L’ultima giornata della Serie A che si è disputata, più di diverse che l’hanno preceduta, è stata una giornata caratterizzata da diversi episodi arbitrali dubbi, con decisioni prese con l’ausilio del VAR e, nonostante ciò, contestate da tante persone.

Di tutti questi episodi dubbi ha parlato il designatore degli arbitri della Serie A, nonché egli stesso ex arbitro, Nicola Rizzoli, che ha fatto chiarezza su quanto successo nei campi tra la giornata di sabato e domenica.

L’ex giudice di gara, di fama internazionale, ha iniziato analizzando quanto accaduto in Juventus-Milan, dove c’è stato lo scontro tra Mandzukic e Romagnoli ed il tocco di mano di Alex Sandro, episodi molto contestati. A seguire, lo stesso Rizzoli ha parlato del rigore assegnato alla Lazio durante il match con il Sassuolo, ritenendolo giusto, e di possibili stop per alcuni arbitri italiani.

Ecco, di seguito, le parole di Rizzoli, riportate da calciomercato.com:

“Ci vuole più professionalità senza dubbio, e per professionalità intendo non solo le capacità degli uomini e dei VAR, ma anche degli uomini e della tecnologia. Ci vuole personale più professionale. L’errore in Juve-Milan? Al netto dell’ultima giornata ci sono delle analisi sul fallo di mano, degli episodi oggettivi all’interno dei quali ricade quello citato. Stop di Fabbri e Abisso? No, alcuni giornali riportano il discorso degli stop ma è una questione di gestione della squadra da parte dell’allenatore. Le persone che metto in campo devono essere in forma e in grado di fare il loro dovere, la gestione è mia. Non ci sono stop o cose precise. Lazio-Sassuolo? Episodio particolare che deriva da una interpretazione a livello nazionale e italiana nel quale il difensore da un punto di vista della dinamica dell’azione ha l’intenzione di creare ostacolo con il corpo, con un braccio eccessivamente largo. L’indirizzo ci arriva a livello internazionale, useremo questo episodio per spiegare come sarà l’interpretazione, come accaduto ai Mondiali in Nigeria-Argentina. Poco conta che abbia sbattuto contro quella parte del corpo se quella parte del corpo non fosse andata per giocare il pallone, ma per ostacolare o creare un ostacolo. In questo caso paga il braccio molto largo per questo motivo. Gli errori e la decisione di non cambiare dopo l’analisi al VAR? Nonostante il clamore mediatico c’è stato un episodio positivo e uno negativo: quello di Lazio-Sassuolo è stato corretto analizzarlo così. Abisso a Firenze? Ha fatto esperienza, ora deve maturare. C’è un percorso che prevede anche degli errori. Non è sempre detto che un rimpallo eslcuda un fallo di mano, è un concetto vecchio: si punisce l’intenzione del difendente e la posizione del braccio. Se questo è molto largo, poco conta che prima impatti su una parte del corpo, nel caso di Lazio-Sassuolo l’anca. Mandzukic-Romagnoli, era da segnalazione VAR con rigore e rosso o ci sarà prova tv? Nella situazione di gioco ci deve essere una violenza, se fosse stato reputato violento l’arbitro avrebbe dato il rosso. Non ci sono vie di mezzo con il giallo. Non è chiaro dal campo se ci sia contatto o meno, anche da come i due calciatori si alzano e vanno via. Sono situazioni che devono essere valutate in campo, se non viene valutata fallosa il VAR non può intervenire. Alex Sandro? Situazione difficile, bisogna paragonare la volontarietà all’intenzione: non è volontario ma ha intenzione di aumentare il volume del proprio corpo, giudicando la velocità del pallone, la volontà di aumentare il volume del proprio corpo va messa in contrapposizione sull’intento del difendente: se questo vuole marcare o presidiare la zona, si propende per non punire. E’ un episodio che rimane nella zona grigia. Se invece l’intento è quello di creare ostacolo, allora è rigore, anche nelle cosiddette zone grigie.”

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