Sette goal in due partite: cosa non va nella nella super difesa del Napoli?

Napoli

È già arrivata la prima pausa del nostro campionato e dopo sole due giornate siamo già qui a “tirare le somme”. Certo si fa per dire, sarebbe impossibile anche solo pensare di dare dei giudizi definitivi dopo soli 180 minuti di giocato o poco più. Tuttavia le prime due uscite delle 20 squadre della Serie A ci hanno permesso di dare un’occhiata ad alcuni fatti che potrebbero condizionare questa stagione. Un esempio? I 65 goal realizzati durante le prime due giornate: ben 6 in più rispetto allo scorso anno e 11 in più di due anni fa. Un risultato simile non si vedeva da quasi 70 anni dalla stagione 1950-51 in cui vennero realizzate ben 77 reti durante le prime due giornate. Ciò è sicuramente segno di attacchi notevolmente più prolifici da una parte e di difese piuttosto rivedibili dall’altra, una su tutte quella del Napoli di cui si è tanto parlato durante quest’Estate.

La nascita della muraglia azzurra

Il 30 Giugno 2019 arriva l’ufficialità: Kostas Manolas lascia la Roma dopo 4 anni per approdare alla corte di Ancelotti per 36 Milioni di Euro. Nell’ambiente si parla già di grande colpo e in effetti è così: Manolas va a formare insieme a Kalidou Koulibaly una delle coppie di centrali di difesa più forti della nostra Serie A. È stato forse questo il segnale più grande che il Napoli ha dato altre altre big sulla forte volontà di competere ad alti livelli in Italia e in Europa. Dopo la partenza di Raul Albiol il DS Giuntoli ha subito provveduto a rinforzare un reparto che, seppur vantasse dalla sua delle ottime prestazioni, aveva mostrato più di qualche crepa chiudendo spesso al terzo posto nella classifica del goal subiti. Non un pessimo risultato che però è bastato alla Juve per arrivare sempre infondo concludendo in classifica davanti ai partenopei. La maggiore fisicità e aggressività del nazionale greco affiancato alle abilità di colui il quale veniva già da molti indicato come uno dei più forti interpreti, se non il più forte, del suo ruolo in Italia ed anche Europa ha permesso al Napoli e ai suoi tifosi di sperare in una stagione migliore dal punto di vista difensivo con una vera e propria barriera eretta davanti ai pali della porta protetti da Meret.

Un’occhiata alla tradizione 

Il Napoli di De Laurentiis non è nuovo a colpi di questo genere, infatti il patron dei Partenopei ha sempre avuto dalla sua diversi difensori capaci di dare quel qualcosa in più alla sua squadra. Basti pensare al capitano Paolo Cannavaro, vero pilastro della difesa che ha contribuito ai primi successi del club, oppure a giocatori come Campagnaro, Britos e Aronica fino ad arrivare allo stesso Raul Albiol che ha a lungo giocato tra le fila del Real Madrid prima di vestire la maglia del Napoli per 6 stagioni al fianco di Koulibaly, per poi fare ritorno in Spagna (al Villareal) giusto pochi mesi fa.

Dalla teoria alla pratica

Le prime due uscite del Napoli hanno subito messo in allarme l’ambiente con i tifosi che hanno visto subire dalla propria squadra la bellezza di 7 goal in due partite. Le avversarie della squadra di Ancelotti sono state la Fiorentina, squadra che si è rinforzata ma che sicuramente non attraversa un buon periodo con la retrocessione scampata quasi all’ultimo istante durante la passata stagione e la vittoria che manca da Febbraio. Nel turno successivo il Napoli ha affrontato la Juve Campione d’Italia che dopo 60’ sembrava aver chiuso la pratica con 3 reti inflitte ai danni di Mertens e soci che sono riusciti a rimettere in piedi la partita raggiungendo il pareggio (grazie anche a un goal di Manolas), salvo poi crollare nuovamente a causa di un autogoal arrivato a pochi secondi dalla fine proprio da parte di Koulibaly. Il tutto accadeva nello stesso stadio in cui due anni fa il senegalese aveva segnato il goal vittoria che aveva portato il Napoli a un passo dalla conquista dello scudetto. La mancanza di attenzione e alcune distrazioni di troppo, insieme al ritardo di condizione da parte di Koulibaly dopo la Coppa d’Africa sembrano essere le cause più accreditate del travagliato inizio di stagione del Napoli. C’è sicuramente da perfezionare l’intesa tra i due centrali che hanno effettivamente giocato davvero poco insieme, ma ciò non toglie che la fase difensiva è apparsa assai approssimativa in entrambe le partite con alcuni cali di concentrazione che hanno portato il Napoli a complicarsi e non poco la vita durante le gare contro Fiorentina e Juventus. Due goal su tre sabato sera sono arrivati a difesa schierata così come il goal di Boateng nella gara contro la Fiorentina e la rete di Milenkovic che riesce a impattare di testa e ad agguantare il momentaneo 2-2, goal arrivato da palla inattiva sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nel mirino della critica c’è sicuramente la partenza fiacca della squadra di Ancelotti che in entrambe le occasioni ha subito l’avversario prima di uscire fuori mostrando anche il carattere giusto per pareggiare momentaneamente contro la Juventus e vincere a Firenze.

La ripresa e il cambio di modulo

L’attenzione si sposta ora a centrocampo dove vediamo due giocatori di livello come Zielinski e Fabian Ruiz un po’ in difficoltà: analizzando la partita dello Stadium notiamo come il primo non riesca ad esprimersi da quando il tecnico gli ha affidato il ruolo di mediano insieme ad Allan, una posizione che lo ha visto spesso in difficoltà, mentre Fabian Ruiz che arrivava con carico dopo l’esperienza all’Europeo Under 21 in cui si è guadagnato il premio di Miglior Giocatore, non sembra trovarsi a proprio agio nel ricoprire il ruolo di trequartista alle spalle della punta trovandosi decisamente meglio quando è nel vivo dell’azione in una posizione più centrale. Il 4-2-3-1 con cui Ancelotti fa giocare il suo Napoli potrebbe essere uno dei motivi che non hanno permesso agli azzurri di iniziare bene la trasferta di Torino. Mentre il secondo tempo, quello “da cui si deve riparte” come ha detto anche il giovane Di Lorenzo, ha visto il Napoli schierarsi con un 4-4-2 che ha ridato compattezza alla squadra e che ha permesso ai già citati Zielinski e Fabian Ruiz di esprimersi al meglio insieme al resto della squadra. Insomma, l’ex tecnico di Milan e Real avrà parecchio da pensare durante questa sosta, sperando nel recupero della condizione da parte di alcuni uomini chiave come Koulibaly, Allan e anche Fabian Ruiz. Nel frattempo il calciomercato si è chiuso e gli ultimi giorni hanno portato Fernando Llorente ai piedi del Vesuvio e qualche giorno in più potrà servire sicuramente ai due centrali di difesa per trovare l’affiatamento che ancora manca, iniziando a curare meglio alcuni movimenti e le marcature così come ha tenuto a precisare lo stesso Ancelotti nella conferenza post partita Sabato sera.

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