Stop ai campionati, Serie B in stallo. Serie C verso il disastro

Il numeri del contagio iniziano a scendere gradualmente, l’Italia è pronta a ripartire con le dovute cautele e a fasi dal 4 maggio, data che almeno per quest’anno equivale ad una festa della liberazione in chiave moderna, senza nessun tipo di paragone con fatti accaduti nel passato.

Dal punto di vista sportivo, anzi calcistico, le prossime settimane saranno decisive per la ripresa o meno dei campionati di calcio professionistici. In cima alla lista, naturalmente, vi è la Serie A che proprio durante questi giorni ha raggiunto una forma di coesione tra i club per portare a termine la stagione 2019/2020 entro il 2 agosto. Se, però, la massima serie A ha già gettato le basi per decretare una fine a questa vicenda paradossale, Serie B e C risultano ancora bloccate.

Come terminerà il campionato di Serie B?

Innanzitutto bisogna partire dalle difficoltà: molti club della serie cadetta non potranno applicare in maniera continuativa il protocollo emesso dalla commissione metodo-scientifica della FIGC e ciò potrebbe creare disuguaglianze tra le principali competizioni.

Inoltre, c’è un aspetto fondamentale: non c’è un accordo sulle decisioni da prendere. E’ una categoria totalmente spaccata con club pronti a ripartire con le giuste precauzioni e strutture volte ad affrontare ogni tipo di problema e, altri club, pronti a congelare la classifica o a disputare un mini-torneo valido per i play-off. Per quanto riguarda, invece, il settore economico della categoria, dopo questo periodo buio e di incertezza, potrebbe manifestarsi un vero e proprio tracollo: molte squadra, infatti, strutturavano le proprie risorse finanziarie sulla presenza dei propri sostenitori alla stadio ed, invece, con la scelta (giusta) di far ripartire i campionati a porte chiuse ci sarà un introito in meno all’interno delle proprie casse.

Capitolo promozioni e retrocessioni: il Benevento, ormai con un piede in Serie A da gennaio, vuole fortemente concludere il campionato per decretare ufficialmente il proprio ritorno nella massima serie e ciò porterebbe tutta la serie B a decretare promozioni e retrocessioni sul campo anziché tramite atti di ufficio.

Lo stop definitivo alla Serie C cosa porterà?

Premessa: la proposta della Lega è al di fuori di ogni parametro logico e sportivo. Si bloccano le retrocessioni verso la Serie D e non quelle dalla Serie B per poi decretare le promozioni verso quest’ultima attraverso le prime di ogni giorni ed una quarta scelta tramite sorteggio. Si farà il gioco della monetina?

Come in ogni campionato, però, c’è sempre chi vuol fare la voce grossa ed infatti il Bari ha già stanziato circa 150mila euro da investire per la ripresa attraverso una igenizzazione di una parte del San Nicola, tamponi ed un ritiro permanente per la squadra. La domanda, però sorge spontanea: Quanti club potranno applicare tale protocollo?

Prendiamo il caso del Rieti che fino al mese di dicembre era in piena crisi economica e societaria e, soltanto il ritorno del patron Curci ha riportato un sorta di stabilità seppur connessa alle continui critiche dei tifosi.

La Serie C è, ormai da mesi in preda all’abbandono totale e il coronavirus non ha fatto altro che complicare la situazione. La categoria, infatti, è composta da molti club con presidente proprietari di imprese o aziende che per via di questa pandemia hanno dovuto bloccare lavori e, allo stesso tempo, guadagni. Come si può pensare di far investire a quest’ultimi somme così elevate per tornare a giocare?

Quindi, un eventuale stop totale alla competizione potrebbe comportare una boccata d’ossigeno alle diverse squadre in quanto, i giocatori verrebbero messi in cassa integrazione ammortizzando il monte ingaggi in virtù degli stadi vuoti e degli incassi minimi derivati dai diritti TV.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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