Shkendija, Ibraimi: “Tutti noi speravamo nel sorteggio col Milan”

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Il giocatore dello Shkendija , Besart Ibraimi, ha concesso un’intervista ai microfoni di Corriere.it. Queste le sue parole riportate da Milannews.it:

Alla vigilia della partita di andata, quali sono le sue sensazioni rispetto alla sfida contro il Milan? 
“Giocare contro una grande squadra come il Milan dà sempre ottime sensazioni. Il giorno del sorteggio, molti di noi avrebbero voluto come avversaria proprio la squadra rossonera: è come un sogno che si realizza. Siamo davvero felici di avere l’opportunità di giocarci la qualificazione ai gironi proprio contro di loro”.

Lo Shkendija rappresenta la popolazione albanese in Macedonia: che significato ha per lei essere il portabandiera del suo popolo?
“Per me è un grande piacere, oltre che un onore. Lascio le questioni politiche ad altri, perché noi siamo solamente dei calciatori: ma posso dire che io mi sento albanese e sono orgoglioso di esserlo. Oltretutto molti miei compatrioti sono tifosi milanisti e questo darà ancora più sapore al nostro prossimo impegno”.

Il vostro gruppo di tifosi Ballistët è famoso in tutta Europa per il suo calore: quanto sarà determinante il loro sostegno a San Siro e, soprattutto, nel ritorno in Macedonia? 
“Noi li consideriamo davvero il dodicesimo uomo in campo: ci sostengono sempre, in ogni partita dal primo all’ultimo minuto. Contiamo molto sul loro supporto per la partita di Milano e sono sicuro che moltissimi di loro saranno presenti anche a Skopje, dove dovremo disputare il ritorno poiché il nostro impianto, la Ecolog Arena di Tetovo, non è omologato per partite del genere”.

Recentemente Blerim Dzemaili ha manifestato su Twitter il suo supporto allo Shkendija: cosa significa per voi avere il sostegno suo e di Darko Pancev?
“Lo Shkendija rappresenta un simbolo in tutte le terre albanesi e ogni albanese, in qualsiasi parte del mondo, tifa per la nostra squadra. Ovviamente è un piacere e ci rende felici che grandi giocatori e una vera e propria leggenda del calcio macedone come Pancev facciano il tifo per noi”.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.

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