L’Inter di Antonio Conte ha deluso ad inizio stagione i suoi tifosi, con risultati non all’altezza delle aspettative che sono culminati con l’uscita dalla Champions League arrivando come ultimi nel proprio girone: un fallimento senza precedenti e che ha scosso l’ambiente interista, con varie proteste da parte dei tifosi della squadra nerazzurra. A ciò andava anche unito il fatto che in campionato faticavano ad arrivare risultati e prestazioni convincenti, soprattutto nei big match, ossia quelle partite da tripla contro altri top team del campionato nostrano: la sconfitta nel derby ed i pareggi con Lazio ed Atalanta da situazioni di vantaggio indicavano una strada sbagliata nella quale si stava incanalando la banda di Conte.

In tutta questa delusione e mancanza di risultati che circondava l’ambiente interista c’era un unico comune denominatore, il quale aveva invece fatto la differente l’annata precedente perché aveva un rendimento totalmente opposto, ossia la fase difensiva decisamente fragile dell’Inter: i nerazzurri non erano più la super difesa della stagione 2019/2020 capace di chiudere il campionato come reparto meno battuto della Serie A, al contrario in questo 2020/2021 era il reparto più fragile e che offriva sempre più facilmente il fianco agli avversari, i quali punivano spesso e volentieri le disattenzioni del centrocampo prima e della difesa poi.
Ad oggi, fine anno 2020, arrivati alla pausa invernale parliamo invece di tutt’altra Inter: i nerazzurri arrivano da ben 7 vittorie consecutive in campionato, si trovano solo a -1 dal Milan ed hanno staccato di 6 punti la Juventus (9 al momento, ma i bianconeri devono ancora recuperare la partita contro il Napoli) e questo è coinciso con il ritorno di una fase difensiva attenta, capace di subire poche reti e con la possibilità di avere a disposizione e schierare con continuità i tre titolari del reparto, ossia Skriniar, De Vrij e Bastoni, con una menzione d’onore allo slovacco che è stato in grado di adattarsi alla difesa a 3 e riuscendo a convincere Antonio Conte a puntare su di lui dopo che praticamente per tutta l’estate è stato dato come certo partente.

L’ultima delle sette vittorie consecutive ottenute dall’Inter

La prima di queste 7 vittoria è stata anche forse l’ultima vera prestazione negativa del pacchetto arretrato interista: Inter 4-2 Torino, una partita da Pazza Inter, dove i nerazzurri vanno prima sotto per 0-2 salvo poi rimediare con una reazione d’orgoglio e portando a casa la vittoria. Contro i granata sono commessi ancora tanti errori individuali che per poco non causano una sconfitta che sarebbe stata clamorosa, soprattutto prima di un match decisivo come quello contro lo Shakhtar in Champions.
La svolta arriva nella partita successiva, dove la banda di Antonio Conte domina la sorpresa del campionato nostrano, il Sassuolo di De Zerbi, regolandolo con un netto 0-3 a Reggio Emilia riuscendo a domare il gioco ultra offensivo dei neroverdi.
Dal match con il Sassuolo, compreso, in 6 partite l’Inter ha subito solo 4 reti, affrontando comunque oltre alla squadra di De Zerbi anche il Napoli di Gattuso, un’altra big capace di segnare spesso molti gol visto il suo modo di giocare molto offensivo. Nelle precedenti 8 invece, Torino compreso, ne ha subiti ben 13.
Qualcosa è cambiato nella mentalità e nel gioco interista, questo è chiaro: Conte ha rinunciato definitivamente al trequartista per tornare al canonico 3-5-2 con due mezzali ed un regista basso, dando maggiore copertura alla difesa. A questo va anche aggiunto il ritorno di uno Skriniar ad altissimi livelli, sul quale mi voglio soffermare.

La vittoria della svolta contro il Sassuolo

Ad inizio stagione il centrale slovacco non parte titolare nella prima giornata contro la Fiorentina, mentre le successive con Benevento e Lazio gioca dal 1’ disputando prestazioni buone ma non eccelse. La sua crescita però viene frenata dal Coronavirus che lo costringe a saltare tre partite, tra cui il fondamentale derby contro il Milan. Una volta ritornato arruolabile, si prende il suo posto nel terzetto di difesa contro l’Atalanta e da quel momento non lo lascia più, con una serie di prestazioni sempre più convincenti, culminate con il ritorno ad un gol pesante e decisivo contro l’Hellas Verona che può dare quella fiducia che mancava a Skriniar, come dimostrano le parole di Antonio Conte nel post partita: “Sono molto contento per Milan Skriniar: aveva bisogno di questo gol, anche per prendere convinzione sugli angoli e sui calci da fermo.”

Spulciando alcuni dati riguardo alle partite disputate in Serie A, ad esempio, si nota come in 9 incontri giocati Skriniar effettui almeno 1.5 contrasti e 1.1 intercettazioni a partita, commettendo soltanto 2.1 falli a match, effettuando 2.4 spazzate e subendo solo 0.3 dribbling, cosa che dimostra la sua bravura nel leggere alcune situazioni di 1 contro 1, a meno che non siano in campo aperto dove a volte il centrale slovacco va in difficoltà. Il dato che più sorprende nella stagione di Skriniar però è il suo essere migliorato nella fase di costruzione del gioco, con la bellezza di 63.2 passaggi a partita effettuati con una percentuali di successo del 92.2%, di cui 0.1 sono risultati chiave e 2.4 come lunghi: questi dati dimostrano come a differenza dell’annata precedente dove era evidente la mancanza nella costruzione del gioco di Skriniar, quest’anno l’Inter non sia più obbligata a passare solo da De Vrij o Bastoni ma può anche appoggiarsi al suo numero 37.

L’Inter e Antonio Conte hanno quindi finalmente ritrovato uno Skriniar al top della forma e un equilibrio tattico che garantisce solidità alla fase difensiva: quella stessa fase che ad inizio stagione ha fatto perdere forse troppi punti e che ora, grazie al lavoro svolto, può essere fondamentale nell’inseguimento al Milan.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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