Solo passi avanti per il VAR: com’è possibile contestarlo?

Inzaghi

Quello appena conclusosi potrebbe essere tranquillamente classificato come il miglior weekend, in Serie A, del VAR da quando è stato introdotto. Un eccellente spot per questo prezioso strumento che però, incredibilmente, lotta ancora con detrattori che non vedono, o fingono di non vedere, i passi da gigante che sono stati fatti dall’inizio della stagione ad oggi.

Ci lamentavamo prima invocando la tecnologia, continuiamo a farlo ora ripudiandola. Nonostante l’ausilio del VAR si stia rivelando settimana dopo settimana sempre più prezioso, continua ad esserci qualcuno che lo rigetta di netto, che tuona affinché venga depennato per le stagioni che seguiranno. Stiamo certamente parlando di Simone Inzaghi, tecnico della Lazio, il quale da mesi e mesi sta promuovendo un’autentica campagna mediatica contro il VAR a causa di presunti torti arbitrali subiti a ripetizione.

E’ da dire che da un lato è anche comprensibile la rabbia dell’allenatore piacentino, gli errori a proprio sfavore sono troppi e troppo evidenti per non essere visti, ma da qui a premere ogni weekend con motivazioni futili e insensatamente nostalgiche e malinconiche ce ne passa.
Sì, perché il principale tasto su cui batte incessantemente il tecnico laziale è la presunta perdita di tempo seguente al richiamo del VAR che toglierebbe le emozioni di campo; diciamo presunta perché da tempo immane la classe arbitrale ha migliorato esponenzialmente quest’aspetto, inizialmente puntiglioso e magari anche fastidioso per chi era in campo ad attendere il responso finale. Solo in rari casi si è andati oltre il minuto.

cutronePreferire un’emozione, come tanto viene rimarcato, ad un mancato errore è un concetto astruso e ai limiti del paradossale.
Prendiamo sotto esame solo alcuni episodi della giornata di ieri: a Milano si gioca Milan-Chievo, risultato fermo sull’1-2 nel primo tempo; nella ripresa Cutrone trova la rete del vantaggio, ma l’assistente dell’arbitro chiama l’offside. Decisione poi stravolta dal VAR che sancisce la regolarità del gol. VAR ancora protagonista nel finale, concedendo un rigore sacrosanto non fischiato inizialmente.
Ma cosa sarebbe successo senza quello strumento diabolico “che toglie l’emozione”? Per fortuna, non possiamo saperlo.

Ancora Inzaghi ai microfoni di Rai Sport nel post partita di Lazio-Bologna ieri ha risposto così a una domanda sul VAR: “Bisognerebbe chiedere a Maran se è felice del VAR”. Stavolta gli contestiamo: chiediamo a Gattuso se è felice del VAR, lui che è reduce da un’esperienza arbitrale traumatica senza il VAR in Europa League contro l’Arsenal; al contempo, ieri questa “moviola in campo” gli ha dato ciò che gli spettava, ma che stava per essergli tolto ingiustamente.

Ci auguriamo che questa lotta imperterrita contro il progresso termini al più presto, poiché è sempre più lampante che l’introduzione del Video Assistant Referee non ha fatto altro che ripulire il calcio italiano, eliminando macchie arbitrali che possono condizionare gravemente una partita, o chissà, addirittura un intero campionato.

 

 

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Napoletano di nascita ma fedele e viscerale interista dall'infanzia. La profonda passione per il calcio è una costante della mia vita. Amo la scrittura e le lingue straniere, in particolar modo lo spagnolo e il francese.