Serie A, Sacchi: “La favorita per il campionato resta la Juventus. Napoli? Mi ricorda il mio Milan…”

Dopo mesi di attesa, finalmente con l’anticipo di oggi delle 18 tra Juve e Cagliari prende il via il nuovo campionato di Serie A. Arrigo Sacchi, concessosi ai micorofoni de La Gazzetta Dello Sport, ha parlato del campionato ormai alle porte.

Sulla favorita alla vittoria dello Scudetto: “Favorita? Nessun dubbio: la Juventus. E’ superiore per esperienza, per storia e per capacità di gestione del club. Ha vinto sei scudetti consecutivi, qualcosa vorrà dire. E non dimentichiamo che, un anno fa, proprio i bianconeri hanno acquistato il giocatore più forte del Napoli: Higuain. Cioè ha tolto ai rivali il migliore e lo ha inserito nel proprio gruppo: non è poco”. Il Napoli, però, continua a stupire e molti lo pronosticano vincitore: “La squadra di Sarri è cresciuta tantissimo. Pensate che due anni fa Jorginho era una mezza riserva, come pure Insigne e Mertens non partiva sempre titolare. Guardate che cosa fanno adesso! Il progetto è chiaro: Sarri, attraverso il gioco, cerca di migliorare i giocatori”.

L’ex tecnico del Milan e della Nazionale ha poi proseguito: “Allegri lo ha detto chiaramente quando ha dichiarato che, se uno vuole lo spettacolo, deve andare al circo. Lui punta al risultato, alla vittoria. E i dirigenti lo appoggiano. Non sempre, ad esempio, la Juve si impossessa del gioco, ma quando lo fa mi diverte. Dovrebbe tentare più spesso di battere questa strada, però evidentemente non rientra nei piani”. Max è bravissimo, un maestro di tattica che punta tantissimo sul singolo, o sui singoli. E’ eccezionale nel gestire situazioni delicate. Sarri, invece, è diverso. Ricerca la perfezione attraverso i movimenti, l’aggressione degli spazi, le sovrapposizioni. Il Napoli è condannato a giocare sempre ad alto livello e ad alto ritmo: non può gestire, non può chiudersi, non può rifiatare. Sempre al massimo, insomma. Per me è un’emozione pura, quella che regala il Napoli perché vedo riproposti sul campo principi che sono stati prima sviluppati dalla mente. Non vorrei esagerare, ma, il Napoli, nella seconda parte della scorsa stagione, per il dominio esercitato durante le partite, mi ha ricordato il Milan che allenavo io. Con la differenza che io avevo a disposizione giocatori più forti di quelli che ha Sarri, quindi Maurizio è davvero un valore aggiunto”.

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