Serie A, Zenga: “Napoli e Inter da scudetto, per il dopo Buffon…”

Era presente ieri al Ferraris per Genoa-Napoli e sarà presente anche a San Siro sabato per Milan-Juve, Walter Zenga, ex portiere di Inter e Sampdoria, della quale è stato anche allenatore nel 2015. L‘Uomo Ragno ha parlato ai microfoni di calciomercato.com riguardo la lotta scudetto e gli eredi di Buffon per la porta della Nazionale italiana.

Queste le dichiarazioni dell’ex saracinesca nerazzurra: “Ho approfittato del turno infrasettimanale del campionato per seguire dal vivo un po’ di gare della Serie A. L’altra sera ero a San Siro per Inter-Samp e sabato ci tornerò per Milan-Juve. Per un allenatore è sempre importante seguire una partita dal vivo e non solo in televisione.

Sullo scudetto, vera e propria parola proibita a Napoli e Milano, sponda Inter: “A noi allenatori non bisogna mai prenderci troppo sul serio. Se parli di scudetto a Napoli poi Sarri ti dice che non va bene, idem per Spalletti se lo fai con l’Inter. Gli unici che dicono che vogliono vincere ancora sono quelli della Juve che infatti è sempre là in alto. Tutte e tre possono farcela. Però devo dire che contro la Sampdoria l’Inter che ho visto ha giocato per almeno un’ora da grandissima squadra”.

Sulla prestazione della Sampdoria: “All’inizio ha patito l’Inter, ma poi nell’ultima mezzora è uscita fuori una bella Samp. Giampaolo sta facendo un grande lavoro a Genova e merita tutto il bene possibile”.

Sull’erede di Buffon: “A me Perin è sempre piaciuto. Ultimamente l’ho anche seguito ed incontrato e quando ha avuto gli infortuni gli ho mandato dei messaggi. Sta facendo molto bene e sono contento per lui. Credo che con lui e Donnarumma il dopo Buffon sia in buone mani. Tra i giovanissimi ti cito Brignoli, che ho avuto con me alla Sampdoria. Pur giocando poco mi diede subito l’impressione di essere un portiere che sa interpretare il ruolo in modo molto futuristico, giocando molto fuori dalla porta e con una grande personalità. Sono contento che adesso stia giocando con continuità a Benevento.”

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Guardo e studio il calcio da 20 anni con gli occhi di un bambino che vede Ronaldinho in azione per la prima volta.