene. Brian Clough diventò l’allenatore della squadra che più odiava. Questo perché Revie diventò ct della nazionale inglese. Iniziano così i famosi 44 giorni da allenatore del Leeds United.

Clough non entrò mai in sintonia con l’ambiente Leeds. Fin dall’inizio fu tutto estremamente complicato. Soprattutto con Billy Bremner, capitano, ci furono molte discussioni. «Billy Bremner mi fece sentire un intruso, un clandestino ad un veglione di Capodanno. Non credo abbia mai capito quanto mi abbia fatto sentire male. Comunque se fossi rimasto fino all’aprile successivo, avessi o meno vinto qualcosa, anche Billy Bremner si sarebbe convinto che ero un manager all’altezza di Don Revie, anzi migliore» disse qualche anno dopo.

Clough LeedsUtd

Secondo molti Clough fallì al Leeds a causa dell’assenza di Taylor, che decise di restare a Brighton. Nel luglio del 1976 i due si riunirono, quando Clough aveva appena firmato con il Nottingham Forrest, squadra di Seconda Divisione. Con l’acquisto dei fedelissimi Mc Govern e O’Hare, Clough mette la basi del suo leggendario Nottingham Forrest. Con Taylor arrivano O’Neill, Withe, Lloyd, Anderson, Woodcock e Robertson. Con questa rosa il Forrest raggiunse il terzo posto in classifica e la promozione in Prima Divisione. Il gioco del Forrest era pressoché uguale a quello del Derby e anche le ambizioni di Clough sono le stesse: promozione e dopo il titolo. Per raggiungere questi obbiettivi, Clough ottiene l’acquisto di un altro suo fedelissimo: Archie Gemmil. Insieme a lui arriva, per la cifra di 270.000 sterline (record mondiale all’epoca), il portiere Peter Shilton, che si rivelò l’acquisto decisivo per il salto di qualità. Il Forrest diventa insuperabile, a fine stagione subì solo 24 reti. Shilton rimase imbattuto per 23 partite su 37 disputate ed è proprio grazie a lui che, con uno 0-0 contro il Coventry, il Nottingham Forrest si laureò campione d’Inghilterra. Quella fu una stagione molto pesante per il Forrest, soprattutto per le tante pressioni mediatiche. «Sono talmente stanco che faccio fatica a sollevare questa coppa di Champagne» disse Clough mentre festeggiava la vittoria. Quello del Nottingham fu un trionfo assoluto, che portò anche alla vittoria della Coppa di Lega contro il Liverpool. Clough diventò il personaggio più popolare del calcio inglese nonostante il suo carattere lo metta sempre contro la Federazione.

Clough Nottingham

Anche a Nottingham Clough ha l’ambizione di imporsi in Europa. Per l’attacco punta su Gary Birtles e su un talento assoluto come Trevor Francis, primo giocatore ad essere acquistato per più di un milione di sterline in Inghilterra. Però sorge un problema: l’acquisto di Francis viene perfezionato a stagione iniziata, e perciò può giocare solo nella finale di Coppa dei Campioni. Al primo turno il Forrest viene sorteggiato con il Liverpool. All’andata i gol del giovane Birtles e di Barrett ipotecano la qualificazione per il Forrest, che viene confermata dopo lo 0-0 del ritorno. In campionato le cose vanno meno bene. La squadra subisce solo tre sconfitte, ma i numerosi pareggi fanno concludere il campionato a 8 punti dalla vetta. Nella Coppa dei Campioni, passati ottavi e quarti, arrivano il semifinale dove trovano l’ostacolo più duro: il Colonia. L’andata si gioca in un City Ground distrutto da due giorni di pioggia intensa. La partita termina 3-3, dopo che il Forrest aveva recuperato lo svantaggio iniziale di 0-2. Il pareggio finale crea pessimismo per la qualificazione. Al ritorno, il Forrest ribalta i pronostici e disputa una partita tatticamente perfetta. Il gol di Bowyer regala la prima finale di Coppa dei Campioni al Forrest e a Clough.

Clough Taylor Colonia

In finale il Nottingham Forrest incontra il Malmoe, una squadra non esaltante ma molto ordinata. All’Olympiastadion di Berlino ci si aspetta una partita molto tattica, ma così non è. Clough schiera una formazione offensiva: davanti Birtles, Woodcock e il debuttante Francis e Robertson sulla fascia. La partita la domina dal primo all’ultimo minuto il Forrest. Il Malmoe cerca di difendersi ma, dopo l’ennesima sgaloppata sulla fascia, Robertson serve un cross perfetto in area dove Francis non può sbagliare. Si proprio lui. Trevor Francis, fuori tutta la stagione, regala la prima Coppa dei Campioni al Nottingham Forrest e a Brian Clough.

Clough Nottingham Malmoe Francis

Clough viene celebrato come miglior allenatore d’Inghilterra. Nessuno si spiega come abbia fatto una squadra a raggiungere in tre anni promozione, titolo, due Coppe di Lega e la Coppa dei Campioni. L’anno dopo il Forrest inizia con qualche problema. Woodcock è in partenza per il Colonia e gli arrivi non sono di prima qualità. Clough capisce che la squadra non riesce a lottare su più fronti, e allora punta al bis in Europa. I primi due turni non sono un problema. Alla ripresa il Forrest subisce la prima sconfitta contro la Dinamo Berlino. Molti sono ormai convinti dell’eliminazione ma Clough al ritorno realizza un’opera tattica e psicologica. Francis realizza una doppietta e Robertson trasforma un rigore. La qualificazione è ottenuta già nel primo tempo. In semifinale c’è l’Ajax. Anch’esso viene facilmente superato e nella finale di Madrid c’è l’Amburgo. Alla vigilia della finale cala il gelo: Francis ha subito un brutto infortunio al tendine d’Achille che lo costringe a sei mesi di stop. I pronostici iniziano a favorire l’Amburgo ma Clough rimane convinto della vittoria. L’attesissima finale è il 28 maggio del 1980 davanti a un Bernabeu gremito. Clough schiera, al posto di Francis, O’Neill e a centrocampo mette Gary Mills, 18enne (il più giovane a partecipare ad una finale). Dopo venti minuti Robertson fa partire un rasoterra per il vantaggio del Forrest che, grazie anche a Shilton, ci resterà fino alla fine. Per il Nottingham Forrest è la seconda Coppa dei Campioni di fila e diventa l’unica squadra ad avere più coppe che campionati. Per Brian Clough è un’eterna e autentica consacrazione.

Clough Nottingham

Brian Clough è morto il 20 settembre del 2004 all’età di 69 anni. Clough è l’unico che è riuscito a portare una squadra provinciale a vincere due Coppe dei Campioni in quattro anni. Brian Clough rimane il miglior allenatore che l’Inghilterra abbia mai avuto. Semplicemente Brian Howard Clough.

Marco Razzini

Brian Clough

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.