C’è stato grande fermento in Argentina dopo lo 0-3 rifilato dalla Croazia all’Albiceleste. Ma forse alcune delle parole più dure arrivano proprio dalla Spagna, con il ‘Cholo’ Simeone che, in un audio Whatsapp indirizzato al suo vice allenatore dell’Atletico Madrid, avrebbe esternato tutta la sua disapprovazione nei confronti della gestione tecnica della sua nazionale.

“Quello che sta succedendo all’Argentina– inizia il Cholo – è quello che sta succedendo all’Argentina da quattro anni, purtroppo. Nessuna leadership, né da parte della dirigenza né da chi ha gestito lo spogliatoio. E’ una squadra allo sbando. La squadra sta male, ma siamo l’Argentina, credo che ce la faremo a passare comunque ora dipende dall’Islanda, non deve vincere nessuna delle altre due partite. Penso che la Nigeria batterà l’Islanda e noi battendo la Nigeria dovremmo farcela, a meno che l’Islanda non batta la Croazia… Nello spogliatoio si staranno aggrappando fortemente a questo, ma ora serve combattere, tirar fuori le palle”.

Senza riserve anche sul portiere argentino, Caballero, dopo l’errore shock di ieri sera: “Il portiere, dimmi la verità, l’aveva già fatto, vero German? L’aveva già fatto contro la Spagna, contro l’Italia, e io ti dissi: “Peccato non abbiano segnato perché così se ne rendevano conto, che se sbagli così al Mondiale poi prendi gol”. 

Niete freni, ovviamente, anche sul ct Sampaoli: “Tutti diciamo che i calciatori sono la parte più importante del gioco, quando sbagliamo noi allenatori è peggio di quando sbagliano i calciatori. Quello che sta facendo l’allenatore ha molta importanza in tutto questo. Avrebbe dovuto giocare contro l’Islanda come ha giocato ora, l’Islanda era chiaramente più debole”. 

Infine, una frecciatina anche a Messi: “Messi è molto forte, ma è molto forte perché gioca insieme a compagni fortissimi. Se tu avessi una squadra normale chi sceglieresti, Messi o Ronaldo?”. 

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Nato nel 96' nella città "Superba per uomini e per mura" il destino mi ha concesso di innamorarmi del calcio, e quindi del Genoa. Grande appassionato di sport in generale, studio Giurisprudenza all'università di Genova e provo a raccontare il calcio, una parola alla volta, un'emozione dopo l'altra.

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