Si gioca o no? L’unanimità per annullare il campionato non arriverà mai

gravina

Nel corso della scorsa settimana, in seguito all’ufficializzazione del rinvio degli Europei, si è a lungo parlato delle possibili soluzioni per far concludere il campionato una volta terminata l’emergenza Coronavirus. Al momento, però, non vi è ancora unità di intenti su come procedere per terminare nel modo più ragionevole possibile la stagione 2019/2020. Da quanto è emerso finora, si sono create due fazioni: chi ritiene che il campionato si debba concludere ad ogni costo e chi ritiene di dover sospendere la stagione corrente per non influenzare quella successiva.

La mancanza di unità d’intenti per la Serie A?

A sostegno della sospensione immediata del campionato troviamo il Presidente dell’AIC Damiano Tommasi e il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Durante il weekend il Ministro ha rilasciato importanti dichiarazioni intervistato da Repubblica: “Riprendere il campionato di calcio il 3 maggio è irrealistico. Prorogare per tutto aprile il blocco delle competizioni sportive di ogni ordine e grado, estendendo la misura agli allenamenti”.

Non si è fatta attendere la risposta del presidente della FIGC Gabriele Gravina che, sulle frequenze di Radio Cusano Campus, confermata l’intenzione di concludere la stagione 2019-20: “La priorità è terminare i campionati entro l’estate, senza compromettere la stagione 2020-21. Non possiamo permetterci un’estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale. Vincenzo Spadafora ha detto che proporrà il blocco delle attività sportive fino alla fine di aprile compresi gli allenamenti, aspetterei la decisione del Consiglio dei ministri. Certo, è un messaggio che richiede alcune riflessioni: la prima riguarda il momento di grande difficoltà che stiamo vivendo e che sta cambiando i nostri modelli di vita. I nostri campionati sicuramente non riprenderanno prima di maggio, questo era uno scenario che avevamo già ipotizzato”.

A sostegno di Gravina è anche intervenuto l’allenatore del Benevento Pippo Inzaghi che, intervenuto ai microfoni di Sky Sport, ha dichiarato: “In un momento così difficile abbiamo fatto tutti un passo indietro, la salute è la priorità più grande. L’unica cosa che mi sento di dire e pensare è che, nel momento che tutto finirà, e speriamo il più presto possibile, noi vogliamo ricominciare a giocare. Va bene anche ad agosto, non capisco chi dice il contrario e non capisco quali interessi ci siano. Vogliano finire il campionato ricominciando a giugno, luglio o anche agosto, qualunque altra decisione penalizzerebbe qualcuno, tra ricorsi in tribunale e fallimenti di società, e il calcio non perderebbe due mesi ma due anni”.

Come andrà a finire la Serie A?

Questa situazione sembra non vedere una soluzione nel breve termine. Se da un lato si vuole evitare di giocare oltre il 30 giugno per evitare di rimodulare i contratti dei giocatori e di finire a ridosso della stagione successiva, dall’altro si è disposti anche a giocare durante l’estate pur di terminare sul campo la stagione.

Questa ultima soluzione sembra però la più insensata e la meno praticabile. Infatti, se pur ci fosse la possibilità di tornare a giocare finita l’emergenza, rimarrebbe da risolvere la problematica relativa ai tempi per concludere la stagione. Data la situazione di grande emergenza che il nostro paese sta attraversando, il fatto che ancora non si sia trovata una soluzione che vada bene a tutti è l’ennesima occasione persa da parte delle FIGC di dimostrare il suo valore.

Infatti, anche se le perdite economiche sono un aspetto rilevante, per una volta le società e i vari addetti ai lavori dovrebbe capire che in certe situazioni sono ben altre le priorità in questo periodo storico.

Il problema delle competizioni europee

Non in secondo piano devono passare le varie competizione europee come la Champions League e l’Europa League. Infatti, nel caso si decidesse di tornare a giocare, si avrebbe un ulteriore problema su dove organizzare e collocare temporalmente le coppe.

Nel corso della scorsa settimana si era parlato di far tornare a giocare le squadre il 9-10 o il 16-17 maggio (ipotesi difficilmente praticabile) e tagliare alcune partite delle Coppe per dare priorità ai campionati nazionali e tentare di concludere la stagione regolarmente.

CONDIVIDI

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008