Dopo un forte calo dei contagi registrati tra maggio e giugno l’Italia sta facendo i conti con un innalzamento dei positivi per Covid-19. Nel pomeriggio di ieri il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha modificato alcune norme di sicurezza re-introducendo l’obbligo delle mascherine anche in aree aperte, nonché la chiusura delle discoteche a causa dei grandi assembramenti. Queste chiusure mettono freno anche alla speranza di tanti tifosi di poter tornare allo stadio in vista della prossima stagione di Serie A.

La situazione dei contagi in Italia

Nella relazione settimanale del Ministero della Salute che va dal 2 al 9 di agosto si legge: “In seguito alla riduzione nel numero di casi di infezione da SARS-CoV-2 grazie alle misure di lockdown, l’Italia si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento. Anche in questa settimana si rileva la trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri (anche al rientro dopo periodi di vacanza in Paesi a più elevata circolazione virale).”

stadio

Il trend dei contagi dopo le aperture scaglionate, secondo quanto riportato dal report del Ministero, sono imputabili sopratutto al turismo che ha potuto far respirare l’economia del paese ma con un forte rischio per la saluta della Nazione causando anche dei focolai che fortunatamente vengono subito circoscritti.

L’OMS, intanto dichiara in merito: “È poco realistico pensare che nei paesi con trasmissione locale vedremo grandi incontri come quest’anno. Forse dovremmo aspettarci che quando le cose miglioreranno possiamo passare da zero persone a forse 1.000 o 2.000“. In merito dovrà ancora esprimersi il Comitato Tecnico Scientifico sperando che intanto abbia già in mente quelle che saranno le linee guida da proporre in vista delle prossime riunioni del CdM per poter dare anche respiro alle società che potranno organizzarsi per il futuro ingresso dei tifosi tra le mura amiche.

Lo stadio aperto potrebbe aiutare l’Italia

Quello che può far male alla Serie A con l’assenza dei tifosi allo stadio, è la perdita economica causata dai mancati introiti. Secondo un’analisi condotta dalla Gazzetta dello Sport, fatta alla metà di giugno, i dati parlano di un mancato ingresso di circa 100 milioni per le giornate giocate a porte chiuse dopo la ripartenza.

La Juventus è la società col malus peggiore con una forbice di perdita che va dai 15 ai 25 milioni causato anche dalla mancanza di pubblico durante gli eventi correlati all’Allianz Arena come il museo storico. L’Inter, tenendo conto dell’alta affluenza a San Siro avrà una perdita che sarà di 10-18 milioni. Il Milan conta un negativo che potrebbe andare dagli 8 ai 12 milioni . Sull’Atalanta pesa sopratutto, oltre ai mancati ingressi, anche i quarti di Champions League che avrebbe potuto battere il record di 2,6 milioni registrati contro il Valencia.

Non è solo la Serie A a perdere ma anche tutto l’indotto che genera la stessa. I tifosi si spostano nelle città per raggiungere lo stadio, a volte anche da altre regioni, pernottano, utilizzano il trasporto pubblico, mangiano al ristorante/paninoteca/pizzeria, aiutando l’economia italiana per circa l’1% del PIL. La Lega Calcio, infatti stilava già a marzo i dati rispondendo al Ministro dello Sport Spadafora: “In Italia oltre 32 milioni di appassionati seguono il calcio, un fenomeno sociale ed economico che dà lavoro a più di 300mila persone generando l’1% del PIL nazionale. La Serie A da sempre svolge un riconosciuto ruolo di locomotiva del comparto, producendo direttamente ogni anno circa 3 miliardi di euro di ricavi totali e generando un indotto di 8 miliardi a beneficio dell’intera piramide calcistica, oltre a una contribuzione fiscale e previdenziale di 1 miliardo di euro”.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.

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